due settimane a zonzo tra sterrati, tempeste, natura incontaminata in uno dei paesi più belli del mondo!!!
Sopravvissuti all’Islanda!!! “Dov’è che andate la prossima estate? In Irlanda?” “No, in Islanda!” “Ah… (perplessità) e cosa c’è da vedere in Islanda?” “Beh, in una parola la NATURA” “Ma non avete paura del Vulcano A-e-oku..lla.. (quella cosa lì)?” “Mah, speriamo che l’Eyjafjalla non ci dia problemi, ormai volo, macchina e soggiorno li abbiamo prenotati a febbraio!!!”
Più o meno erano questi gli scambi di battute tra i nostri amici o colleghi e noi, che nonostante le pessime notizie date dai telegiornali a primavera, continuavamo a credere che saremo riusciti ad arrivare sul suolo islandese. Perché questa scelta? Beh, ci piaceva l’idea di andare in un luogo così diverso dalla nostra città con troppa gente, tanti servizi e centri commerciali, volevamo vedere cosa vuol dire vivere seguendo i ritmi della natura, volevamo che il nostro sguardo spaziasse lontano come solitamente non riusciamo a fare, volevamo respirare l’aria del Nord, della quale c’eravamo innamorati due anni fa durante il nostro viaggio di nozze. Volevamo conoscere gli ospitali successori dei Vichinghi e dei preti irlandesi, ma soprattutto, non vedevamo l’ora di fare un’altra vacanza “on the road”! E così a gennaio abbiamo definito le due settimane di ferie e aperto il salvadanaio. Sì, perché nonostante la crisi economica, l’Islanda resta comunque un paese un po’ più caro che l’Italia, anche se, con qualche accorgimento è possibile ridurre moltissimo il costo del viaggio. Noi per esempio abbiamo quasi sempre dormito negli ostelli del circuito hihostels.com, di cui siamo membri. Ci siamo sempre trovati bene, sono puliti, economici e ci si può cucinare tutto quello che si vuole il che diventa un’esigenza quando ci si trova nei luoghi più remoti. Alcuni ostelli hanno anche camere con bagno, ma solitamente lo si deve condividere. Per stare maggiormente tranquilli (anche se non è necessario) ci siamo portati dall’Italia una confezione di salviette usa e getta disinfettanti per il bagno e dei copri water. Per risparmiare qualcos’altro, ci siamo portati via asciugamani e sacco a pelo (un sacco lenzuolo sarebbe potuto essere sufficiente). In tutti gli ostelli o case private c’è la fantastica usanza di togliersi le scarpe all’ingresso e per comodità tenevamo sempre a portata di mano dei calzini antiscivolo da mettere sopra alle nostre calze. Per la spesa, i supermercati Bonus (quelli col maialino un po’ strabico) sono i più economici, ma spesso abbiamo dovuto andare dove trovavamo. Cosa comprare? Al supermercato, mi sono sempre divertita un sacco, ho comprato cose terribili (come il pesce secco e le mele della McIntosh apples…e non Macintosh) ma anche cose deliziose, ad esempio: - Pane, normale e Rugbrod, quello cucinato sottoterra con il calore geotermico. E’ un po’ dolce ma buonissimo a colazione con la marmellata o la cioccolata - le omlette già confezionate (comode!!!) - enormi scatoloni di corn flakes (ma veramente enormi) - i rotolini di cannella (tipo Kannelbullar svedesi) - bizzarre sono le fragole sciroppate prodotte a Reykjavik (a mio marito non piacevano, a me sì) - ottimo è il salmone affumicato, ne abbiamo anche portato a casa come souvenir - se avete modo di consumare abbastanza cibo o di conservarlo a lungo, nel reparto surgelati ci sono tranci di salmone, aragostine e altro pesce dall’ottimo aspetto - assolutamente da non perdere è lo Skyr, lo yogurt denso. Le confezioni piccole hanno già dentro il cucchiaino di plastica, così potete gustarlo anche per strada. Ottimo per colazione quello naturale mentre per merenda/dessert quello alla banana e cioccolato (però anche al lampone è buonissimo) - i pomodori islandesi non hanno molto sapore, ma sono di produzione locale
Siamo andati a mangiare fuori un po’ meno spesso, ma per poterci permettere qualcosina di buono