Rapa Nui, un viaggio mitico!

Eccoci finalmente pronti per la tanto attesa vacanza in Cile con estensione all’Isola di Pasqua!!! Siamo in quattro, io, mio marito e una coppia di amici; non vediamo l’ora di tuffarci in questa nuova avventura. Ecco qualche info utile: -voli: ...

  • di campesina
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
 

Eccoci finalmente pronti per la tanto attesa vacanza in Cile con estensione all’Isola di Pasqua!!! Siamo in quattro, io, mio marito e una coppia di amici; non vediamo l’ora di tuffarci in questa nuova avventura. Ecco qualche info utile:

-voli: abbiamo prenotato tutti i voli con Lan Chile per poi scoprire amaramente che la tratta Milano-Madrid e Madrid-Santiago sarebbe stata effettuata dalla compagnia Iberia per accordi commerciali. Purtroppo, gli aerei Iberia sono nulla in confronto a quelli della Lan che invece abbiamo preso per la tratta Santiago-Calama e Santiago-Isola di Pasqua (sedili comodi e spaziosi, televisore su ogni sedile con un intrattenimento da fare invidia e una qualità nel servizio catering decisamente superiore) ma non c’era alternativa. L’unica pecca della Lan è il check-in automatico al computer per cui anche se riconosce che la prenotazione è per due persone, assegna i posti sui voli assolutamente a caso e quindi ci si trova seduti divisi e in alcuni casi addirittura uno agli antipodi dell’altro. Si può forzare il cambiamento dei posti e vedere di stare vicini, verificando se ce ne sono ancora di liberi, ma a noi è capitato di avere l’aereo pieno per cui questa opzione non era fattibile. L’unica alternativa è chiedere il cambiamento al check-in delle valigie o direttamente sull’aereo al compagno di viaggio o alle hostess. Ma non sempre si viene accontentati.

-Il Cile è il paese dei cani “in libertà”. Questo fatto non lo abbiamo letto su nessuna guida turistica e per fortuna nessuno di noi ne ha veramente paura. I cani, randagi e non, vivono e dormono tranquillamente per le strade e all’inizio lasciano un po’ in soggezione, anche perché non si sa mai come comportarsi soprattutto quando ce ne sono diversi in gruppo.

-Noi siamo partiti con il viaggio individuale (solo per noi quattro e non di gruppo) organizzato dalla nostra agenzia di fiducia che si è appoggiata su Tucano, che a sua volta si è appoggiata sui tour operator locali (Turavion per il tour sul continente - Santiago e il Nord Chile - mentre Tour Kia-Koe per il tour a Rapa Nui) e ci siamo trovati benissimo, ottima organizzazione e puntualità nei servizi.

-Se passate da Santiago solo come scalo prima di partire per altre destinazioni, consigliamo di alloggiare all’Holiday Inn proprio in fronte all’aeroporto, è perfetto.

-Hotel Taha Tai di Hanga Roa: lo sconsigliamo, è uno dei più costosi eppure la pulizia non è ottima, l’arredamento è veramente spartano, quasi ridotto al limite, e gli albergatori non parlano assolutamente inglese.

Siete comodi? Allora si parte! Domenica 20 luglio Il nostro volo parte alle 19.10 da Malpensa e bisogna essere in aeroporto tre ore prima... Questa cosa ogni anno ci pesa da morire... Facciamo il check-in e poco prima dell’imbarco ci informano che ci sarà un ritardo imprecisato dovuto ad un guasto nel rifornimento del carburante; alla fine partiremo con un’ora di ritardo. Per fortuna a Madrid abbiamo un margine di altre due ore prima del volo intercontinentale delle 00.20 per Santiago. Arrivati a Madrid, cerchiamo di capire come arrivare al terminal da cui partirà il nostro volo e scopriamo che dopo una serie di tapis roulant, scale mobili e ascensori, c’è un modernissimo metrò automatico che fa solo una fermata e ti porta a destinazione. Il volo per Santiago parte in orario.

Lunedì 21 luglio Atterriamo all’aeroporto di Santiago e sono le 8.00 del mattino. Fuori ci aspettano Luis, la nostra guida che parla italiano, e Juan, il nostro autista. L’impatto con Santiago è col pieno traffico di una giornata lavorativa e per fare prima (si fa per dire) ad arrivare al nostro hotel, l’Atton El Bosque, passiamo per un tunnel sotterraneo che fa da “tangenzialina” per evitare la città. Questo tunnel è stato ideato e progettato da un architetto italiano e ha facilitato di molto la viabilità della capitale. Per il momento il tempo è discreto; Luis ci dice che siamo fortunati perché di solito c’è una cappa di smog impressionante, essendo Santiago immersa in una conca circondata da montagne (e l’unica soluzione che hanno trovato per risolvere questo problema sarebbe quella di fare un enorme “buco” in una di queste montagne per far circolare l’aria, ma per fortuna non sono andati avanti col progetto), ma il giorno prima ha piovuto e quindi l’aria è pulita. In albergo tentano di farci pagare l’early check-in ma Luis li convince che gli accordi presi non lo prevedono... E risparmiamo ben 40 dollari. Furbetti! Prima di partire per il tour, abbiamo tempo per riposarci e fare un giro nei dintorni per avere un primo contatto con la città e mangiare un panino. Santiago è una città moderna con poco di antico e storico. Le uniche cose meritevoli di nota sono ovviamente il Palazzo della Moneda, la Plaza de Armas con la Cattedrale (storico edificio coloniale), e il quartiere universitario. C’è molto di italiano e ne siamo orgogliosi. Visitiamo anche un negozio con i classici oggetti in lapislazzuli e il Mirador, il Cerro San Cristobal, al tramonto che ci presenta una città estesa e trafficatissima. La sera mangiamo piatti tipici messicani in un ristorante molto carino ... Giusto per stare leggeri!

