Viti, pievi e acque sulfuree..

Partiamo di buona lena. Il sole è ancora basso, nottata corta per tutti. Occhi assonnati ma entusiasti. Colazione sotto da me, rivedo il programma all'istante, propongo l'Aurelia come percorso di andata. La alterniamo alla roma civitavecchia, si ride si scherza, ...

  • di Marco Farina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Partiamo di buona lena. Il sole è ancora basso, nottata corta per tutti. Occhi assonnati ma entusiasti. Colazione sotto da me, rivedo il programma all'istante, propongo l'Aurelia come percorso di andata. La alterniamo alla roma civitavecchia, si ride si scherza, c'è armonia.

Siamo tutti assetati delle stesse cose, si dimentica presto il sonno. La vista del mare ci accompagna sull'autostrada e dvd neanche se ne accorge. Arrivare all'Argentario è un istante, da lì ci immettiamo verso l'interno, su strade costeggiate da file di alberi che già accennano ad ingiallire. Ci brillano gli occhi delle sensazioni della campagna, dei terreni coltivati e ondulati, di terra smossa, poi verdeggianti. Mentre leggiamo notizie sulla maremma scorgiamo i resti dell' Abbazia di S.Bruzio, entriamo sparati nell'atmosfera del viaggio. Non resta che una porta, un'abside, la musica orientaleggiante di sottofondo si sposa con quei ruderi circondati da ulivi. Vedo Alfio posseduto come da dieci birre doppio malto rosse. Dvd continua a ripetere "eh! se ci fosse mia sorella...". Io rigiro continuamente la macchinetta per trovare l'angolo giusto con l'adrenalina che schizza dappertutto. Lasciamo il sito tra l'entusiasmo di ciò che vedremo e il dispiacere che già qualcosa va archiviato.

Sopra di noi, subito, staglia in lungo il gruppo di case tufacee di Magliano in Toscana, di cui ho ricordi fatati. La memoria inganna, il paese è semivuoto non ha il fascino delle luci giallognole che aveva allora quando lo vidi di sera. Lo ripeto loro come per giustificarmi o chiedere scusa. Caffettino, con alfiuccio non si scappa a questo appuntamento. Scappiamo, il panorama offre immagini suggestive, alfio suggerisce una macchinetta fotografica mentale che impressioni quelle immagini al momento che ti stupiscono. Andiamo avanti, sulla strada per Scansano ci sorprende lo scorcio di un paesino dove mi ricordo di aver dormito seppure neanche ora me ne ricordi il nome. La vista ci suggestiona, suggelliamo con un bel pisciatone corale all’aria aperta. Sosta a Scansano, origine del Morellino. Caratteristiche viuzze con cantine l’una dirimpetto all’atra. Nessuna di esse è aperta occorre attendere le 16, ma è una richiesta improponibile per noi.

Ci facciamo un panino sulle scale di una casetta, i vecchietti passano e ci augurano buon appetito. Dvd fa dei test col suo panino con la porchetta offrendolo a me ed Alfio per vedere se ci schifiamo di lui. Dividiamo una birra, si parla di voi. Stiamo da dio, questa è vita, cazzo. Foto su foto. Si va per Saturnia. Ci cambiamo col batocchio ignudo nel parcheggio delle terme, stiamo un’oretta a mollo a 37 gradi nei vasconi scavati naturalmente dalla cascata sulfurea. Rischio l’osso sacro andando lungo sulla vasca principale, ci sediamo sotto i getti della cascata per fare un massaggio tipo doccia svedese. Alfio assume per tutto il tempo una maschera contratta facciale come stesse facendo uno sforzo o se provasse fastidio. Provo a prenderlo a schiaffoni per distenderlo ma è inutile per la prima mezz’ora non si rilassa. Con dvd ci avventuriamo verso il getto principale, la potenza dell’acqua ci ributta giù, bisogna reggersi con forza. Ci sistemiamo lì sotto l’acqua ci scorre violentemente sul corpo sdraiato, ci sovrasta anche la testa, proni e supini. Ci raggiunge una ragazza leopardata di grosseto, socializziamo, le solite stronzate, non capisco quasi un cazzo di ciò che dice per l’acqua. Poi ci lascia sporgendosi sul bordo del vascone e dall’acqua emergono cose che ci commuovono. Dopo una conclusione in una vasca calma ce ne andiamo

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