Dal Montello alle Ande

Finalmente è giunto il giorno tanto sospirato: si parte per il Perù! Il gruppo di avventurieri è composto da me, mio marito Andrea e da una coppia di amici, Marica e Carlo Alberto. La meta del nostro viaggio è da ...

  • di FedeP
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Finalmente è giunto il giorno tanto sospirato: si parte per il Perù!

Il gruppo di avventurieri è composto da me, mio marito Andrea e da una coppia di amici, Marica e Carlo Alberto.

La meta del nostro viaggio è da sempre nei nostri desideri più reconditi, sin da quando a scuola studiavamo la storia degli Incas, della barbara invasione spagnola e ci insegnavano che il Titicaca è il lago navigabile più alto della Terra: poter vedere coi nostri occhi quei luoghi rappresenta la realizzazione di un sogno. Consapevoli del fatto che si tratta di un viaggio impegnativo e faticoso, ci siamo determinati ad intraprenderlo prima che la vecchiaia incipiente ci privi delle forze necessarie...

Abbiamo prenotato da tempo il Volo KLM Venezia – Amsterdam – Lima (con scalo tecnico a Bonaire, Antille Olandesi).

Il servizio a bordo si rivela generoso, ma di scarsa qualità: le attempate e rubiconde hostess olandesi si aggirano con frequenza spasmodica tra i passeggeri ponendo il quesito amletico “chicken or pasta?”, che diventa un tormentone ossessivo che prelude al trangugiamento di intrugli di composizione non ben identificata. Del resto il volo è lungo, non si sa che fare... Pur di passare il tempo si mangia quello che passa il convento!

Arriviamo a Lima sabato sera 19 agosto: all’aeroporto ci attende Giusy, italiana trapiantata in Perù, che è il nostro primo contatto con la Perù Paradise di Michele Mosca (anche lui migrato in terra andina dalla grigia Milano), che ci ha organizzato il tour personalizzato.

Nell’accompagnarci all’albergo Giusy ci fornisce un’infarinatura di informazioni generali sul Perù, anticipando in particolare un dato fondamentale per dei gourmandes come noi: PARE che si mangi molto bene, staremo a vedere.

Dormiamo all’Hotel La Faraona nel quartiere Miraflores, un tre stelle senza particolari attrattive, ma centrale e pulito. Ci danno il benvenuto offrendoci il primo (di una lunga serie) pisco sour, cocktail tipico della costa peruviana, che è stato una mano santa per digerire “chicken or pasta”; facciamo due passi in zona pedonale per sgranchirci le articolazioni duramente provate dalle lunghe ore di viaggio. Primo impatto: Lima non sembra poi così perigliosa come la dipingono le guide turistiche.

Domenica 20 agosto (Pisco – Riserva di Paracas)

Dopo una colazione abbondante e curata incontriamo Franco: ci comunica che sarà lui l’autista che ci accompagnerà per tutto il tour con la sua auto lustra e super comoda e, soprattutto, parla italiano: grande giubilo!

Partiamo alla volta di Pisco, lasciandoci alle spalle la degradata zona periferica di Lima Sud. Prima sorpresa: sulla costa c’è deserto VERO, con le dune di sabbia. Si susseguono gli stabilimenti balneari: in estate probabilmente ci sarebbe stato di che divertirsi, ma in Perù ad agosto è inverno e la famosa garùa (=foschia) la fa da padrona, ammantando di grigio gli orizzonti che si perdono tra le dune e l’oceano.

Arrivati a Pisco ci sistemiamo all’Hotel Embassy Beach: la Lonely Planet e il Touring lo descrivono come un albergo a quattro stelle, ma, a parte la piscina (evidentemente non utilizzabile in questa stagione), per la verità non è un granché e le stanze sono anche un po’ sporchine; pazienza, tanto è solo per una notte.

Ci mettiamo alla ricerca di un posto carino per l’almuerzo, passando dalla Plaza de armas (scopriremo poi che ce n’è una per paese, come i matti...). La prima scelta (Posada Hispana) esta serrado e allora ripieghiamo su “As de oros”: dopo aver fatto impazzire Franco per la traduzione del menù e sganassare la cameriera per la nostra confusione, io e Carlo facciamo i diffidenti e ci buttiamo su una corvina a la plancha, semplice semplice; Marica e Andrea, più coraggiosi, ordinano una zuppa di pesce che si rivelerà strepitosa e che io sto loro ancora invidiando (quelle chele di granchio erano una vera delizia): come si suol dire, chi non risica non rosica... Ci servirà di lezione

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