Amato Cile: dai mille volti e le molteplici meraviglie

Un mese itinerante tra Patagonia, Atacama e Rapa Nui, con cuore aperto e occhi sgranati.
 
Partenza il: 17/12/2019
Ritorno il: 15/01/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

“Meravigliati ogni giorno per qualcosa e la tua anima ti sorriderà sempre”

Pianificare un viaggio è un po’ come viverlo in anticipo. Ho percorso, con la mente curiosa e sensazioni accese, il viaggio che da lì a breve avrei iniziato; quel viaggio che ci porterà nella fredda e selvaggia Patagonia, quasi ai confini del mondo; nel Nord del Cile tra i deserti colorati; sull’Isola di Pasqua per capire cosa si prova ad essere nel luogo civilizzato più remoto al mondo. Sentivo già la pioggia sul poncho, la fatica nelle gambe, il profumo della rugiada al mattino; mi smarrivo nei sentieri poco segnalati, nelle nuvole basse, negli sterrati fangosi, nel blu dei ghiacciai e nei vulcani incappucciati di neve.

Sentivo di nuovo il caldo sulla pelle, quello secco del deserto di Atacama, molto più a nord; le colonne di vapore dei geyser, i canyon che alternano sabbia alle pareti rocciose, le lagune altiplaniche azzurrissime. E infine, Rapa Nui, l’Isola di Pasqua, dal fascino mistico concentrato in un minuscolo lembo di terra. Assaporavo il ceviche, le empanadas, l’asado e i frutti di mare al pil-pil annaffiati dal rinomato vino cileno; ascoltavo incantata le leggende di molti luoghi cileni, ballavo a ritmo della cueca. È l’immaginario di un Paese e la sua gente che conserva l’essenza di un passato profondo.

Ma, prima o poi, finalmente il momento tanto agognato arriva. Percorri ogni metro di quelli schedulati, metti un flag ad ogni tappa, rendi reale ogni visualizzazione, rivivi tutte le sensazioni che avevi immaginato, mentre un mese vola e tu non riesci ad arrestarlo se non con le parole scritte su un diario.

PRIMA TAPPA: Santiago e PATAGONIA (17/12/2019 – 03/01/2020)

Itinerario Patagonia: per non dipendere dai bus pubblici (rari) o dall’autostop, alcuni noleggiano l’auto a Puerto Montt, da dove parte la Carettera Austral, e fanno il drop off alla fine della strada, ma il costo di noleggio è veramente esagerato, quindi per chi ha poco tempo ed è attento alle spese, la cosa migliore è noleggiare la macchina a Puerto Montt e fare la parte settentrionale della Carretera, restituire la vettura a Puerto Montt e da lì prendere un volo per Coyhaique dove si noleggierà un’altra macchina per visitare la parte meridionale. Noi abbiamo scelto questa opzione e siamo rimasti soddisfatti.

Se si vuole andare ancora più a sud della Carettera Austral per visitare Torres de Paine, consiglio di volare da Balmaceda su Puerto Arenas e lì prendere un’altra auto. L’alternativa è solo via mare o arrivarci dall’Argentina (attenzione che in macchina il passaggio da uno Stato all’altro è caro e occorre chiedere preventivamente il foglio di autorizzazione).

Cosa portarsi: vestirsi a strati è il miglior modo per affrontare la Patagonia dove in un giorno si susseguono tutte le stagioni. Il poncho é indispensabile, come calzature impermeabili e abbigliamento tecnico. Non portatevi tacchi, sarebbero ridicoli anche all’Ultimo dell’anno!

Clima: noi siamo passati dal piumino e felpa alle maniche corte nel giro di 3 giorni. Durante la nostra permanenza abbiamo vissuto tutte le stagioni. Ci é mancata solo la neve ma ci siamo andati vicini durante il trekking a Cerro Castillo e nel deserto di Atacama.

Cosa aspettarsi:

I “che meraviglia” a fine vacanza saranno incalcolabili. I paesaggi sono fantastici e non avrete visto mai un concentrato di tanta bellezza naturale tutta insieme! La Patagonia è come un grande parco divertimenti per gli amanti della natura. Ogni curva o svalicamento riserva emozioni e scenari inaspettati. Montagne innevate; pascoli con mucche, pecore, capre e cavalli; distese di fiori viola, rosa, fuxia e gialli; laghi, fiumi e torrenti di un turchese abbagliante. Tutta la Carettera Austral da Cerro Castillo in poi è sterrata e tortuosa. Usate molta prudenza perché è facile incontrare cani, mucche o pecore in mezzo alla strada e magari dietro ad una curva o locali che sfrecciano a velocità folli. Noi abbiamo rischiato un paio di frontali con dei camion e vi assicuro, non è stato piacevole. Trovare autostoppisti lungo la polverosa Carettera è normale, come è normale fermarsi. Sono per lo più studenti cileni o giovani sudamericani. Noi ad ogni passaggio dato abbiamo ricevuto, in cambio, informazioni e scambio di esperienze. Prestate attenzione ai ciclisti, i veri eroi della Patagonia che affrontano le salite e le discese sterrate della Carettera, carichi come muli, in tutte le condizioni atmosferiche. Abbiamo incontrato una coppia di francesi sui 25/30 anni, in bici, che avevano intenzione di rimanere in Sud America per un anno, percorrendo il Cile per ritornare dall’Argentina. Quasi tutte le persone che abbiamo incrociato nel nostro viaggio si stavano prendendo una “pausa” dai 4 mesi ad un anno e mezzo. Noi, con il nostro mese di vacanza, che sembrava già tantissimo, ci siamo sentiti piccoli così = !

Il popolo cileno è molto cordiale e genuino, non hanno ancora l’atteggiamento opportunista nei confronti del turista. Sempre sorridenti e rilassati. Con i cileni, non aspettatevi di poter colloquiare in inglese. Anche nelle strutture turistiche o ristoranti l’unica lingua è lo spagnolo. Sulla Carettera Ausrtal, da Coyhaique in poi i posti dove fare rifornimento sono solo a Rio Tranquillo, Cochrane e O’Higging. Attenti a non ritrovarvi senza benzina! La polvere sull’auto e dentro l’abitacolo sarà una costante. A 80 km da Puerto Tranquilo in direzione Coyhaique, la strada viene chiusa ogni giorno (non si sa fino a quando..), a parte i festivi, dalle 13 alle 17. Occhio se dovete prendere il volo a Balmaceda perché non ci sono altre strade! A parte Coyhaique e Cochrane, che sono cittadine più grandi, non aspettatevi di trovare negozi, se non qualche piccolo mini market.

Nella Patagonia, i cileni sono molto attenti alla sostenibilità ambientale. Nei supermercati non vengono distribuiti sacchetti, ognuno arriva con la propria borsa. La raccolta differenziata è presa seriamente. Nessuno fuma. È tutto molto pulito e nei parchi non si trova una carta abbandonata per terra. Il cibo è eccellente e cucinato molto bene. I piatti tipici sono il ceviche (una rielaborazione di quello peruviano) e il cordero (l’agnello), empanadas e churrasco di derivazione messicana. Il vino, anche quello, è di alta qualità, soprattutto il rosso e il drink nazionale è il Pisco. Se avete la fobia dei cani, il Cile non fa per voi. Sono ovunque e spesso randagi ma sono buoni e dagli occhi dolcissimi. Se fate loro una carezza vi seguiranno ovunque. In dicembre/gennaio le giornate sono molto lunghe. Godrete della luce fino alle 22.30!



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