La crociera più fredda al mondo: ecco come abbiamo passato 11 giorni tra iceberg, ghiacciai e fiordi

Il nostro viaggio tra Islanda e Groenlandia viaggio si è svolto nella seconda metà di giugno 2025, per una durata di 11 giorni. Abbiamo raggiunto Reykjavik in aereo, partendo da Milano Malpensa, e vi abbiamo soggiornato un giorno. Quindi ci siamo imbarcati su di una nave da crociera che nei tre giorni seguenti ha toccato le destinazioni islandesi di Grundafjordur, Akureyri e Isafiordur. Quindi la nave si è diretta verso la Groenlandia, in navigazione per i due giorni seguenti. In Groenlandia abbiamo visitato il villaggio di Paamiut e la capitale Nuuk.
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Diario di viaggio in Islanda e Groenlandia
Giorno 1 – Reykjavik
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Verso fine mattinata ci dirigiamo in auto verso l’aeroporto di Milano Malpensa. Lasciamo l’auto in un garage che già conoscevamo, e quindi raggiungiamo il vicino aeroporto. Verso le 15 decolliamo con un volo diretto in direzione dell’Islanda e della capitale Reykjavik. Il nostro viaggio prevede di stare un giorno nella capitale islandese, quindi di imbarcarci su di una nave da crociera che in nove giorni toccherà tre destinazioni in Islanda e due in Groenlandia. Dopo una mezz’oretta possiamo assistere allo spettacolo delle Alpi che sorvoliamo, ancora ricche di neve. Dopo circa 4 ore di volo atterriamo alle cinque del pomeriggio locali, con un fuso orario di due ore indietro rispetto al nostro. Usciti dall’aeroporto troviamo subito il bus che ci condurrà in centro. E per la strada possiamo osservare dai finestrini le grandi colate di lava solidificata che caratterizzano questa zona. E dopo alcuni minuti scorgiamo poco lontano gli edifici di Keflavik, la cittadina di circa quindicimila abitanti che dà anche il nome all’aeroporto. Il cielo è coperto ma comunque non piove. L’aeroporto dista circa una cinquantina di chilometri dalla capitale, un’oretta della strada attuale piuttosto bella a due corsie per senso di marcia, che ci fa andare con la memoria al lontano luglio dell’anno 2000, in cui eravamo giunti qui per un bellissimo viaggio. Allora però la strada era del tutto diversa e assai più spartana.
Giungiamo nei sobborghi di Reykjavik, al capolinea del bus, e quindi con un breve tragitto in taxi raggiungiamo il nostro alberghetto che ci ospiterà per una sola notte. Non c’è nessuno alla reception, che a quest’ora è già chiusa, però grazie ai codici che avevamo ricevuto via email poco prima, da digitare sulle tastiere d’ingresso, possiamo entrare e quindi accedere alla nostra camera dove ci sistemiamo rapidamente. Siamo in pieno centro e quindi usciamo e ci avviamo per le strade pedonali circostanti, constatando che la città è piuttosto cambiata rispetto al nostro primo viaggio di venticinque anni fa. Allora per cena alla medesima ora di adesso non avevamo più trovato pressoché nulla da mettere sotto i denti, se non qualcosa in un fast food. Ora invece vediamo diversi locali aperti e ci fermiamo in un discreto ristorantino vietnamita. Dopo cena continuiamo a passeggiare nelle vie centrali e laterali. Ormai sono le ore 22 passate, però è sempre giorno, e lo sarà praticamente per quasi tutte le ore seguenti. Solo verso le 2-3 di notte il cielo sarà meno chiaro, ma non ci sarà una notte vera e propria. Siamo infatti ad una latitudine elevata, più di 64 gradi di latitudine, e per giunta nei giorni più lunghi dell’anno. Alla fine delle passeggiate ritorniamo quindi al nostro alberghetto per la nottata.
Giorno 2 – Reykjavik, navigazione
Il mattino seguente, dopo colazione, riprendiamo la visita di Reykjavik. Abbiamo infatti ancora a disposizione quasi l’intera mattinata, prima di recarci all’appuntamento con la nostra nave fissato per le ore 13. Il tempo è sempre discreto, almeno per la località in cui siamo, solo con nuvole sparse e senza pioggia. La temperatura è circa sui 10 °C. Risaliamo per una strada con dolce pendenza e giungiamo presso uno dei monumenti più famosi di Reykjavik, la cattedrale Hallgrímskirkja. È una chiesa luterana costruita nel cosiddetto stile basaltico islandese. Le forme esterne infatti imitano una colata lavica di basalto. La chiesa sorge in una posizione più elevata rispetto al resto della città. Ora è chiusa e non ci resta che ricordare la visita all’interno che avevamo effettuato nel nostro primo viaggio. Percorriamo quindi un tratto di strada in leggera discesa che ci riporta nella zona centrale. A metà mattinata ci fermiamo per un caffè in uno dei tanti locali della zona, trovando anche qui il caffè espresso, vagamente simile al nostro, anche se ad un prezzo di circa cinque euro. Continuiamo la nostra passeggiata giungendo anche in zone evidentemente di più recente costruzione, con edifici residenziali di tipo moderno.
