L'isola perfetta

Mai e poi mai avremmo pensato che la meta delle nostre vacanze di quest’anno si sarebbe rivelata l’isola perfetta: Barbados! Dopo giorni e giorni su internet per cercare una destinazione convincente (anche leggendo i resoconti di viaggio di questo sito, ...

  • di crister
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Mai e poi mai avremmo pensato che la meta delle nostre vacanze di quest’anno si sarebbe rivelata l’isola perfetta: Barbados! Dopo giorni e giorni su internet per cercare una destinazione convincente (anche leggendo i resoconti di viaggio di questo sito, sempre molto utili e ricchi di suggerimenti e indicazioni spassionate) siamo giunti alla decisione che Barbados sarebbe stata l’isola giusta, anche se la fama che le Antille sono isole particolarmente care e non accessibili a tutti , ci spaventava. Ci siamo imbattuti, grazie al suggerimento di alcuni itinerari di viaggio, in un sito dove abbiamo prenotato l’appartamento, il trasferimento dall’aeroporto alla casa e ritorno e l’auto (un grazie particolare a Milena e Mark che sono stati preziosi, affidabili e seri professionisti). Il volo l’abbiamo acquistato su internet con una buona tariffa e siamo partiti il 10 Marzo da Verona con tappa a Londra per 1 notte. Abbiamo prenotato la notte presso l’Hotel Clarion di Gatwick alla tariffa di € 90.00. Pulito, carino e con un servizio navetta da/per l’aeroporto al costo di 3 sterline a corsa (non propriamente economico). La mattina successiva il volo era alle 11.00 e dopo una trasvolata di circa 8 ore 30 siamo atterrati all’aeroporto Grantley di Barbados per niente stanchi e con ancora qualche ora di luce davanti. La temperatura era ottima, 30 gradi e con una brezza leggera che non ci ha mai più abbandonato. In 10 minuti di taxi (condiviso con una coppia di Roma, che salutiamo e che come noi aveva optato per la scelta dell’appartamento dal sito di Mark e Milena) abbiamo raggiunto Enterprise, la località nei pressi di Oistins, dove si trovava la nostra casa e dove ci aspettava Mark per definire gli ultimi dettagli. Suite me too, il nome della casa, è la graziosa dependance della più grande ‘Suite me’, una casa in stile caraibico proprio di fronte alla bella spiaggia di Miami Beach e a 5 minuti a piedi da Oistins (località tipica e famosa per il mercato del pesce). Camera da letto con aria condizionata (che praticamente non abbiamo mai acceso grazie alla brezza leggera che ci ha accompagnati per tutta la vacanza), bagno con doccia, e sala con cucina a pianta aperta super accessoriata con microonde, frigorifero grande, freezer, tv dvd, vhs decoder per tv via cavo, cd e radio, asciugacapelli...Meglio di un grande albergo. Fuori, in giardino, un piccolo tavolo sotto un grande ombrellone, ospitava le nostre prime colazioni (sempre prestissimo, verso le 6.30) e, quando non volevamo uscire, le nostre cene a base di spaghetti.

La sorpresa è stata sapere che la Signora che viveva nella casa principale, la custode delle due case, ci faceva le pulizie tutti i giorni con cambio di asciugamani e federe dei cuscini. .

Le poche persone che avevamo incontrato fino a quel momento si erano dimostrate davvero gentili e carine e ciò faceva pensare ad un modo di fare comune ben disposto nei confronti dei turisti che, precisiamo, sono perlopiù inglesi e americani (per intenderci, italiani zero, a parte Cristina e Stefano, i ragazzi di Roma). La serata l’abbiamo passata a perlustrare la zona e per cena i chioschetti di Oistins sono stati un’ottima soluzione...Pesce fresco cucinato alla griglia, con riso, patate, insalatina. Ottimo.

La mattina successiva, alle ore 9.00 puntuale, la persona incaricata a portarci l’auto che avevamo prenotato dall’Italia entrava nel cancello della nostra casa...L’auto era una mini moke, una sorta di microscopica jeep, senza portiere e con tettuccio in plastica. Piccola e simpatica, puttosto vecchiotta, con le gomme ormai lise e senza servosterzo (non propriamente adatta alle condizioni delle strade di Barbados)se ci aggiungiamo la guida a sinistra e il cambio automatico...Col senno di poi avremmo preferito una piccola utilitaria “normale”. Il sole era già caldo, ma la nostra brezza e la totale assenza di umidità non facevano assolutamente pesare i 30 gradi già a quell’ora. La prima destinazione è stata Dover Beach, una spiaggia molto carina, sempre sulla costa sud, non distante da Oistins. Le spiagge dovrebbero essere segnalate con delle insegne bianche e blu, che indicano anche tutti i servizi presenti. Non sempre però (anzi, quasi mai, come del resto tutta la segnaletica stradale dell’isola) questi cartelli direzionali erano presenti e ciò comportava perdite di tempo per cercare gli accessi alle spiagge e i relativi parcheggi. Buona parte delle spiagge, salvo qualche spiaggia della costa est, sono ben organizzate, con guardaspiaggia stile baywatch, ombrelloni e sdraio (per la cronaca 2 lettini e 1 ombrellone a 10 dollari al giorno, ...Come in Italia!), docce e toilette, bar e localini dove pranzare. Due cose ci hanno colpito quella prima mattina a Barbados: il traffico infernale, degno delle nostre tangenziali nell’orario di punta e l’elegante portamento e il fascino dei barbadiani che, forse grazie ai numerosi incroci con i coloni inglesi che hanno governato l’isola fino al 1965, li rendono una popolazione particolarmente bella. Anche la loro affabilità ci ha particolarmente impressionato; qui tutti ti salutano e incrociandoti per strada, ti augurano buona giornata...Ma dove siamo, su Marte? La mattinata è trascorsa all’insegna del sole e del mare, un mare non molto tranquillo, ma divertente, spumeggiante e con acqua calda e limpida (il fondale è praticamente nullo qui), Nel pomeriggio siamo andati a visitare la spiaggia di Carlisle, alle porte di Bridgetown, la capitale. Non particolarmente suggestiva a causa delle numerose imbarcazioni ancorate vicino a riva e alla brutale presenza dell’Hotel Hilton, con il suo edificio stile casermone anni 70, che guasta il panorama all’orizzonte. Alle 5 del pomeriggio, quando il sole cominciava a farsi meno rabbioso, una quantità enorme di Barbadiani ha affollato la spiaggia; lo sport era il loro comun denominatore: jogging, nuoto, ginnastica e palette da spiaggia, tutti molto attivi e concitati

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