L'India dei Mahrajah

Un viaggio in una terra affascinante come l'India è qualcosa di indimenticabile ed imperdibile... Dieci giorni sulle tracce dei Mahrajah!

  • di Los Moltenis
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Cominciamo dall'inizio, con le presentazioni, come da galateo: siamo una famiglia di quattro persone, due giovanilissimi cinquantenni con due bei bambinoni, un ragazzo di 17 anni e una fanciulla di 19, che sarà la vostra reporter. Tutti pronti a scoprire, conoscere, gustare, arricchirsi dentro...insomma, a viaggiare! Dopo molti viaggi diversi abbiamo deciso di affrontare il sogno di una vita: l'India. Quell'India tanto sognata, di cui si è tanto sentito parlare, così spirituale e al contempo così pratica, dai colori e gli odori pazzescamente estasianti. Non potevamo lasciarcela scappare! Ed è stato così che, con il supporto di una competente agenzia di viaggi indiana, la Popular India Vacations di Karni Singh, trovata per caso su internet (...una gran fortuna!), abbiamo organizzato l'itinerario che ci avrebbe portato alla scoperta di gioielli come Jaipur, Agra, Orchha, Gwalior e Khajuraho, passando anche per il Parco di Ranthambore (perché, essendo amanti della natura, non potevamo tralasciare una visita alla ricerca della maestosa tigrevigliacco. Lunghi preparativi, tanta documentazione e una valigia piena di voglia di immergersi nello spirito indiano sono stati tutto ciò che ci è servito per prepararci al meglio. E il 21 gennaio (compleanno del giovinotto...quale miglior regalo?) siamo partiti da Malpensa con un volo diretto Milano-Delhi della Jet Airways. Dopo circa otto ore di volo, in netto anticipo rispetto all'orario previsto, siamo arrivati all'Indira Gandhi Airport. Inutile dire che l'India era lì, a due passi da noi, pronta ad attenderci: sbrigate le solite formalità, eccoci pronti! Il piazzale antistante all'aeroporto era pieno zeppo di gente: guide ed autisti con cartelli con i nomi più disparati, ragazzotti che si offrono di portare i bagagli, qualche venditore e, soprattutto, tantissimi corvi! Un certo senso di disorientamento ci ha presi per un attimo, quando ci siamo resi conto che nessuno ci stava aspettando...e invece no! Ecco Mohan, il nostro autista, che, a causa dell'atterraggio in anticipo dell'aereo e di un controllo della polizia in vista dell'imminente Festa della Repubblica, che si sarebbe celebrata il 26 gennaio, ha avuto un po' di ritardo.

Approfittiamo del fatto di essere atterrati a Delhi per visitare un po' la città prima di partire alla volta di Jaipur. Prima tappa: la tomba di Humayun, imperatore mongolo del XVI secolo, uno dei primi esempi di architettura mongola che ha in seguito influenzato l'architettura di molti edifici indiani, tra cui il Taj Mahal. Siamo stati colpiti dai tanti bambini (molto probabilmente in gita scolastica, date le loro uniformi colorate e la presenza di quelli che sembravano professori) che spesso ci hanno chiesto di essere fotografati, per poi rivedersi, meravigliati, nello schermo della macchina fotografica! Abbiamo proseguito, poi, per il Lotus Temple, edificio di culto dei fedeli Bahari, luogo di meditazione e preghiera, dalla tipica forma di fiore di loto.

Ora di pranzo! Non avendo la più pallida idea di cosa mangiare, ci siamo fatti consigliare dal nostro fidato Mohan, che ha ordinato un pranzetto coi fiocchi, tutto vegetariano...che goduria! Unica raccomandazione: se si vuole qualcosa di piccante è sempre meglio precisare "not very spicy", o si corre il rischio di andare a fuoco, mentre chi il piccante lo tollera poco, chieda sempre "no spicy", anche perché sarà tutto molto più speziato di quanto ci si possa aspettare!

Con lo stomaco pieno visitiamo, quindi, l'ultimo monumento della giornata: il Qutub Minar. Trovata una guida "di fortuna", scopriamo che la torre risale, in realtà, all'epoca induista e che aveva la funzione di gnomone di un'enorme meridiana, come testimoniato dai numeri romani incisi sul suo basamento; fu trasformata, in epoca moghul, nel minareto della moschea adiacente, prima tempio indù successivamente ampliato e modificato

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