In giro per Cuba

Viaggio auto-organizzato per prendere contatto con il popolo e la cultura cubana, senza rinunciare a un po' di mare

  • di salsa72
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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Siamo partiti per Cuba il 27 febbraio con Air France. Viaggio a finalità culturale con qualche piccola puntatina in spiaggia. Arrivati all’Avana ci colpisce subito il tanfo di benzina che si sente vicino alle auto, dovuto probabilmente al fatto che sono dei modelli un po’ vecchiotti. Con 20 Cuc ci facciamo portare al Centro città per andare nella casa particular di Mercedes Gonzalez, nella zona Vedado. Da quanto ho capito, Mercedes, che è recensita anche nella guida Lonely Planet, ha molte richieste e quindi talvolta, pur prendendo delle prenotazioni, poi si appoggia ad altre case vicine. Il clima è splendido e ci fa piacere passare dal maglione indossato in Italia alla t-shirt portata per tutta la giornata. Tra le cose fatte, visitiamo l’interno dell’hotel Nacional (l’esterno dell’ascensore mi ha ricordato, per chi ci è stato, l’attrazione della Tower of Terror a Disneyland Paris) e ci facciamo una passeggiata nel suo enorme giardino, giriamo per l’Habana Vieja vedendo la Cattedrale, dando un primo sguardo alla Bodeguita del medio (di mattina era chiusa), fermandoci al Floridita per un daiquiri in compagnia della statua di Hemingway e bevendo cioccolata al Museo del Chocolate vicino a Piazza San Francisco de Asis, tocchiamo alcuni punti del Centro Habana, come il Capitolio e il Parque Central, dove c’è l’angolo degli appassionati di baseball che discutono animatamente tra loro a qualsiasi ora del giorno, andiamo in Plaza de la Rivolucion, dove vediamo i disegni giganti di Che Guevara e Camilo Cienfuegos e saliamo sulla torre, da cui si gode una vista dall’alto di tutta l’Avana. Per spostarci ci serviamo dell’Habana bus tour, che con 5 Cuc ti consente di prendere 3 linee di bus a determinate fermate (noi partiamo dalla fermata vicino all’hotel Habana Libre) per l’intera giornata.

Per le cene andiamo in un ristorante nella zona Vedado (consigliatoci dal figlio di Mercedes), Le Sansonnier, dove abbiamo un ottimo impatto con la cucina cubana, e poi facciamo la classica puntata alla Guarida, dove si mangia bene ma forse si paga un pò troppo. Facciamo anche una puntata alla gelateria Coppelia, di cui avevamo letto in diversi racconti. Qui c’è un signore che ci chiede se possiamo pagare in Moneda Nacional (sarebbero i pesos cubani) e, alla nostra risposta negativa, ci spedisce in un chioschetto per turisti, lontano dall’enorme struttura centrale, dove c’è poca scelta e si paga in Cuc (presumo molto più dell’equivalente in pesos cubani): è qui che maturo per la prima volta la decisione di cambiare alcuni Cuc in pesos cubani (lo si può fare nelle Case del Cambio - Cadeca). Questa storia della doppia moneta merita qualche parola in più. In alcuni casi può confondere, visto che entrambe le monete sono chiamate comunemente pesos (anche se i Cuc sono pesos convertibili), e che per entrambe viene usato lo stesso simbolo, che poi è quello del dollaro. Nei primi giorni all’Avana, di fronte a quella che poi ho capito essere probabilmente la richiesta di un peso cubano, ho pagato un Cuc per comprare dei dolcetti simili alle nostre chiacchiere/frappe, da una ambulante che chiaramente si è ben guardata dal dirmelo visto che le stavo dando 25 volte quello che mi chiedeva. Col tempo poi si impara a soppesare e a distinguere le situazioni da pesos (con gli ambulanti, in alcune panetterie e pasticcerie) e quelle da Cuc (nei supermercati, nei negozi per turisti, nei bar, nelle case particular). Nell’incertezza, se avete entrambe le monete, pagate in pesos cubani: se non vi dicono niente vuol dire che quella era la moneta giusta. Le situazioni più scottanti sono quelle in cui c’è il doppio prezzo, in MN e in Cuc, e spesso non sono affatto equivalenti. Questo è un modo in cui lo Stato cubano cerca evidentemente di “raccogliere” dai turisti la ricchezza che gli serve per svilupparsi, tentando di superare gli ostacoli collegati all’embargo e ad un’economia che fino ad un certo punto era del tutto dipendente dal supporto dell’Urss.

Dopo un paio di giorni prendiamo un aereo per spostarci a Santiago. Qui fa più caldo e la città è un po’ più caotica. Alloggiamo nella casa particular di Nivia Melendez – in Gral. Portuondo, 510 (Trinidad), tra Hartman e Gral. Bandera (ho imparato che i cubani indicano gli indirizzi, oltre che con via e numero civico, anche riportando le vie che delimitano il pezzo di strada su cui si trova l’abitazione) – tel. (53) (22) 622893. Il costo è accessibile e cucinano bene

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