RAINY DAYS: Un viaggio in Laos ad agosto

Finalmente ecco il magico momento della partenza, di quello speciale stato d’animo che oscilla tra l’aspettativa e l’impatto con la realtà in continuo divenire giorno dopo giorno. Abbiamo sognato così tanto il Laos: in particolare nella nostra immaginazione questo paese ...

  • di Sabrina Raczynski
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Finalmente ecco il magico momento della partenza, di quello speciale stato d’animo che oscilla tra l’aspettativa e l’impatto con la realtà in continuo divenire giorno dopo giorno. Abbiamo sognato così tanto il Laos: in particolare nella nostra immaginazione questo paese è un insieme di emozioni e spiritualità come la Birmania, natura selvaggia come in Yunnan e di passato decadente ma ancora forte sul presente, come si avverte in India.

Lasciamo alle nostre spalle l’assolata Emilia il 28 luglio e atterriamo a Bangkok il giorno seguente.

Il nostro primo pensiero è verificare la veridicità di quanto scoperto per caso da Luca: a quanto pare, a causa dell’Aesean Minister Council che ha luogo a Vientiane, non è possibile per nessun straniero entrare nella capitale senza visto. Questo potrebbe non essere un problema se non che il nostro biglietto aereo ci porterebbe in Laos proprio il giorno di chiusura del meeting. Al banco Thai ci confermano che non possono nemmeno farci salire sull’aereo (!) e, dopo alcune discussioni riusciamo a farci spostare il biglietto a lunedì. Il che significa 2 giorni in più a Bangkok! Il primo impatto con la Thailandia è piuttosto faticoso, tuttavia divertente: l’umidità che ti penetra nelle ossa (incredibile, peggiore della pianura padana!), il viaggio in bus dall’aereoporto alla fermata “Mo Chit” dello Skytrain (con tanto di bigliettaia che si preoccupa di farmi sedere e di dirigermi l’aria condizionata sul viso: ma ero messa così male?), il primo viaggio in Skytrain e l’apprensione di un gentile signore thailandese che ci vuole offrire i soldi per pagare lo spostamento fino alla fermata successiva e...Infine, l’arrivo in guesthouse dove siamo accolti da sorrisi e persone amichevoli.

Dopo una santa doccia rigenerante e un’ottima prima cena a base di pad thai, sveniamo sui rigidi letti thailandesi che ci accompagneranno, ahinoi, lungo tutto il nostro viaggio.

La sveglia suona impietosa (questa è un po’ la sensazione provata quasi tutte le mattine); lasciamo i non troppo confortevoli giacigli per lanciarci all’esplorazione del mitico Chatuchak (detto anche JJ) Market ossia la quintessenza dei mercati occidental-orientali a prezzi, però, orientali che scatenano l’Es consumista di grandi e piccini.

Tra un rivolo di sudore, uno shake ghiacciato e un soi sconosciuto proseguiamo la nostra visita senza soccombere alla reazione primaria di acquistare tutto e successivamente fuggire da questo luogo caotico con temperature davvero infernali! Verso le sei di sera torniamo alla nostra guesthouse in cui ci prepariamo spiritualmente alla visita della parte storica di Bangkok. Come usuale...Prima mail " Dalla Thailandia (per il momento) con sudore LUCA: Consueto spam asiatico, stagionale quanto i monsoni e l'influenza...

Ebbene si, per chi non lo sapesse ci troviamo bloccati a Bangkok perche l’Asian Meeting Council etc etc (una specie di G8 asiatico) ci ha bloccato il volo per il Laos...

Come dire, ieri all'aeroporto chiediamo gentilmente se ci sono problemi per questo meeting e la gentile hostess Thay Airlines mi guarda fisso e mi dice "Ma sei scemo!! forse non hai capito che se vai li ti mandano ar gabbio" Sta di fatto che questa sosta imprevista ci ha permesso oggi di visitare il paradiso di ogni donna... Il famigerato mercato di Chatuchak! In pratica tutto quello che si può desiderare (serpenti, pesci tropicali, sandali, vestiti di oscuri stilisti asiatici, cibi dall' aspetto poco invitante e dall'odore nauseabondo, magliette, false Birkenstock, falsi o veri Levis, falso e vero mescolato così uno non capisce più dove finisce il vero e comincia il falso e viceversa) a prezzi che NOI non possiamo nemmeno immaginare. Sta di fatto che stasera due birre non ce le ha negate neppure l'ira dello Zeus impluvio Thai..

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