Reykjavik è una città ricca di verde, anche se gli alberi che vediamo sono solo di dimensione modesta, come del resto in tutta l’isola, a causa del clima caratterizzato soprattutto da forti venti. Però ci sono spesso delle splendide aiuole ben curate e ricche di fiori. Verso fine mattinata ci fermiamo per un veloce pranzo in uno dei locali centrali, e quindi ritorniamo al nostro alberghetto per recuperare le valige. Con un taxi a trazione elettrica, come del resto quasi tutte le autovetture che abbiamo visto in giro, raggiungiamo in pochi minuti il molo delle navi da crociera, dove troviamo la nave che ci ospiterà per i giorni seguenti. Quindi sbrighiamo tutto sommato abbastanza rapidamente le procedure per l’imbarco, nonostante la gran massa di persone presenti, infatti i passeggeri sono circa duemila. Ci sistemiamo quindi nella nostra cabina, e poi usciamo sui ponti superiori. Verso le 16 la nave puntualmente lascia gli ormeggi e comincia lentamente la navigazione, che ci consente di veder scorrere dinanzi a noi la verdissima costa. Il mare è abbastanza calmo mentre la nave procede non molto lontano dalla costa. Quindi cominciamo a prendere confidenza con i grandi ambienti della nave e le molte attrattive che offre. Verso sera ceniamo in uno dei molti punti della nave adibiti alla ristorazione, un self service comodo e sempre fornito di ogni ben di dio. Più tardi usciamo di nuovo all’aperto sui ponti superiori, mentre la nave procede veloce verso nord aggirando la lunghissima penisola di Snæfellsnes.
Giorno 3 – Grundafjordur
Il mattino dopo verso le 7 la nave giunge alla sua prima destinazione terrestre del nostro viaggio, il paese di Grundafjordur, di circa un migliaio di abitanti situato nell’omonimo fiordo. Il paese è circondato dalle montagne, ancora parzialmente innevate, che offrono dalla nostra posizione dei bei panorami. La nave infatti si è ormeggiata nelle acque ad alcune centinaia di metri di distanza dalla costa, dal momento che per le sue dimensioni non può attraccare al molo. Ci trasferiremo sulla costa mediante dei ‘tender’, barche appositamente attrezzate e chiuse, che possono imbarcare fino a 150 persone per volta. Ne vediamo infatti alcune già in attesa vicino alla nave. Dopo colazione, verso le nove, ci rechiamo al ponte della nave indicato per il trasferimento a terra, e quando è il nostro turno saliamo sul tender e in pochi minuti sbarchiamo sul molo, dal quale si ha una veduta sulla nostra nave poco lontana.
Come in tutte le altre tappe del viaggio, sono possibili escursioni facoltative a terra a pagamento, però noi avevamo prenotato solo quelle in Groenlandia, dal momento che l’Islanda l’avevamo già visitata in lungo e in largo una ventina di anni fa, e visto che i costi almeno per le escursioni in Islanda sono ora esorbitanti. Sul molo un pannello illustra la ricca fauna marina presente nel fiordo: delfini, foche, razze, sgombri, ecc. E un altro pannello illustra i numerosi uccelli presenti in loco: pulcinelle di mare, sterne artiche, aquile di mare, cormorani, ecc. Il cielo è parzialmente nuvoloso ma non piove, e non c’è nemmeno vento, quindi possiamo iniziare tranquillamente la nostra passeggiata nel paese e dintorni, avendo diverse ore a disposizione visto che la nave ripartirà solo alle 16 del pomeriggio. Prima però ci accomodiamo per un caffè in un piccolo e confortevole bar vicino al molo. Appena fuori dal paese camminiamo in direzione di una penisola che si protende nel mare, dominata dalla pittoresca montagna Kirkjufell, con ripide pareti formate dall’erosione dei ghiacciai. . Il nome in islandese deriva dal fatto che somiglia al campanile di una chiesa, ed è una delle montagne più fotografate d’Islanda.
