Lapponia: le lunghe ombre del nord

Erano mesi che ci “giravamo attorno”, guardando e riguardando bellissimi servizi sulle nostre riviste preferite, di racconti, di foto, di motoslitta, di husky e di renne… Poi a novembre la decisione, presa da Laura : si va in Lapponia ! ...

  • di M@X
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Erano mesi che ci “giravamo attorno”, guardando e riguardando bellissimi servizi sulle nostre riviste preferite, di racconti, di foto, di motoslitta, di husky e di renne... Poi a novembre la decisione, presa da Laura : si va in Lapponia ! Basito (perché lei è freddolosissima..) ma felice inizio a chiudere il cerchio sulle varie proposte dei t.O. Ed alla fine optiamo per un viaggio che ci possa far assaporare ogni cosa che la Lapponia ci può offrire.

Gli ultimi giorni prima della partenza mi fanno un po’ tremare, l’influenza non ha intenzione di mollarmi..Ma ormai è deciso, mollerò io lei in Italia ! Il sabato mattina prendo l’ultimo antibiotico bomba prima di salire sull’aereo e via..

Sabato 11/03 – Dopo il tranquillo doppio viaggio aereo, con annesso il miglior pasto aereo che abbia mai mangiato (oserei dire buono..), atterriamo a Kittila al tramonto. L’aeroporto è immerso nella foresta e praticamente è tutto innevato tranne la pista ! Scendiamo direttamente sulla neve. Siamo un centinaio di km oltre il Circolo Polare Artico.

Dopo una mezzora di pulmino insieme ad altre persone raccolte all’aeroporto, di nazionalità ancora sconosciuta, giungiamo finalmente a Rauhala, la meta del nostro soggiorno. Quattro (4 !!! ) case sul bordo di un lago ghiacciato, intorno solo alberi, stelle, silenzio e neve, tanta tantissima neve.

Subito un attimo di smarrimento : il tipo scarica tutti i bagagli degli altri ma non la nostra valigia..

Chiediamo spiegazioni ma tra il suo inglese pasticciato e noi che non eravamo ancora “settati” su quella lingua, non ci capiamo. Ci invita ad entrare in casa e cenare che poi ci avrebbe spiegato... La casa è molto calda ed accogliente, in gran parte perlinata in legno chiaro e mobili rustici.

Ci accomodiamo con dei ragazzi tedeschi e consumiamo la nostra prima cena a base di zuppa, “strana insalata” e bacche ! Dopo cena ci avvicina la sciura Anne, la proprietaria della casa e ci svela l’arcano della valigia non scaricata : praticamente ci porterà a dormire in un altro cottage distante una decina di km perché lì le stanze erano tutte occupate. Sarebbe stato solo per quella sera. Per noi non ci sono problemi e quindi si va..Ma che faticaccia capirla : oltre a parlar molto bene inglese, quasi british, parlava pure a bassa voce ! Insomma una comica gli sguardi tra me e Lau per capire cosa stesse dicendo. Capiamo comunque che il tizio che ci è venuto a prendere all’aeroporto è il signor Hannu Rauhala, il marito nonché proprietario di tutto l’ambaradan . I Rauhala si chiamano come il paese perché...L’hanno fondato loro, ossia i loro nonni. In Finlandia è un usanza frequente, ma chiamarlo paese è eccessivo, ci sono oltre a loro altre 3 case ! Giungiamo al nostro cottage, bellissimo. La signora ci spiega che siamo soli nonostante ci siano 6 stanze, ci ha preparato la sauna, ci molla lì e tornerà a riprenderci all’indomani.

Soli, in un cottage in mezzo alla foresta, gli umani più vicini ad almeno 10 km di distanza, fuori più di un metro di neve : siamo all’Overlook Hotel (Shining) !!! Domenica 12/03 – Anne è puntualissima a recuperarci alle 9 e riportarci alla base. Ci dà la nostra camera e poi giù a far colazione. Ci spiega che oggi il nostro programma sarà la Ciaspolata .

Oltre a noi si prepara anche il gruppo che è arrivato con noi la sera prima, però loro se ne vanno con gli sci da fondo...Li rivedremo alla fine della settimana. La nostra guida si presenta, si chiama Tuomas, ma per comodità lo possiamo chiamare Thomas..Scopriamo con piacere che praticamente siamo solo noi due (più la guida..) a fare la ciaspolata. Ci addentriamo nella foresta, Tuomas comincia a raccontarci e raccontarsi : 21 anni, è uno studente che a Rauhala sta completando il suo stage per diventare guida naturalistica. Il suo è un inglese molto limpido quindi riusciamo a capirlo a meraviglia. Mentre camminiamo assaporiamo il silenzio e la magia di quel posto, alberi, neve e cielo.. Tuomas ci spiega ogni impronta che troviamo, ogni albero, ogni lichene. La sua passione per la natura e per il suo lavoro è palese

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