Grande Sud - Tulear - Altopini - Nosy Komba

Io e mio marito siamo stati in viaggio di nozze in Madagascar e dato che i club da ricchi, il lusso di isolette sperdute non ci attira e non ci ha mai attirato, per la nostra luna di miele abbiamo ...

  • di Bosanza
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Io e mio marito siamo stati in viaggio di nozze in Madagascar e dato che i club da ricchi, il lusso di isolette sperdute non ci attira e non ci ha mai attirato, per la nostra luna di miele abbiamo scelto un viaggio che ci facesse scoprire la natura incontaminata di quest'isola e la sua splendida ed eterogenea popolazione. Il nostro viaggio è stato meraviglioso e pieno di esperienze umane: siamo tornati a casa con i ricordi di paesaggi stupendi e di persone serene e sempre sorridenti anche quando noi occidentali viziati avremmo avuto un muso lungo! Il nostro viaggio è chiaramente fai da te, forse ancora più di altri fatti in precedenza, il che vuol dire che anche per un paese come il Madagascar che ha poche strutture turistiche, organizzare tutto sul posto è possibile e sicuro, occorre avere un certo margine di tempo, noi avevamo un mese a disposizione. Dopo tanti scali aerei fatti per contenere il prezzo del biglietto, armati delle nostre due guide Routard e Bradt (la seconda è veramente eccezionale per scoprire il paese, la consigliamo!) arriviamo come prima tappa a Fort Dauphin (o come la chiamano i Malgasci, Taolagnaro). Per questa tappa avevamo prenotato da casa l'Hotel Lavasoa, e devo dire che abbiamo scelto la sistemazione migliore e più confortevole, un mini appartamento con un panorama splendido sulla spiaggia di Libanona: del resto era il nostro viaggio di nozze! Il nostro itinerario di un mese ha toccato le seguenti destinazioni: area di Fort Dauphin, il grande sud, Anakao, Ifaty e Mangily (parchi marini), la turistica Rue 7 che da Tulear risale sull'altopiano verso la capitale Antananarivo e poi la settimana conclusiva a Nosy Komba (praticamente sotto alla più popolare e popolata Nosy Be). 24 luglio '08 sera: arrivo al micro aeroporto di Fort Dauphin sono le 18.00 ed è buio pesto! La nostra permanenza a Fort Dauphin si protrarrà per 3 giorni: da qui abbiamo organizzato il tour per il grande sud e nei giorni seguenti, attraveso l'ufficio turistico della città (ottimo punto d'appoggio), abbiamo fatto delle gite in giornata, una più bella dell'altra! La riserva di Nahampoana, il primo approccio con i lemuri; il villaggio d'Evatra e Lokaro raggiungibile solo in battello o piroga (noi consigliamo la seconda, è molto più affascinante); il parco nazionale dell'Andohahela con la foresta di transizione e quella spinosa. Il 28 luglio inizia il nostro tour in 4x4 con autista (abbiamo contattato un noleggiatore il giorno seguente al nostro arrivo, per trovarlo abbiamo semplicemente chiesto al taxista che ci portava in città, dove trovarne uno). Il tour per il grande ed impervio, nonchè affascinante sud, ci porterà in 4 giorni a percorrere 400km. Le nostre strade: piste di sabbia, letti di fiumi in secca, sentieri spinosi larghi quanto basta a far passare la nostra jeep, fermandoci a spostare centenarie tartarughe di terra, o superando carri trainati da zebù con ragazzini che vanno a prendere l'acqua in qualche pozzo distante 10 o 20 km da casa... E tombe, dimenticavo. Insomma il luogo più incontaminato che abbia mai visto. Qui incontrerete persone estremamente povere, ma di una dignità e una serenità sorprendenti. Tocchiamo le "città" di Faux Cap, Lavanona, Itampolo ed Anakao. Faux Cap: la punta estrema del Madagascar, da qui domina e intimidisce l'oceano indiano e forse si possono trovare ancora dei pirati nascosti in qualche covo. Lavanona: la sua spiaggia di dune, il silenzio dei suoi paesaggi e le grida divertite dei suoi bambini. Itampolo: la spiaggia piatta di sabbia con le barche dei pescatori pronte per uscire verso il mare. Le stelle, tante, tantissime di notte. Anakao: il mare calmo al mattino e le prime immersioni; l'isola di Nosy Ve come un piccolo atollo per naufraghi e il confort totale dei Safary Vezo Hotel. Tre notti per Anakao, forse valeva la pena di fermarsi oltre? Da Anakao a Tulear per andare a Ifaty e Mangily (succursale marittima di Ifaty). Le tappe sono obbligate perchè non esiste strada (o per lo meno serve un giorno in jeep contro 1 ora di barca a motore) che colleghi le due città Anakao e Tulear. Tulear: una vera città, con la sua povertà che diventa ghetto ed emarginazione, ma anche la sua possibilità d' istruzione con le università. Ifaty e Mangily: una strada di sabbia porta in queste due località marittime rivitalizzate dal turismo e da qualche lussuoso hotel che si fa notare per il suo fasto. Colpisce il paesaggio strano che si forma con la bassa marea quando centinaia di metri si terra affiorano in superficie. E' un paesaggio strano, quasi post alluvionale, più da contemplare e fotografare. Scegliete un albergo con piscina e fate un'escursione di snorkeling, perchè sott'acqua il panorama è mozzafiato. Al pomeriggio l'acqua risale, ma non è invitante, per cui si può fare una gita a piedi alla riserva Reniala dove si possono vedere i Baobab. Alla fine ci siamo fermati due notti al Mangily hotel che non ci è piaciuto! Da qui inizia il nostro tour di 7 giorni lungo la Rue 7: un autista (Titti) ci viene a prendere a Mangily. Le tappe previste sono: Ranohira, Ambalavao, Fianarantsoa, Sahambavy, Ranomafana, Ambositra, Antsirabe e Tanà. Titti non è solo un autista, ma un efficiente organizzatore che ci prenota visite e giude ad ok, noi abbiamo qualche difficoltà col francese e in ogni situazione magicamente appariva una giuda che parlava italiano o inglese. Lungo la strada per Ranohira facciamo diverse tappe: la distilleria di rhum a cielo aperto, soste foto e Parco nazionale Zombitse-Vohibasia

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