Passiamo vicino ad alcuni dei tipici cavalli islandesi, una razza indigena dell’isola, ma che si sono diffusi anche in altre parti del mondo. Pascolano tranquillamente nei foltissimi prati che circondano la strada che percorriamo. Verso fine mattinata ritorniamo quindi al molo per riprendere un tender e ritornare alla nave, cosa che riusciamo a fare velocemente senza particolari attese. Alle 16 la nave riprende puntualmente la navigazione, e dai ponti superiori possiamo ammirare i grandi panorami di questa zona dell’Islanda, della montagna Kirkjufell e delle montagne sullo sfondo. Girovaghiamo ancora sulla nave con le molte attrattive presenti, tra cui un teatro di grandi dimensioni. Su di uno schermo situato in uno dei corridoi si può vedere in ogni momento la posizione esatta della nave, con evidenza delle varie destinazioni, e varie informazioni istantanee sul percorso come la velocita ‘ di avanzamento, la distanza percorsa e la profondità del mare. In serata uscendo all’esterno, ben imbacuccati per il vento e la velocità di avanzamento, vediamo che il mare è ora piuttosto mosso, con onde anche di una certa dimensione, anche se la navigazione è sempre tranquilla data la dimensione della nave.
Giorno 4 – Akureyri
Il mattino dopo verso le 9 la nave giunge in vista della destinazione della giornata, la cittadina di Akureyri, dopo una lunga navigazione nel fiordo Eyjafjordur, il più lungo d’Islanda. La cittadina di Akureyri, con poco meno di ventimila abitanti, è la seconda del paese, e qui la nostra nave può attraccare al molo e quindi possiamo scendere direttamente a piedi. Con una passeggiata di alcune centinaia di metri giungiamo in centro, in una bella via con molti negozi che esploriamo, dopo di esserci accomodati per un caffè in un pittoresco bar. Ci dirigiamo poi verso la caratteristica chiesa Akureyrarkirkja, situata su di una collina che domina la città, e raggiungibile da questa via con una lunga scalinata. In cima alla collina si hanno belle vedute sulla città e le zone circostanti, il fiordo e la nostra nave. Continuiamo la passeggiata in questa zona, caratterizzata da belle casette. Ci dirigiamo quindi verso una delle più famose attrazioni della città, il giardino botanico, costeggiando spesso delle belle villette. Giungiamo quindi ai giardini, che sono famosi per essere tra i giardini botanici più a nord del mondo. Sono presenti molte specie, di zone temperate e di alta montagna, tra cui dei bellissimi fiori azzurri di grandi dimensioni. Ci sono anche dei boschetti con alberi di una certa dimensione, cosa rara per l’Islanda per il fatto che il clima rigido e soprattutto i forti venti impediscono la formazione di boschi veri e propri. Per un po’ ci aggiriamo nel giardino davvero raro a queste latitudini, con sentieri e zone ben curate. Quindi usciamo dal giardino e seguendo non più la scalinata ma una strada ritorniamo nella via principale. Ritorniamo al locale dove ci eravamo fermati in mattinata e ci riposiamo.
Ritorniamo quindi per pranzo alla nave. Verso le 19 la nave riparte puntuale, e recandoci all’aperto sui ponti superiori abbiamo modo di vedere abbastanza da vicino le alte montagne che racchiudono il fiordo, a volte ancora quasi interamente coperte di neve. Per cena ci rechiamo quindi in uno dei ristoranti tipici, il ristorante brasiliano, dove avevamo la prenotazione, per concludere la bella giornata. Più tardi usciamo ancora all’aperto per ammirare i panorami con la terraferma ora più lontana. Nella nave sono offerte moltissime attrazioni e intrattenimenti, tra cui diversi concertini soprattutto al pomeriggio e in serata. A qualcuno di questi assistiamo soprattutto in serata, e ci fanno ben concludere la giornata prima di andare a dormire.
