Impressioni di viaggio

Attenzione, questo non è assolutamente, un diario nel senso tradizionale del termine, ma un insieme di impressioni, suggestioni e riflessioni di viaggio che possono dire poco o molto a seconda di quello che vi cercate. Giorgio e Teresa Cavadi (Aprile ...

  • di giocava
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Attenzione, questo non è assolutamente, un diario nel senso tradizionale del termine, ma un insieme di impressioni, suggestioni e riflessioni di viaggio che possono dire poco o molto a seconda di quello che vi cercate. Giorgio e Teresa Cavadi (Aprile 2007) Yogurt e globalizzazione Terzo giorno di viaggio, strada veloce da Amman a Madaba, un po’ prima di entrare nella Strada dei Re: sorpassiamo un TIR di latte Mila (Alto Adige), non sarà mica un’allucinazione? Dormono tutti e me ne sono accorto solo io. Ci abbiamo passato le vacanze per anni vicino alla fabbrica della Mila, alla periferia di Bolzano; la si costeggia imboccare la strada che sale al Passo di Carezza. Ma allora l’ottimo yogurt che abbiamo mangiato in questi primi giorni con le immancabili verdure e il riso e che sembra a tutti di sapore “genuino”, da dove viene? Scherzi della globalizzazione o del sonno arretrato, misto alla stanchezza? La Giordania galleggia sui tesori Veniamo da Karak. Tutto è abbastanza malmesso; i siti sono sporchi e la manutenzione lascia a desiderare; certo per me che vengo dalla Sicilia non è una novità, mi ricordano Morgantina e Piazza Armerina (prima di Sgarbi!). A proposito di mosaici, quelli della chiesa dei ss. Cosma e Damiano a Jerash sono esposti all’aria e possono essere asportati tranquillamente, ma ormai sono talmente malmessi! Anche il mosaico della chiesa di S. Giorgio a Madaba è stato distrutto quasi completamente e per vederne un frammento laterale, occorre spostare una panca; pare ci avessero fatto una casa sopra, peccato! Comunque il cuore di questa antichissima carta geografica è ancora intatto, specie nella parte attorno al Mar Morto; il caso ha salvato la parte più interessante per la Giordania.

L’impressione è comunque che in Giordania si galleggi letteralmente su di un mare di sedimenti archeologici di epoche e civiltà diverse, dai popoli più antichi che qui sono transitati a Nabatei, Romani, Bizantini, Arabi e architettura crociata. Come tutte gli spazi di transito di civiltà, la ricchezza è immensa e millenaria.

Ho l’impressione che, in alcuni casi, “scoprano” e salvino solo ciò che capiscono possa interessare il turista, ma comunque fra cristiani, arabi, nabatei, crociati, popoli di passaggio, la Giordania ha un potenziale culturale ancora tutto da valorizzare.

Anche a Petra, di fronte al tempio principale giacciono sotto sette-otto metri di terra, tombe e ipogei coperti poi dai Romani, ma pare non interessino nessuno e quindi non si scava. Ma sarà vero che a Jerash hanno costruito sulla vecchia città romana? Certo le potenzialità sono quelle di una Pompei del middle east e anche di più, ma ci vorrebbero vagonate dinari giordani per completare gli scavi. Ma già l’imponenza di quello che vediamo è di stupefacente bellezza.

Ad Amman il teatro romano è incastonato nel bel mezzo di un rosario di palazzine bianche che sono sorte a ridosso della cavea senza alcun criterio; anche questo, venendo dal meridione d’Italia, non mi stupisce, ma lo noto. Amman è una città bianca, come il colore della pietra con cui sono costruite tutte le case, dalle più umili, come quelle dei profughi palestinesi, ai villoni pacchiani della città occidentale, tutto attorno alla fortezza-ambasciata americana. Questo bianco che “spara” la sua luce intensa già ora che siamo ad aprile, in estate sotto la canicola deve essere qualcosa di abbacinante, alla maniera di Montale. Ma i colori delle città marocchine o tunisine sono un’altra cosa... Piuttosto da nord a sud, dalle città ai paesini di montagna, molte case giordane ad un piano, sono state costruite lasciando fuoriuscire, in bella vista, i tondini del cemento armato dei pilastri, che svettano verso l’alto, dando un infinito senso di precarietà e approssimazione in attesa di costruire piani rialzati e superfetazioni per i figli e i figli dei figli, e quelli che verranno; ma quanto è simile questo skyline a quello di molte orribili cittadine dei sobborghi di Palermo, terra dell’orrore edilizio e dell’abusivismo più sfrenato! Ma ad Amman non cercate suq e mercati, la nostra guida era alquanto perplessa alla nostra richiesta di andare a trascorre qualche ora nei mercati, ed in effetti, non sono un gran che, ma, per fortuna, le voci e i colori sono quelli dappertutto dal mercato del Capo, a Ballarò alla medina di Fez

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