La Lapponia in treno

La Lapponia centrale in treno: viaggio da Gällivare a Östersund La "ferrovia interna" (Inlandsbanan, IBAB) è lunga oltre 1000 Km, attraversa in direzione sud-nord le regioni Värmland, Dalarna, Jämtland, Västernorrland e Norrbotten, collegando Katrinenhamn con Östersund e Gällivare. La ferrovia, ...

  • di marco felisa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

La Lapponia centrale in treno: viaggio da Gällivare a Östersund La "ferrovia interna" (Inlandsbanan, IBAB) è lunga oltre 1000 Km, attraversa in direzione sud-nord le regioni Värmland, Dalarna, Jämtland, Västernorrland e Norrbotten, collegando Katrinenhamn con Östersund e Gällivare. La ferrovia, costruita per infrastrutturale le aree più interne della Svezia, attraversa ancora oggi paesaggi largamente disabitati, toccando nella parte settentrionale i territori da sempre abitati dai Sami.

Il servizio viaggiatori è stato soppresso negli anni ’90 e oggi solo nella stagione estiva circolano treni turistici che consentono di scoprire in tutta calma questa affascinate parte della Svezia.

Prima breve tappa, da Gällivare a Jokkmokk Ci presentiamo con buon anticipo alla stazione di Gällivare per prendere l’unico treno IBAB che parte verso sud; viaggiando con l’interrail non dobbiamo pagare nulla, la IBAB è compresa nella convenzione europea, caso raro ed encomiabile, trattandosi di ferrovia turistica. L’equipaggio è composto da macchinista, simpatico e chiacchierone, e da una ragazza dal pratico abbigliamento sportivo che fa le funzioni di capotreno e guida turistica, raccontando al microfono la storia della linea, dei luoghi attraversati e delle attrattive locali.

Con un poderoso colpo di tromba il treno si avvia lentamente e, uscito dalla stazione, entra nel mondo fatato della Lapponia settentrionale. L’andatura è rilassante, accompagnata dal classico, e da noi dimenticato, martellamento dei giunti tra rotaia e rotaia; il paesaggio è semplicemente superbo, boschi, laghi e laghetti a perdita d’occhio, nessuna traccia di presenza umana, né una strada, né una casa, solo il nostro binario.

La prima sosta la facciamo presso la graziosa stazione di Porjus, affacciata sull’omonimo grande lago artificiale; tutt’intorno vediamo solo i fitti boschi del parco nazionale Muddus, una foresta vergine con conifere secolari abitata anche da orsi e linci. Dopo 100 km di foresta arriviamo a Jokkmokk, primo centro abitato che la IBAB incontra.

Jokkmokk, Ájtte e tanta tranquillità Raggiungiamo l’ostello ed iniziamo l’esplorazione del paese, passeggiando per strade silenziose ed ordinate, invidiando il silenzio, la quiete, le case ed i giardini curati.

Visitiamo la chiesa vecchia, del ‘700, un bell’edificio in legno a pianta ottagonale, quindi la chiesa nuova; percorriamo una parte del sentiero botanico “alpino”. Poi entriamo all’Ájtte, “museo della montagna boreale e della cultura Sami”, interamente dedicato ai territori ed alla cultura del popolo che per secoli abitò queste terre. La visita è affascinante, l’edificio è a pianta centrale è organizzato come un recinto per la suddivisione e marcatura delle renne; sono esposti materiali, documenti e riproduzioni della vita, delle abitudini del popolo che per secoli visse nomade in queste terre. Bello lo spazio bimbi, attrezzatissimo con interessanti laboratori; eccellente anche il ristorante, dove pranziamo con un menù a base di carne di renna.

Torniamo “in centro”, la gente del posto ci saluta, una signora ci offre un caffè nel suo giardino; crediamo ci abbia scambiato per qualcun altro, ma è semplicemente una persona cortese che ha voglia di chiacchierare; dice che l’ospitalità è una cosa sacra e ci racconta del mercato invernale che si tiene proprio a Jokkmokk nel mese di febbraio; è una tradizione che si rinnova da 400 anni, ed è occasione per i Sami per comprare, vendere, censire e marchiare le renne. Vengono costruiti grandi recinti per la raccolta degli animali e accampamenti di tradizionali “kote” per gli uomini; anticamente durante il mercato si celebravano matrimoni, veniva amministrata la giustizia e si celebravano i “battesimi di massa”, in epoca di cristianizzazione. Oggi il mercato conserva un importante ruolo commerciale, ma ha anche un valore folkloristico, i turisti sono così tanti che la gente del posto apre le proprie case per ospitarli; d’altra parte solo pochi si azzardano a dormire nei kote, in pieno inverno! Verso sera rientriamo in ostello, anche per sfuggire alle fastidiosissime zanzare; ed è un peccato, perché il sole non accenna a tramontare, i colori del cielo sono intensi, l’aria tersa, ricca d’ossigeno, siamo in città ma sembra di essere nel fitto di una foresta

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