Giorno 5 – Isafjordur
Dopo una notte tranquilla verso le otto del mattino la nave giunge alla terza destinazione islandese, il paese di Isafjordur che conta circa tremila abitanti ed è la maggiore località dei fiordi occidentali, quei fiordi che si trovano nella grande penisola che si estende nell’oceano a nord-ovest dell’Islanda. Anche qui la nave può attraccare al molo della cittadina, pur dopo attente manovre nello stretto fiordo e con vicinissime e incombenti le montagne che lo sovrastano, una visione impressionante vista la dimensione della nave. Scendiamo dalla nave dopo i soliti controlli per registrare le persone che scendono, ed evitare di abbandonarne qualcuna a terra al momento della ripartenza. Iniziamo la nostra passeggiata verso il centro e passiamo accanto al rinomato museo marittimo, che visiteremo più tardi. Una stretta lingua di terra unisce la zona dove ci troviamo al centro del paese dove ci dirigiamo. Giunti alla periferia del paese si hanno bei panorami sulle variopinte case di questa zona, con sullo sfondo le ripide montagne circostanti. Il paese è anche noto per alcune antiche case di legno, qualcuna risalente al ‘700. Proseguiamo la passeggiata verso il vicino versante della montagna, risalendolo per alcune centinaia di metri. Qui si hanno bei panorami sulla cittadina e sul fiordo, con in primo piano belle fioriture estive. Ridiscendiamo quindi verso il centro del paese, tra casette dipinte a colori vivaci. Giunti in centro ci fermiamo per riposarci un po’ e prendere un caffè in un locale vicino. Ritorniamo quindi sui nostri passi verso il molo giungendo al Museo marittimo ed etnografico, situato su due piani in un edificio risalente al 1757. Presenta una ricca collezione di oggetti e documenti sul paese e sulla sua vita, basata soprattutto sulla pesca. In una stanzetta c’è persino un orso bianco impagliato, probabilmente giunto qui da latitudini più alte. Ci sono molti oggetti relativi alla vita dei pescatori, fra cui reti, scafandri da palombaro, ecc. Ritorniamo quindi al molo apprezzando lo splendido panorama del piccolo porto circondato da alte montagne ancora in parte coperte di neve.
Rientriamo quindi nella nave, vista l’ora, e ci rechiamo per pranzo al nostro solito self-service preferito, prima di un pò di riposo dalla lunga camminata mattutina. Nel pomeriggio riprendiamo le passeggiate nei vari ambienti della nave. Verso le 17 la nave riprende puntualmente la navigazione uscendo lentamente dal fiordo. Ora ci aspetta più di un giorno di navigazione per raggiungere le coste della Groenlandia. Sul monitor che ogni tanto visitiamo compare il percorso della nave e la destinazione prossima. Ci rechiamo all’aperto sui ponti superiori e vediamo che uscendo dal fiordo il mare è sempre più mosso e agitato, anche se sulla nave praticamente non lo si avverte, mentre la costa dell’Islanda piano piano si allontana. A un certo punto vediamo lontano una piccola imbarcazione a vela sferzata dal vento. Dopo cena, prima di recarci a vedere qualche spettacolo serale, usciamo di nuovo all’aperto sui ponti superiori, cercando di ripararci dal forte vento, e vedendo che la terra man mano si allontana sotto un cielo piuttosto scuro, che infatti darà pioggia nella nottata.
Giorno 6 – Navigazione
Il giorno dopo ci svegliamo con calma dal momento che oggi è un giorno interamente dedicato alla navigazione verso la Groenlandia. Passiamo la giornata alternando visite e passeggiate nei vari ambienti della nave con letture varie in cabina. Alla sera ritorniamo in genere nel grande ambiente centrale dove si effettuano alcuni dei concertini pomeridiani e serali.
Giorno 7 -Navigazione
Oggi ci svegliamo dopo una notte sempre tranquilla, però sentendo che le condizioni del mare sono caratterizzate in questa parte del viaggio da onde anche discretamente alte, dovute evidentemente al fatto che la nave sta avvicinandosi alla costa sud della Groenlandia e alle relative correnti. Il cielo è nuvoloso ma non piove, mentre evidentemente è piovuto nella notte. Oggi abbiamo la curiosità di vedere la particolarità che il programma quotidiano prevede. E cioè l’attraversamento del Prince Christian Sound, uno stretto lungo un centinaia di chilometri che separa la costa sud della Groenlandia da un gruppo di isole vicine, in pratica quasi un lunghissimo fiordo. A un certo momento però un messaggio del capitano trasmesso dagli altoparlanti informa che la presenza di molti iceberg e grandi blocchi di ghiaccio nel percorso previsto renderebbe la navigazione non sicura. In effetti si tratta di uno stretto di mare certamente dalla larghezza limitata, e circondato da alte pareti di roccia, il che potrebbe in caso di emergenza costituire un problema soprattutto per una nave delle dimensioni della nostra. Quindi la nave non effettuerà il percorso previsto, ma proseguirà il viaggio costeggiando e aggirando la costa sud della Groenlandia in mare aperto. Un po’ dispiaciuti, anche se comprensivi dei problemi di sicurezza, continuiamo quindi la giornata con le nostre attività. Verso sera però la tranquillità monotona della navigazione per noi viene interrotta dall’avvistamento di diversi piccoli iceberg nel tratto di mare che separa la nave dalla costa. Si tratta di blocchi di ghiaccio a volte di discrete dimensioni, dei piccoli iceberg, che vediamo scorrere a poca distanza dalla nave, la quale è evidentemente in grado di avvistarli per tempo ed evitarli con le strumentazioni a disposizione. Per almeno un paio d’ore ci intratteniamo in osservazioni e fotografie, sia negli ambienti interni dotati di grandi vetrate, sia all’aperto dopo di esserci ben imbacuccati, prima di recarci a dormire.
