Missione Birmania: un viaggio fuori dal tempo

Oltre ad essere il resoconto del nostro viaggio in Myanmar (i luoghi, dai nomi per noi spesso impronunciabili, sono meglio descritti nella Lonely e in molti altri racconti di TPC), vorremmo, con questo scritto, portare in evidenza alcuni aspetti della ...

  • di stefj
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Oltre ad essere il resoconto del nostro viaggio in Myanmar (i luoghi, dai nomi per noi spesso impronunciabili, sono meglio descritti nella Lonely e in molti altri racconti di TPC), vorremmo, con questo scritto, portare in evidenza alcuni aspetti della vita in questo paese, particolari e sfumature che abbiamo potuto apprendere grazie alle conoscenze fatte, che magari agli occhi di un normale turista possono sfuggire (le guide e gli autisti non possono dire tutto quello che vogliono, pena il ritiro del permesso di lavoro), passare inosservate, o essere notate ma non sufficientemente percepite, a volte date per scontate. Per portare a conoscenza dei molti, le condizioni di vita e la mancanza di libertà di questo popolo, facendo nostra una frase del premio Nobel per la Pace, la birmana Aung San Suu Kyi: “Per favore, usa la tua libertà per promuovere la nostra...” (I NOMI DEI NOSTRI AMICI SONO STATI CAMBIATI, NON VORREMMO CAUSARE LORO QUALCHE PROBLEMA) Il nostro desiderio di visitare la Birmania è nato circa 5 anni fa, quando abbiamo avuto l’occasione di conoscere un ragazzo birmano, Matteo, che si trovava in Italia, a Roma, per studiare presso l’Università Lateranense per prendere i voti sacerdotali. Divenuto prete, nel 2003 è tornato nella sua terra per aiutare la sua gente. Tra mille difficoltà siamo riusciti a rimanere in contatto (inviare lettere per posta è praticamente impossibile, con DHL molto caro, ultimamente con la e-mail è più facile ma laggiù non sempre internet funziona): grande era la voglia di vedere con i nostri occhi quello ci raccontava. Nel frattempo abbiamo avuto l’occasione di conoscere un altro ragazzo birmano, Bartolomeo, in Italia sempre per studiare per diventare prete presso il seminario del Pime, che proprio quest’anno poteva ritornare in patria per le vacanze scolastiche dopo un primo periodo di 3 anni in Italia (non possono tornare prima di questo lasso di tempo). Anche se sappiamo che il periodo non è dei migliori a causa del monsone (va beh, ci porteremo mantelle, ombrello e kway...), circa a metà marzo programmiamo la partenza per il giorno 30 giugno.

Inoltre, pochi giorni prima della partenza, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere una ricercatrice medica birmana di Mandalay, di nome Lucia, che si trovava presso l’ospedale della nostra città per uno studio/ricerca sulla malaria, e che sarebbe tornata a casa dopo qualche giorno.

Poiché lo scopo principale del viaggio è quello di rivedere ed aiutare padre Matteo, che nel frattempo è diventato direttore si una importante organizzazione umanitaria con ufficio anche a Mandalay, i mesi che ci separano dalla partenza sono spesi nella frenetica ricerca di materiale da portare nei villaggi cattolici: vestitini, materiale didattico, ma soprattutto medicinali ed piccole attrezzature mediche (termometri, apparecchi per misurare la pressione, ecc...). I giorni precedenti la partenza invece, sono una disperata ricerca di “compattare” il più possibile tutto il materiale nelle valige, pesando con cura tutti i bagagli per non superare i kg. Consentiti (20 kg, ai quali la Thai ci ha concesso altri 15 kg a testa per aiuti umanitari, per il solo viaggio di andata). Dubbiosi su quello che troveremo laggiù, mettiamo nelle valige anche qualche provvista alimentare (biscotti, crackers... e Grana Padano!!) Nel frattempo sia Bartolomeo che Lucia sono partiti: li ritroveremo in Myanmar.

Sabato 30 giugno Alle 10,00 tutti e 7 siamo pronti con le nostre valige stracolme. Con il pulmino preso a noleggio in circa un’ora siamo a Malpensa. Timorosi ci avviamo al check-in (la Thai avrà mandato l’autorizzazione per imbarcare kg. In eccesso??!), un poco di coda, troviamo un addetto molto gentile che senza problemi imbarca tutti i 13 bagagli per un totale di ben 205 kg. Di peso... a ben guardare avremmo avuto ancora un po’ di kg a disposizione !! Decolliamo regolarmente alle 14,30 e dopo un volo di 10 ore sul comodo aereo Thai, con le eleganti hostess che passano ogni 5 minuti a rifocillarti, alle 6,00 atterriamo a Bangkok

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