Marocco: Marrakech e Fes

Viaggio intenso e gratificante in un paese meraviglioso: dalle Città Imperiali attraversando le montagne dell'Atlante fino al deserto sabbioso ed alle kasbah del sud

  • di Sergio C.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Questa estate volevamo fare un viaggio diverso dalla solita vacanza estiva al mare, cercavamo qualcosa che ci portasse lontano con la mente dalla vita di tutti i giorni. L’idea di andare in Marocco deriva dal bellissimo ricordo che ci è rimasto delle architetture di Siviglia e dell’Alhambra a Granada in Andalusia, sicuramente le meraviglie che più ci hanno colpito nel corso dei diversi viaggi, inoltre volevamo vedere le dune del deserto sabbioso. Tutte queste aspettative sono rimaste totalmente appagate da questo viaggio in Marocco in cui forse abbiamo visitato le due città imperiali più significative, Marrakech e soprattutto Fes, e poi abbiamo raggiunto le dune sabbiose e le vallate desertiche del sud.

Prima di partire avevamo una idea diversa del Marocco rispetto a quella che abbiamo ora che siamo tornati, idea che ci siamo fatti direttamente sul posto: tutto ciò che si vede e si conosce del mondo arabo passa attraverso le immagini della televisione o le opinioni di varie persone che a vario titolo commentano quanto accade. Nulla viene trasmesso della cultura araba, dei modi di vita della popolazione, delle abitudini di tutti i giorni. Sinceramente ci aspettavamo di trovare un paese chiuso e monotono in cui la vita è scandita da ritmi rigidamente imposti dalla religione: nulla di più sbagliato, il Marocco ci è apparso come un paese vivo e vario in cui ogni cittadina attraversata ha le sue consuetudini ed in cui la popolazione convive tranquillamente tra tradizioni passate e modernità. Non ci saremo mai aspettati di vedere signore in motorino senza velo (…e senza casco!) e tanti bambini giocare di sera fino a notte fonda nelle fontane di Fes.

Il pregiudizio che avevamo ci ha sicuramente indirizzato verso un viaggio organizzato di un buon tour operator, e con il senno del poi forse non è stata una scelta sbagliata, e ciò per diversi motivi: innanzitutto abbiamo percorso oltre 1.400 km in meno di una settimana tra cui lunghi tratti in pieno deserto, sicuramente non ce la saremmo sentita di farli da soli. Inoltre abbiamo avuto una guida ottima che, in un italiano perfetto, ci ha descritto vita morte e miracoli di ogni paese attraversato. Abbiamo anche provato a consultare i costi dei voli (obbligatoriamente da Roma con scalo a Casablanca) ed i costi degli hotel separatamente dal pacchetto turistico ed abbiamo trovato quest’ultimo abbastanza vantaggioso. Infine in questo viaggio abbiamo conosciuto un gruppo di persone simpatiche con le quali siamo stati benissimo, persone che hanno contribuito molto al gradimento del viaggio. Ovviamente il viaggio organizzato presenta anche dei difetti in quanto non sei libero di organizzarti la giornata come vuoi. Forse la cosa più fastidiosa sono state le visite pilotate dalla guida a negozi di tappeti, ceramiche, profumi, centri artigianali e quant’altro: in questo caso occorre organizzarsi e cercarsi i propri spazi accordandosi con la guida con degli appuntamenti in modo da evitare l’inutile mostra mercato, molto meglio quindi separarsi momentaneamente dal gruppo ed andare per conto proprio.

Abbiamo viaggiato con la Royal Air Maroc, ottima compagnia, l’unica che collega Roma al Marocco. Purtroppo da Roma non esistono voli diretti senza scalo a Marrakech o a Fes, pertanto i tempi di volo ed i costi aumentano. Siamo arrivati a Marrakech di sera, ci ha subito sorpreso vedere tanta gente per strada per via dei festeggiamenti serali durante il periodo del Ramadan. Abbiamo pernottato al Golden Tulip Farah a Gueliz, parte moderna di Marrakech. Tutti gli hotel dove abbiamo soggiornato durante questo tour erano a 4 stelle, avevamo saputo che forse non erano all’altezza dei nostri 4 stelle ma non ci è sembrato così: si trattava di strutture pulite, abbastanza moderne con enormi camere climatizzate e belle piscine. Forse avremmo preferito soggiornare nei riad nelle medine delle città, ma ciò non avrebbe sicuramente agevolato i continui spostamenti di un gruppo di 20 persone

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