Suggestioni d'Oriente

La Giordania è un Paese di piccole dimensioni, ma con tanta storia, ricco di cultura e di buona cucina.

  • di curiosona
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 8
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

La scelta di un viaggio in Giordania, motivata dalla curiosità storica che questo paese rappresenta, si è rivelata molto azzeccata. Qui si trova tutto quello che può interessare il viaggiatore curioso: antiche città romane, luoghi sacri islamici e cristiani, castelli dei crociati, sorgenti termali e Mar Morto, il deserto e le riserve naturali nonché la famosissima Petra.

Il nostro volo è diretto ad Aqaba, l’unico sbocco della Giordania sul Mar Rosso. Il nostro gruppo è composto da otto persone più la guida, Kaldun, e l’autista, Abdul, che ci accompagneranno con un piccolo bus. Il nostro albergo ad Aqaba è a forma di nave, non troppo grande ma accogliente. Si trova in centro nella zona del porto e la passeggiata lungomare è frequentata dalla popolazione locale. Durante il nostro giro incontriamo molta polizia turistica in divisa blu che ci saluta e ci augura buon soggiorno. Sulla spiaggia ci sono locali alla buona e i turisti sofisticati qui non vengono. In mare molte piccole barche da diporto organizzano gite. In lontananza si notano navi merci che percorrono questo tratto di mare. Incontriamo molti giovani e tanti bambini perché questo è un paese con una percentuale alta di popolazione giovane. Le donne col capo coperto o velate scivolano silenziose lungo le strade vestite per lo più di nero.

Aqaba, 120.000 abitanti, è zona franca e ideale per lo shopping. Era un porto della Palestina sulla strada dei pellegrini egiziani diretti alla Mecca. I due giorni successivi ci fermiamo a Petra, la magica città nabatea del III secolo a.C., nascosta tra le antiche valli nel cuore del massiccio montuoso del Shara. In passato era un importante centro sulla via commerciale tra Mesopotamia, Africa, Cina e India. E’ rimasta sconosciuta sino al 1812, quando l’esploratore svizzero Johann Burckhardt ci capitò per caso, e si pensa che fosse semplicemente una necropoli. Nei primi anni del II secolo d.C. Venne occupata dall’imperatore romano Traiano. I commercianti nabatei, popolo di cui non si conosce molto, scavarono nella roccia tombe con facciate riccamente decorate secondo l’importanza del defunto. La cosa che stupisce è la dimensione di questi “palazzi” scavati nella roccia, alcuni veramente giganteschi. Inoltre la roccia ha diverse sfumature che vanno dal rosa chiaro al rosso, bordeaux, marrone/nero e cambiano secondo la luce del sole. Ci si incammina per circa 2 km lungo la valle prima di entrare nella città attraverso una stretta gola lunga 1,2 km formata da pareti a strapiombo alte 100 m (Siq) che rappresenta l’accesso principale a Petra. Alla fine del Siq appare improvvisamente Al-Khazna (il Tesoro) reso famoso nel film di Indiana Jones. Nessuna descrizione riesce a rendere l’idea, bisogna proprio vederlo di persona.

Si credeva che l’urna in cima al monumento contenesse oro e pietre preziose ed è proprio questa leggenda che ha dato il nome di “Tesoro”. E’ davvero imponente (largo 30 m per 43 m di altezza), lo stile greco classico e l’interno è un enorme antro vuoto, utilizzato in seguito come tempio. Fu scavato nel primo secolo a.C. Come tomba per un Re Nabateo. La facciata è decorata con sculture che rappresentano divinità nabatee e figure mitologiche. E’ anche possibile arrivare a cavallo o sull’asino, sul cammello o in carrozzella, ma il percorso a piedi permette di ammirare meglio i vari monumenti (circa 800) e la spiegazione della guida è accurata: ci fa notare la varietà dell’architettura delle tombe, i disegni e le incisioni, l’altare dove avvenivano i matrimoni, le cisterne e i canali d’acqua in coccio costruite dai nabatei per la raccolta dell’acqua che in inverno cadeva copiosa e che era essenziale per la loro sopravvivenza. Il tutto condito con leggende e racconti più o meno veritieri su un popolo che non ha lasciato documenti scritti, ma la cui eredità fa molto riflettere. 900 scalini ci portano all’Alto Luogo del Sacrificio a 1000 m circa, da dove si ha una vista spettacolare su Petra. Due obelischi alti 7 metri, probabilmente dedicati a due divinità nabatee, svettano sulla cima. Raggiungiamo il Monastero (Dayr) dopo una scalinata di 800 gradini scavati nella roccia, ma ne vale davvero la pena. Questo tempio o tomba era un luogo di pellegrinaggio molto importante: preti e credenti si radunavano in processione sulla piazza antistante. Durante l’epoca bizantina fu invece utilizzato come monastero e alcune croci furono dipinte sul muro. La temperatura è intorno ai 25° ma per fortuna un gradevole venticello ci accompagna. Questi sono i due punti più alti del bacino di Petra e offrono una vista incredibile. Scorgiamo il Teatro romano con 8000 posti incuneato nelle viscere di una collina, le Tombe Reali con la facciata riccamente decorata, la Tomba del condottiero romano che ha voluto essere sepolto qui e la Tomba del Palazzo a tre piani, in stile romano. In due giorni abbiamo camminato in totale per 25 km. Ed è veramente un luogo indimenticabile. Nei dintorni abbiamo visitato anche il sito di Jahal al - Bayda con tracce di insediamenti del Neolitico superiore

  • 3355 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social