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I misteri del Perù

Il Perù è un paese ricco di misteri spesso insolubili e per questo molto affascinante.

  • di curiosona
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: due
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Abbiamo deciso di visitare questo paese soltanto per una dozzina di giorni testando la nostra resistenza a soggiornare ad altitudini elevate. Volo via Madrid con arrivo a Lima dopo circa dodici ore, rotta Lisbona – Oceano Atlantico – Venezuela – Colombia – Lima con vista sulla verde foresta amazzonica e i suoi serpeggianti fiumi.

Atterriamo a Lima la sera col buio. Una quarantina di minuti per arrivare in hotel nel quartiere residenziale di Miraflores poiché la città è vasta e popolata con oltre nove milioni di abitanti. La visiteremo alla fine del nostro tour peruviano prima di ritornare in Italia. E’ una città insolita, sul mare ma circondata dal deserto. Divisa in 42 distretti governati da altrettanti sindaci più due capi coordinatori. Sembra un sistema efficace per governare una città così grande. Decidiamo di andare a dormire subito poiché il mattino successivo ci attende la guida per la gita alle Isole Ballestas, le Galapagos peruviane! La levataccia delle 4.00 è giustificata dal fatto che si deve arrivare per le ore 8.00 al porto di Paracas (significa pioggia di sabbia) dove ci attende un’escursione in barca. E’ ancora buio e l’alba ci coglie sulla strada costiera che sfreccia in mezzo a un deserto arido: è la Carretera Panamericana che dall’Ecuador attraversa il Perù sino in Cile iniziata nel 1940. Passiamo alcuni paesini come Chincha (felino) famosa per la musica peruviana e Pisco (uccello) il cui nome deriva dalla bevanda nazionale, una specie di grappa ma distillata dal mosto di uva.

Arriviamo puntuali alla penisola di Paracas, Parco Nazionale, e abbiamo una ventina di minuti per guardarci intorno: il porticciolo è frequentato da venditori di ogni genere, i locali sono già aperti e le barche attendono i turisti. Scorgiamo dei grossi pellicani sulla spiaggia e scattiamo le prime fotografie come anticipo per quello che ci aspetta alle isole ricche di animali marini. Le imbarcazioni sono aperte, ci infiliamo il giubbotto e anche un cappello per evitare di ricevere in testa i “regali” (guano) degli uccelli. Crediamo che sia un’esagerazione, ma ci adeguiamo. Si parte e dopo un’oretta siamo davanti al famoso Candelabra, la figura gigantesca (150m x 50m) incisa sulle colline della costa. Non si sa nulla di questo disegno e le leggende sono molte: la guida ci racconta che potrebbe essere il riferimento per gli antichi naviganti basato sulla Croce del Sud, oppure l’enigmatico disegno si riferisce a una specie di cactus dalle proprietà allucinogene o c’è chi le collega alle linee Nazca. Qualunque cosa rappresenti è misterioso e quindi magico (1° mistero peruviano). Dopo poco scorgiamo tanti leoni marini pigramente distesi sugli scogli e una miriade di cormorani, sule e pellicani appollaiati ovunque sulle rive. E’ una cosa incredibile, il cielo in questo momento è coperto e sembra di essere in un girone dantesco. Una numerosa colonia di pinguini di Humboldt ci fissa dalla scogliera e in cielo volano stormi di uccelli che disegnano forme incredibili. Ogni tanto qualche uccello spicca il volo dalla riva ed effettivamente rilasciano i loro “doni” ovunque. Il cappello è veramente necessario. Riescono anche a “benedire” il mio nuovo teleobiettivo! Tutti questi uccelli producono il guano, ricco di nitrati, che quando raggiunge circa sette metri di spessore viene raccolto da operatori andini che non hanno paura di cadere dalle rocce. E’ un ottimo fertilizzante che il Perù esporta in America e in Europa.

Vediamo anche una casa-matta e un paio di uomini che ci salutano dal pontile. La guida ci dice che il guardiano resta in questo luogo per qualche mese poi gli danno il cambio.Rientrando sulla terraferma, vicino all’ingresso del villaggio, passiamo davanti a un obelisco commemorativo dello sbarco del generale Josè de San Martin che proclamò l’indipendenza nel 1821. In questa zona vissero i paracas, una civiltà che precedette quella inca di oltre 1000 anni. Purtroppo non si hanno molte notizie sulla loro cultura (2° mistero). Sono state trovate soltanto delle tombe comuni e dei tessuti raffinati dai disegni molto attuali. Dopo il loro declino comparve la cultura nazca, che a loro volta fu sottomessa dai wari che venivano dai monti e, dopo l’improvvisa scomparsa dei wari, la zona fu dominata dagli ica che forse era parte dell’impero chincha. Alla fine furono conquistati dagli inca (un mistero dopo l’altro). Attualmente Ica (acqua sotterranea) è una cittadina collinare produttrice di vino e pisco, merito dei vigneti che prosperano in questo clima asciutto e soleggiato. Attraversiamo Palpa (colonna) oasi famosa per gli aranceti e Yauca, paese delle olive. Sulla strada i contadini vendono i loro prodotti che noi assaggiamo e facciamo acquisti

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Commenti
  1. visconte2010
    , 15/2/2011 21:55
    Un bel diario! Sei riuscita anche a dare dei piccoli spaccati della vita quotidiana: ..... Cucinano fuori dalle capanne sul tipico forno a legno con due pentole di coccio...... Le donne vestono molto colorato con tante gonne una sopra l’altra e camminano a piedi nudi sulla paglia soffice, ma hanno le gambe e il corpo gonfio per l’umidità.
    Ho apprezzato molto e letto con piacere quanto scritto. A la proxima!!!

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