Giorno 8 – Groenlandia, Paamiut
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Al mattino verso le 7 la nave arriva presso la prima destinazione prevista in Groenlandia, il villaggio di Paamiut, dopo di essersi tenuta nell’ultimo tratto a debita distanza dalle tantissime isolette rocciose che contraddistinguono tutta la costa della grande isola. Si ferma ad alcune centinaia di metri dalla costa visto che anche oggi dovremo trasferirci a terra mediante i tender. Prenotiamo il transfer nella sala apposita e, dopo aver raggiunto il ponte dedicato all’imbarco sulle piccoli tender, ben imbacuccati, in pochi minuti e senza attese particolari raggiungiamo la costa. Iniziamo quindi l’esplorazione di Paamiut, che conta circa millecinquecento abitanti ed è uno dei maggiori centri della Groenlandia, a parte la capitale. Il cielo è nuvoloso ma per fortuna non piove, mentre la temperatura è di pochi gradi sopra lo zero, ma con un discreto venticello che fa sì che la temperatura percepita sia minore, comunque ci siamo ben coperti. Il paese in passato ebbe una notevole attività dovuta alla caccia alle balene, e in anni più recenti per la pesca del merluzzo.
Le casette che compongono il villaggio sono tutte dipinte a 0, che hanno un significato come ci verrà spiegato in seguito. Raggiungiamo quindi un punto di ritrovo stabilito dove incontriamo le due ragazze che per un paio d’ore ci faranno da guida insieme ad un altra decina di persone che come noi avevano prenotato una escursione a piedi attraverso il villaggio e i suoi punti più caratteristici. Iniziamo la passeggiata e in alcuni punti ci fermiamo passando vicini a bassorilievi naturalistici scolpiti sulle rocce. Raggiungiamo quindi la chiesetta luterana e la visitiamo anche all’interno. Poi ci viene spiegato il significato dei diversi colori che caratterizzano gli edifici, così colorati per poterli distinguere anche in presenza di forte maltempo e bufere di neve. Il rosso distingue chiese, scuole, negozi, e simili. Il nero stazioni di polizia, il verde telecomunicazioni e stazioni radio. Il giallo ospedali, medici e personale sanitario. Il blu fabbriche per la lavorazione del pesce e case di pescatori. Le case sono prevalentemente costruite in legno, materiale particolarmente adatto al clima. Visitiamo anche un un paio di edifici di uso comune per attività sociali, e una antica struttura di abitazione costituita da una specie di piccola grotta in parte interrata, con un ingresso stretto e basso, che un tempo rappresentava un riparo più o meno confortevole dalle intemperie, si può dire una versione di terra dei cosiddetti igloo fatti di ghiaccio. E quindi incontriamo una scolaresca di bambini piccoli accompagnati dalle maestre che naturalmente diventano oggetto delle foto. Esiste pure qualche struttura abitativa più grande delle consuete casette, una sorta di piccoli condomini.
