Nel regno di mezzo: in Cina tra passato e futuro

Itinerario: Roma, Shanghai, Chonqing, navigazione su Yangtze, Diga delle Tre Gole, Wuhan, Guangzhou (Canton), Macau, Hong Kong, Roma Il seguente diario si riferisce ad un viaggio realizzato “in solitaria” a distanza di 10 anni da 2 esperienze precedenti, effettuate con ...

  • di Stefano G.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Itinerario: Roma, Shanghai, Chonqing, navigazione su Yangtze, Diga delle Tre Gole, Wuhan, Guangzhou (Canton), Macau, Hong Kong, Roma Il seguente diario si riferisce ad un viaggio realizzato “in solitaria” a distanza di 10 anni da 2 esperienze precedenti, effettuate con un gruppo di amici durante le estati del 1994 e 1995. Essendo passato ormai un po’ di tempo e leggendo dei grandi cambiamenti che stanno interessando la Cina, ho deciso, così, di tornare in alcuni posti già visitati, per cercare di apprezzarne i cambiamenti, (Shanghai, Guangzhou, Macau e Hong Kong) e di approfittarne per passare attraverso le famose “Tre Gole” del fiume Yangtze, che presto spariranno, come conseguenza della messa in servizio dell’omonima diga.

Giovedi, 11 agosto – La Partenza Volo intercontinentale da Amsterdam per Shanghai. 8921 Km. Da percorrere in 9 ore e 50 minuti di volo. Decolliamo verso il mare, e viriamo verso nord. Il pesante aereo prende lentamente quota; sotto di noi i canali formano dei rettangoli perfetti di verde brillante. In una via d’acqua, nel verde, svetta una piccola nave carica di containers colorati.

Il volo prosegue. Passiamo sul tratto di mare a nord dell’Olanda, quindi sotto Copenhagen, verso la Svezia. La sera si avvicina; dopo aver passato San Pietroburgo, cominciamo l’attraversamento della Grande Russia. Parte finale del volo sulla Mongolia, quindi Pechino, Tianjin e Ji’nan.

Venerdì, 12 agosto – Shanghai: La nuova capitale economica d’oriente ? Atterraggio con giro lungo sopra la foce dello Yangtze (che si riconosce benissimo) ed il tratto finale del fiume Huangpu. L’aeroporto, è modernissimo e abbastanza esteso; solo un’insegna in caratteri cinesi rossi, sul tetto dell’aerostazione, richiama una grafica anni ’60. Per il resto sembra di essere in Giappone o a Singapore, con strutture aeroportuali iper-moderne, e aerei di grandi dimensioni.

Hall pulitissima e controlli molto rapidi; dopo poco mi trovo sulla scala mobile, che all’interno di un grande spazio, scende verso l’area del ritiro dei bagagli. Step successivo, la stazione del Maglev, il treno a lievitazione magnetica, che collega il nuovo aeroporto di Pudong, con la altrettanto moderna ed efficiente rete della metropolitana di Shanghai.

Il treno, largo e piatto, arriva puntuale. Uscito dall’aeroporto, comincia il suo viaggio, aumentando progressivamente la velocità; un display, in cabina, indica costantemente il livello raggiunto. Durante il percorso, in cui sembra compiere un ampio semicerchio, viene raggiunta la velocità di 430 Km/ora. Eppure non sembra. Il tragitto dura, in effetti, solo 8 minuti. Me ne accorgerò al ritorno, quando, effettuando il percorso inverso di 35 Km con il pullman, sentirò notevolmente la differenza ... Per velocizzare l’arrivo in albergo, al capolinea del treno, cerco di prendere un taxi. L’albergo, che ho prenotato per la prima notte, via Internet, è sul Bund. Ad occhio non sembra essere una grandissima distanza. O almeno, non sembra giustificare la somma spropositata che mi chiede il taxista che mi carica (280 Yuan = circa 30 Euro). Non ci accordiamo sul prezzo, e quindi me ne vado con la metropolitana. Con la metro, anche questa bella e modernissima, me la cavo benone. Circa 2 ore dopo l’atterraggio dell’aereo, sono all’hotel. Esco sul “Bund”, il lungo fiume della città. Dopo 10 anni, Shanghai, eccomi ancora qui !! La passeggiata sopraelevata, il ponte di ferro, la torre dell’Orologio della vecchia dogana inglese, il massiccio edificio con cupola già della Hong Kong & Shanghai Bank e gli altri edifici coloniali sono sempre li. Di fronte, dall’altra parte del fiume, Pudong, una piccola Manhattan, con i suoi grattaceli scintillanti, e le palle della “perla d’oriente”. Nel 1995, nulla di quello che sto vedendo,sull’altro lato dell’Huangpu, era stato costruito. Il Bund risaltava per i suoi edifici massicci ed eleganti, che richiamavano la “Belle Epoque” (per gli occidentali, ovviamente) del periodo delle concessioni straniere

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