Da Ciro il Grande al gelato alle rose

Viaggio in Iran...

  • di biba1966
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Destinazione: Iran.

Commento unanime (o quasi): “siete matti?”

Ebbene, non ascoltate quanto viene detto in tv e andate in Iran per conoscere i luoghi e le persone, la loro dolcezza e la loro forza, con leggerezza e curiosità. E vi accorgerete che c’è un solo motivo che rende faticoso un viaggio in Iran – e solo per noi donne – ovvero il chador, che è davvero insopportabile e fastidioso, soprattutto a certe temperature. E che ci sono mille motivi per partire. Da Tabriz fino all’antica Persepoli, ti inseguono sorrisi, inviti a pranzo, sguardi timidi, offerte di thè e limonate, “welcome”, sguardi maliziosi nascosti dietro un velo che è quasi un sipario su un mondo tutto da scoprire. Le donne iraniane: allegre, sorridenti, coraggiose, belle. Labbra, occhi e mani sapientemente (e pesantemente) truccati, che si scoprono/svelano al mondo, capelli che si rifiutano di sottomettersi al copricapo e che sfuggono con ciocche colorate da sotto il foulard.

Ci hanno avvicinato persone che ci parlavano del cinema italiano, di Mastroianni, De Sica e Sofia Loren; persone critiche nei confronti di un regime ottuso e senza cultura; giovani ragazzi che si scusavano per non poter stringere la mano in pubblico a me che sono donna ; scolaresche in gita che ci hanno offerto senza tregua thè e dolciumi; donne adulte che hanno ballato per noi ridendo e scherzando e ragazzine che ci hanno chiesto di ballare per loro perché proibitogli; persone fiere e orgogliose del loro passato e della loro cultura millenaria.

D’altra parte come si fa a definire pericoloso un luogo dove il passatempo preferito è fare picnic (anche nei parchi di notte) e dove la tomba più osannata (non me ne voglia Khomeini) è quella di Hafez, un poeta?

E se il contatto con la gente non vi incuriosisce, l’Iran vi conquisterà con il cibo: innanzitutto si può mangiare qualunque cosa perché l’acqua è potabile e già questa è stata una scoperta notevole. Quindi insalate, yogurt dolci e salati, riso con crespino, verdure deliziose, antipasti, carne, gelati, dolci… insomma scordatevi la dieta!! E se neanche questo vi attrae, ci sono sempre i luoghi, le architetture, i palazzi e i paesaggi.

Ecco il nostro itinerario: da Teheran andiamo a nord, una realtà a parte, molto diversa da tutti i punti di vista, climatico, paesaggistico, culturale, religioso e somatico. E’ l’Azerbaijan iraniano, con le montagne ancora spruzzate di neve, i fiumi verde-azzurro, le bellissime chiese armene e le persone dalla carnagione chiara e gli occhi azzurri. In queste valli punteggiate da fioriture spontanee multicolori, si scoprono paesaggi lunari, antichi e magici luoghi di culto zoroastriani, paesi di villeggiatura “alpini” e paesi scavati nella roccia.

Tra le montagne che spingono l’occhio verso il Caucaso armeno tracciati millenari di percorsi carovanieri, spezie, stoffe, ori e pietre preziose, ma anche scappatoie per antiche refurtive, divenuti più recentemente tentativi di fuga per disperati migranti dall’Asia Centrale.

Attraverso piantagioni di thè e laghi salati ci avviciniamo al Mar Caspio (che non è niente di eccezionale a parte il fatto che sulle sue rive ventose ho mangiato uno dei meloni più buoni di tutta la mia vita) per poi dirigerci verso la parte centrale.

Iniziamo a incontrare i mausolei e le moschee: piastrelle blu-bianco-verdi-turchese, minareti, portali, cupole, oro, specchietti e lampadari scintillanti. I cortili interni brulicano di gente e non si pensi a fondamentalisti presi dalle loro preghiere, no, ci sono ragazzi che giocano a pallone, famiglie che mangiano, bambini che corrono, coppie che chiedono la grazia di un figlio, amici che si incontrano.

La fastosità e la magnificenza dell’architettura religiosa islamica ci lascia per un attimo e ci immergiamo nel silenzio zoroastro: qui parla il sole, il vento, l’acqua e il fuoco. Nient’altro. Immaginatevi un altopiano, un lago, un vulcano, gelsomini, qualche muro rimasto qua e là e il vento. Immaginatevi una grotta, un albero sacro e il fuoco che arde perenne

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