Alla fine del percorso salutiamo quindi le due ragazze che ci hanno guidato finora e proseguiamo per conto nostro l’esplorazione del paese. Visitiamo quindi un negozietto dove sono in esposizione e vendita dei piccoli lavori artigianali, con diverse realizzazioni in pietra. Poco dopo mezzogiorno ritorniamo al molo per rientrare alla nave, però una coda lunghissima per l’imbarco sui tender ci fa desistere per il momento e quindi ritorniamo verso il centro del paese dove avevamo scorto un piccolo supermercato. Qui ci compriamo qualcosa da mangiare e ci sistemiamo all’aperto su di una panchina per un veloce picnic decisamente inconsueto. Nel primo pomeriggio ritorniamo al molo dove a quanto pare la situazione della coda non è molto cambiata e ci rassegniamo ad una attesa piuttosto lunga e gelida, soprattutto per il venticello sempre a tratti abbastanza teso, per l’imbarco sui tender e il ritorno alla nave. L’attesa è comunque ingentilita da una giovane ragazza in costume locale che posa per i turisti. Nel pomeriggio ritorniamo sulla nave, sempre seguendo la verifica automatizzata degli ingressi, così come era stato per l’uscita, evidentemente per evitare di lasciare a terra qualcuno. Ci riposiamo quindi un po’ dopo le fatiche della interessantissima escursione mattutina. Alle 18 la nave riprende la navigazione, e un paio d’ore più tardi ci rechiamo nel ristorante francese dove avevamo prenotato la cena che risulta davvero curata. Più tardi ricominciano gli avvistamenti dei grandi blocchi di ghiaccio e piccoli iceberg che la nave avvista nella sua navigazione verso nord, e naturalmente ci sistemiamo per avvistarli e fotografarli. Anche il cielo, pur essendo sempre coperto, lascia filtrare un po’ più di luce solare mentre il mare non è particolarmente mosso. Dopo un certo numero di avvistamenti, sia al coperto che all’esterno sui ponti superiori, naturalmente dopo di esserci ben coperti, ritorniamo nel grande ambiente centrale per assistere a qualcuno dei concerti serali prima di andare a letto.
Giorno 9 – Groenlandia, Nuuk
Dopo una notte tranquilla, verso le sei sentiamo che la nave sta puntualmente attraccando al molo della nostra ultima destinazione, la cittadina di Nuuk, capitale della Groenlandia. Per le 11.30 avevamo prenotato una escursione a piedi nel centro cittadino. Visto che abbiamo diverse ore a disposizione ci alziamo subito e dopo colazione approfittiamo del tempo che abbiamo a disposizione per una escursione e lunga passeggiata nella cittadina per conto nostro. Prima ci rechiamo sui ponti alti della nave, da dove si ha un bel panorama sulle vicine montagne circostanti, ancora chiazzate di neve, che attorniano il fiordo dove si trova la città. Il cielo è coperto però non piove e quindi possiamo iniziare la nostra escursione a terra senza problemi. Ci incamminiamo, lasciamo la zona del porto e su strade in leggera salita ci dirigiamo verso il centro. Prima di raggiungere il centro vero e proprio prendiamo una strada che conduce in un sobborgo vicino al mare, prossimo a una collinetta che si scorge da lontano. Il borgo è grazioso e caratterizzato dalle tipiche casette, con i colori il cui significato abbiamo imparato a conoscere nella giornata di ieri. Arrivati alla collinetta, che si trova praticamente in riva al mare, saliamo in cima con un sentierino. Da qui si ha una vista panoramica su tutta la zona circostante. Poco distante si vedono anche alcune palazzine moderne a più piani, che sovrastano il porto storico della città.
Scendiamo quindi dalla collinetta e raggiungiamo la costa sottostante. Qui si trova una nota scultura in bronzo che rappresenta la madre del mare, una divinità Inuit degli animali marini. In questo momento la statua si vede interamente, anche se il basamento è sommerso, mentre con la completa alta marea anche la statua viene ancora più sommersa dalle acque. La visione attuale comunque è davvero pittoresca perchè la statua sembra emergere dalle acque. Riprendiamo la nostra lunga passeggiata e ci dirigiamo verso il centro. Lungo una delle vie già quasi centrali passiamo accanto a un cimitero, attorniato da palazzine residenziali. Evidentemente i locali non sono superstiziosi. Raggiungiamo quindi la zona centrale pedonale, dove si trovano anche diversi negozi dove ci aggiriamo per un po’ e facciamo qualche acquisto. Ritorniamo quindi verso il porto e la nave per l’appuntamento delle 11.30. Per strada ci fermiamo in un locale per un caffè, un caffè espresso abbastanza discreto, anche se al costo di cinque euro, il prezzo che del resto abbiamo sempre pagato in quasi tutto il viaggio. Tornati sulla nave approfittiamo dell’oretta di tempo che abbiamo a disposizione per riposarci un po’ dopo la lunga passeggiata. Alle 11.30 usciamo dalla nave e ci facciamo trovare sul molo nel luogo dell’appuntamento per il nostro tour; qui incontriamo gli altri partecipanti e due ragazze locali che ci accompagneranno. Quindi saliamo su di un autobus e ci avviamo verso la città. Il tour prevede una passeggiata a piedi nel centro città e la visita ad una famiglia locale.
