Diario della Guadalupa

bella ma turistica la grande terre, più autentica la basse terre

  • di amber433
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il nostro viaggio è incominciato all’insegna dell’incertezza, perchè la settimana prima in Francia ci sono stati diversi scioperi in aeroporto, e quindi la paura che il viaggio venisse rinviato è stata tanta. Ma alla fine per fortuna siamo partiti. La Guadalupa non si raggiunge con volo diretto dall’Italia, siccome è un volo interno francese, le partenze sono da Orly, quindi da Malpensa si vola a Paris Charles De Gaulle, poi con la navetta di Airfrance si raggiunge l’altro aeroporto, con non poca apprensione, visto il breve lasso di tempo a nostra disposizione, praticamente cinque minuti prima della chiusura del volo, ci siamo imbarcati.

Il volo è stato abbastanza tranquillo, ca. 8.30 h, lungo per una come me che non ama volare, ma tant’è, mi sono vista due film, tra cui “questioni di cuore” con Kim Rossi Stuart e Antonio Albanese che mi è piaciuto tantissimo. Giunti finalmente a destinazione, dopo aver preso i nostri bagagli nel caos terribile di questo piccolo aeroporto, siamo usciti sul piazzale per ritirare la macchina presa a noleggio, e l’aria calda (che bello) dei Caraibi ci ha investiti.

Per raggiungere la nostra destinazione Pointe Noire, nella Basse Terre abbiamo viaggiato per circa un’ora sulla Route de La Traversée, che passa attraverso una foresta, era ormai già buio, e abbiamo notato subito i grandi fossati ai lati della strada, che in caso di pioggia permettono il deflusso dell’acqua (perché quando piove fa sul serio, l’abbiamo imparato a nostre spese).

Le strade in Guadalupa sono tutto un saliscendi.

Siamo arrivati a Beaugendre, Annette e Adrien i proprietari di questa piccola struttura di tre camere, ci aspettavano, e ci hanno servito la cena che avevamo prenotato. La camera era molto carina, con un particolare curioso, doccia esterna a cielo aperto, stupendo! Le piccolissime e rumorosissime rane, hanno accompagnato la nostra prima notte in Guadalupa. Ci siamo svegliati alle 4 (da noi le 10 di mattina) così ci siamo goduti la nostra prima alba sulla veranda.

La colazione veniva servita sulla veranda della casa dei proprietari, attorniati da Brutus, il cane, e tre gatti. I sucriers e i colibrì si alternavano a mangiare lo zucchero messo nelle casette per uccelli. E io che mi domandavo se mai avrei visto i colibrì!

Alle 8 praticamente eravamo già in spiaggia, alla Grande Anse di Deshaies, spiaggia lunghissima e poco frequentata anche negli orari di punta. La temperatura dell’acqua dei Caraibi è per me ideale, io che ho sempre freddo, non volevo mai uscire.

Sulla spiaggia ci sono diversi piccoli ristoranti, tra cui Chez Liline, tipico ristorante dei Caraibi, molto spartano, con le tovaglie madras, abbiamo cominciato con un aperitivo a base di acras, deliziosi tortelli di merluzzo fritti, e un ti-punch e un planteur, bevande a base di rhum, e poi abbiamo continuato con due menu accompagnati da verdure e gratin di banane.

In Guadalupa le porzioni sono abbondanti e quindi la sera non avevamo fame, detto da me che sono una buona forchetta…

Il giorno seguente era il compleanno di mio marito, parenti e amici hanno incominciato a telefonare e mandare sms alla mattina prestissimo, per fortuna eravamo già belli svegli e pimpanti. Abbiamo replicato e ci siamo recati di nuovo alla Grande Anse, mentre al pomeriggio abbiamo provato la Petite Anse, dove ho scoperto lo snorkeling! Mi piace da impazzire, dopo un primo momento di imbarazzo, ho incominciato a coordinare i movimenti e a godermi la bellezza dei fondali, conchiglie e pesci colorati in abbondanza

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