Malaysia e Singapore

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  • di Davide Landolfi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

29 Agosto 2011 La partenza

H.16.42: la dolce voce di Suzanne Vega mi culla attraverso il lettore Mp3 mentre sorvolo il cielo sopra Sarajevo; è passata quasi un’ora dal decollo a Malpensa, sono sul volo 0094 Emirates (non pieno ma come sempre molto confortevole), destinazione Dubai. La meta finale però è Kuala Lumpur, nella lontana Malaysia. Mi aspettano nuove strade da percorrere, nuovi sguardi da incrociare, nuovi luoghi da scoprire, insomma, un nuovo viaggio sta cominciando. Ora sono le note di Yann Tiersen dalla colonna sonora de “il fantastico mondo di Amelie” a farmi riflettere su quanto mondo abbia già visto e vissuto e di quanto ancora abbia voglia di scoprirne. Viaggiare è sempre di più la mia vita, la mia dimensione, il mondo il mio habitat. E’ soprattutto in questi momenti che questo senso di libertà viene fuori a urlare più del solito. Passano le ore, il volo è lungo, dal finestrino osservo il cielo che si fa sempre più blu, sta lentamente arrivando la notte, notte in volo sui cieli del mondo...

30 Agosto Kuala Lumpur

“Buonasera”. Buonasera??? Ma no, perchè l’addetto all’imbarco della Emirates mi ha subito identificato come italiano ancora prima di vedere il passaporto? Vabbè, dopo aver girato in lungo e in largo lo sfarzoso aeroporto di Dubai, attendo l’imbarco in quella che più che una sala di attesa sembra una cella frigorifera viste le temperature. Si decolla, puntuali, ore 03.15 del mattino: aereo comodo e dotato di ogni confort, anche se 6 ore quassù in volo, tra tante turbolenze, non sono poche... Intravedo la costa malese sotto di me, ci sono! Solita lunga procedura di sbarco che ormai conosco a memoria: controllo passaporto (e timbro!), attesa bagagli (la fase di ansia), poi il cambio in ringgit, la valuta locale cambiata 1 a 4 sull’euro. Per l’equivalente di 35 euro il KLIA, un moderno trenino rosa con in terra una moquette pulitissima, mi porta in meno di mezz’ora a Kuala Lumpur Central; da qui breve corsa in un budget taxi (10 Rm) che mi lascia a pochi passi dall’hotel China Town Inn, in piena Chinatown. Fa caldo, ma il tempo è brutto, e a tratti piove. L’hotel è nascosto tra i banchi di merce dell’affollato mercato, la hall sembra pulita e carina, la camera piccola ma accettabile, nonostante sia priva di finestre e con una leggera ma costante e fastidiosa aria condizionata impossibile da spegnere. Fuori il mercato, un fittissimo labirinto di banchi grandi e piccoli. disposti su più file almeno 4 nella centrale Jalan Petaling, sormontata alla sua sommità dai tipici tetti a pagoda cinesi, color verde. Un immenso mercato a cielo aperto, merce di ogni tipo, soprattutto di grandi firme, dalle borse alle magliette, dai vestiti alle scarpe, tutti esposti su grate bianche e in quantità industriali. E non mancano certo le cineserie, ovvero cianfrusaglie tanto bizzarre quanto inutili, e i mille carretti di cibo cotto all’aperto che fanno concorrenza ai ristoranti. Tramite il passaparola tra albergatore, un’agenzia turistica, amico e faccendiere, alla fine, da una semplice richiesta di informazione, arrivo già a prenotare il passaggio (bus + barca per 75 Rm) per dopodomani fino alla foresta primordiale di Taman Negara. Viene sera, ha smesso di piovere, passeggio lungo i dissestati marciapiedi senza meta, curiosando tra la merce dai prezzi incredibilmente bassi e scambiando quattro chiacchere e qualche battuta coi commercianti sempre cordiali: ben due di loro, senza che glie lo chiedessi, mi indicano le zone migliori della città e come arrivarci spendendo poco, oltre a ricordarmi, non senza un pizzico di orgoglio, la festa dell’indipendenza malese che ricorre proprio domani. Anche se non manca mai il live motive “hello Sir, special price for you”! Si è fatto buio, le vie brulicano ancora di gente, locali e turisti, questi ultimi quasi tutti nordici o americani; le lanterne rosse illuminano dall’alto Jalan Petaling, che ha perfino una bizzarra struttura simil vetro azzurra che la ricopre come un enorme serpentone dall’alto, a forma di onde, un tetto ripara pioggia un pò futuristico. In basso invece, le mille luci di semplici lampadine spoglie che illuminano i carretti; un piatto di noodle e finisce così questo primo assaggio di terra malese

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