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Iniziamo da quest’ultima visita, e il bus ci conduce in una zona periferica della città, proprio vicino all’aeroporto. Entriamo in una casetta dove siamo accolti dal padrone di casa. Siamo in tutto una decina di persone, tutti americani eccetto noi, e ci accomodiamo sui divani dell’abitazione. Il proprietario, un giovane che lavora nelle telecomunicazioni e parla un ottimo inglese ci intrattiene per una mezz’ora sugli usi e costumi locali, la cultura, le usanze, rispondendo alle nostre domande. Ci fa pure vedere un maestoso palco di caribù, e su di un tavolo ci offre alcune torte accompagnate dal tipico pesce secco locale tagliato a listarelle. Al termine dell’interessante visita usciamo e scorgiamo vicinissima la pista dell’aeroporto di Nuuk, non asfaltata e in leggera pendenza. Risaliamo quindi sul bus che ci conduce in centro città. Giunti in centro e scesi dal bus passeggiamo un po’ nelle vie che in parte avevamo già visitato in mattinata per conto nostro. In città ci sono diverse sculture in bronzo nel tipico stile, e una delle due ragazze che ci accompagnano ci porta presso una di questa piuttosto famosa. È la scultura dedicata al mito groenlandese Kaassassuk, che racconta la storia di un bambino orfano emarginato e maltrattato, che grazie al “Signore del potere” acquisisce una forza sovrumana che gli consente di compiere una vendetta sui suoi persecutori. Rappresenta il simbolo dell’identità groenlandese. Il bus ci riporta quindi alla nave dove per l’ultima volta facciamo la procedura d’ingresso. Vista l’ora ci rechiamo a pranzo nel nostro self-service preferito, e quindi ci riposiamo un po’ dalla lunga e interessante mattinata. Alle 15 puntualmente la nave lascia gli ormeggi e inizia il lungo viaggio di ritorno, che durerà per gli interi due giorni seguenti, passando inizialmente in mezzo alle numerosissime isolette che caratterizzano tutta la costa della Groenlandia. Per cena non ci rechiamo nel solito self-service, ma andiamo in uno dei ristoranti che sono disponibili a tutti, prima di concludere l’intensa e interessante giornata.
Giorno 10 – Navigazione
La giornata di oggi è interamente dedicata alla navigazione, quindi occupiamo il tempo in letture e lunghe passeggiate soprattutto all’esterno della nave, dopo di esserci ben coperti visto che il tempo è sempre piuttosto fresco, anche se ora non piove. Si avvistano ancora dei piccoli icebergs mentre la nave naviga poco lontano dalla costa ovest della Groenlandia in direzione sud. Sullo schermo informativo della navigazione, situato in un corridoio, vediamo ogni tanto la posizione attuale della nave, con alcune informazioni relative, come la velocità della nave e la profondità del mare in quel momento. Verso le 13 facciamo pranzo nel nostro self-service preferito, avvistando sempre ogni tanto dalle grandi vetrate qualche piccolo iceberg. Quindi ci riposiamo un po’ e verso metà pomeriggio vediamo che il cielo che fino ad ora era stato nuvoloso si sta schiarendo, e ora si vede molto bene la costa della Groenlandia, costellata di montagne coperte di ghiacciai. Nel mare inoltre si scorgono moltissimi piccoli blocchi di ghiaccio portati dalla corrente. Il tempo continua a migliorare e schiarisce del tutto, lasciandoci vedere lo spettacolo delle imponenti montagne vicine alla costa e del mare costellato di blocchi di ghiaccio. Con il sole che splende nel cielo sereno, cosa non molto comune a queste latitudini e per la prima volta nel nostro viaggio, apprezziamo la piena luce del giorno e il magnifico panorama che ci scorre davanti. La nave passa vicino alla estremità meridionale della Groenlandia, e vediamo che la costa man mano si allontana. Nel mare in questo tratto ci sono evidentemente maggiori correnti, con onde più alte, anche se la navigazione è sempre tranquilla. Terminiamo in serata questa giornata con le nostre solite attività.
Giorno 11 – Navigazione
La giornata di oggi è ancora interamente dedicata alla navigazione, e il cielo è ritornato nuvoloso anche se non piove, e per la permanenza all’esterno sui ponti superiori dobbiamo sempre coprirci per bene. Sulla nave ci sono anche delle sistemazioni all’aperto, in zone un po’ più riparate, dove è anche possibile sdraiarsi su dei lettini per apprezzare l’aria frizzante. In tarda serata il cielo si schiarisce ancora, e quando è quasi mezzanotte possiamo assistere al tramonto del sole prima di andare a dormire per la nostra ultima notte sulla nave.