Martedì 22 luglio Sveglia all’alba (sarà la prima di una lunga serie): sono le 4.00. Abbiamo il volo per Calama alle 6.20 e il nostro albergo non è proprio vicino all’aeroporto ma visto l’ora e il poco traffico, il nostro autista ne approfitta per passare per le vie del centro e fare un ripassino “in notturna” di quanto abbiamo visto ieri. Atterriamo con il volo della Lan Chile (finalmente, che spettacolo!) alle 8.25 e fuori ci aspetta Enrique con il suo pulmino. Non parla italiano, ma uno spagnolo stretto e facciamo un po’ fatica a capirci. Il paesaggio per arrivare a San Pedro de Atacama cambia in continuazione in questo viaggio di circa un’ora e mezza attraverso la Cordigliera Domeyko: si passa da distese desertiche ad altipiani dai diversi colori, a paesaggi lunari e canyon all’americana. Arrivati a San Pedro andiamo al nostro hotel vicinissimo al centro storico, il Kimal, dove, in attesa che le camere siano pronte, approfittiamo per prendere un po’ di sole ai bordi della piscina. Il cielo è terso e senza una nuvola; noi arriviamo con giacche a vento e cappellini ma il tempo ci porta a stare in mezze maniche a circa 2500 mslm. Fantastico! La struttura è molto caratteristica, sembra un piccolo villaggio e i muri delle abitazioni sono fatti di terra e pietra come vuole la tradizione architettonica atacamegna. Finalmente usciamo alla scoperta di San Pedro, un paesino in pieno deserto con le strade non asfaltate e i nostri amici cani che riposano e girovagano pacifici tra i turisti e i locali. In un locale della via principale, l’Estaka, mangiamo quello che sarà un piatto tipico della vacanza: pollo o manzo alla plancha con patate e riso. Buonissimo! Al pomeriggio siamo pronti per la nostra prima escursione con la nostra guida che parla italiano, Sandra (italiana). Visitiamo la Cordigliera del Sale (una serie di colline dalle creste bizzarre), la Valle della Morte (caratterizzata da terre dal caldo colore rossiccio e da dune di sabbia dove molti giovani si divertono a praticare il sand surfing) e poi finalmente la Valle della Luna (dove l’azione del vento e della pioggia ha creato formazioni policrome) per godere di un tramonto mozzafiato sul deserto di Atacama. Nel frattempo il cielo si è oscurato con qualche nuvola. Arrivati a destinazione dall’alto di una montagna, che fatica salire, possiamo godere un panorama ineguagliabile. Il tramonto sulla Cordillera del Sal all’inizio non sembra un gran chè, ma non appena il sole scende dietro le montagne, il cielo e le nuvole si colorano di un rosso e arancione intensi e le montagne dirimpetto diventano rosa come per magia. I colori lasciano senza fiato... E non solo per l’altitudine! E’ il più bel tramonto che abbiamo mai visto. Rimaniamo fino all’ultimo seduti sulle rocce rapiti da questa visione; poi inizia a far buio e dobbiamo andare al furgoncino scendendo per una duna di sabbia finissima e ripidissima sulla quale ci divertiamo a fare un finto surf affondando nella duna. Prima di salire sul pulmino dobbiamo toglierci le scarpe perché sono strapiene di sabbia... Ma ne è valsa la pena! Torniamo a San Pedro con il buio della notte, la strada (ovviamente non asfaltata) illuminata solo dai fari del nostro pulmino. Ceniamo a pochi metri dall’albergo, al Bend’ito D’esierto in Domingo Atienza, sempre senza riscaldamento e con la giacca a vento perennemente indossata (dove abbiamo mangiato un’ottima zuppa di verdura ma una terribile pizza margherita... Ma chi ce lo fa fare di mangiare italiano all’estero!?), il cui proprietario è una persona simpaticissima. Prima di andare a dormire facciamo un giro per i negozietti del centro. Nella strada verso l’albergo non possiamo che rimanere affascinati dal cielo stellato che qui sembra vicinissimo e dalla via lattea che illumina il cammino

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