Giorno 12 – Reykjavík e Copenaghen
Al mattino alle ore sei la nave arriva puntualmente a Reykjavik. Scendiamo con i nostri bagagli visto che per le dieci e mezza dobbiamo partire. Con un taxi raggiungiamo l’affollatissimo aeroporto, vedendo per strada per l’ultima volta le colate di lava della zona circostante. All’aeroporto facciamo colazione e alle dieci e mezza puntuali partiamo in direzione di Copenaghen. Qui, nonostante i tempi ristretti, abbiamo anche tempo per un breve spuntino, prima di ripartire in direzione di Milano Malpensa, al termine del viaggio sicuramente molto interessante e piacevole.
Consigli e informazioni pratiche
Il viaggio è stato molto interessante per le particolarità che ci ha consentito di vedere e rivedere, anche se con una tipologia come la crociera certamente poco adatta alle nostre abitudini. Infatti abbiamo potuto rivedere l’Islanda, dopo più di venti anni dal nostro primo viaggio in zona, viaggio in cui l’avevamo girata in lungo e in largo, esplorando i suoi panorami fantastici e sconfinati, i luoghi incontaminati, la natura di una bellezza selvaggia ed avvolgente.
Nel viaggio attuale abbiamo potuto constatare quanto sia cambiata la capitale Reykjavik, che allora era molto limitata come attrattive, mentre ora si è molto arricchita dal punto di vista sia infrastrutturale che turistico. Con l’itinerario via mare che ci ha portato a vedere le tre località costiere islandesi di Grundafjordur, Akureyri e Isafjordur, abbiamo visto l’isola da un punto di vista diverso da quello terrestre che ha caratterizzato il nostro primo viaggio, navigando in alcuni dei lunghi fiordi che la caratterizzano e apprezzando i panorami delle montagne che si tuffano nel mare.
Inoltre abbiamo potuto vedere una destinazione insolita come la Groenlandia, mediante una crociera che in poco più di una decina di giorni e ad un costo contenuto ci ha consentito di vedere alcuni aspetti e caratteristiche della grande isola. Qui abbiamo visitato il villaggio di Paamiut e la capitale Nuuk. La Groenlandia, con una superficie di più di due milioni di chilometri quadrati, è l’isola più grande della terra. Con una popolazione di circa sessantamila abitanti è inoltre uno dei luoghi meno densamente abitati del pianeta. La popolazione è quasi interamente residente nelle zone costiere lasciate libere dai ghiacci. Infatti una calotta glaciale ricopre gran parte della superficie, lasciando libere solo limitate zone lungo la costa, e quindi praticamente non esiste una rete stradale. La costa inoltre è costituita da un fittissimo intrico di fiordi e isolotti in cui le imbarcazioni devono inoltrarsi con attenzione.
Il clima è polare, anche se con molte differenze tra zona e zona. La costa sud-ovest che noi abbiamo toccato non ha in genere un clima estremamente rigido, vista soprattutto l’influenza del mare che a queste latitudini non ghiaccia, a differenza della costa a nord. Inoltre sono territori spesso molto ventosi, e molto spesso con cieli nuvolosi. Noi abbiamo trovato temperature di pochi gradi sopra lo zero, anche se a volte con un certo vento che aumenta la sensazione di freddo. Per le uscite sul terreno ci siamo vestiti come da noi in inverno in montagna. Abbiamo visto due realtà urbane diverse tra loro, anzitutto il villaggio di Paamiut, che conta circa millecinquecento abitanti ed è comunque uno dei maggiori dell’isola. La vita in un villaggio come questo richiede certamente molto adattamento, vista la dimensione limitata e il senso di isolamento che si percepisce, soprattutto nei molti giorni in cui il cielo è nuvoloso e non si vede il sole.
La capitale Nuuk invece, seppure con poco più di ventimila abitanti, si può dire che sia un centro abitato in cui un estraneo potrebbe anche vivere senza molti problemi dovuti all’isolamento, per un certo periodo. Per la copertura cellulare abbiamo usato sempre il servizio offerto dalla nave, con i suoi vari pacchetti acquistabili. In Islanda sul terreno abbiamo sempre cercato solo connessioni WiFi disponibili, mentre in Groenlandia al di fuori della nave abbiamo sempre evitato connessioni, per l’altissimo costo che avrebbero comportato. Il viaggio in definitiva è stato molto interessante e ci ha consentito di vedere ed esplorare usi e costumi di regioni molto diverse dalle nostre.





















