Capodanno a Barbados

Last second, una settimana on the road alla scoperta dell'isola
Scritto da: gulygiu
capodanno a barbados
Partenza il: 29/12/2016
Ritorno il: 05/01/2017
Viaggiatori: 2
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GIORNO 1 (29/12)

Per le ferie natalizie abbiamo deciso di andare via all’ultimo momento e per fortuna abbiamo trovato un last second, destinazione Barbados. Prenotato il 28/12 e partiti da Linate il 29 mattina. Viaggio infinito.

Arriviamo in prima mattinata a Londra Heathrow, prendiamo per 25 sterline a testa il pullman della National Express (biglietti disponibili dentro l’aeroporto) per dirigerci all’aeroporto di Gatwick dove prendere la coincidenza 5 h dopo. Circa 40/45 minuti di viaggio.

Finalmente partiamo e dopo circa 7h arriviamo all’aeroporto di Bridgetown. In aereo le hostess ci avevano già dato da compilare i documenti per lo sportello immigrazione ma nonostante questo, abbiamo fatto 2 ore di coda per poter consegnare i documenti ed entrare nel paese.

A Barbados il sole tramonta presto (a dicembre-gennaio verso le 17,30/18), quindi anche se erano le 19,30 sembrava notte fonda.

Cambiamo subito un po’ di soldi in aeroporto. Non appena usciti, cerchiamo un noleggio macchine ma ci dicono che l’unica rimasta costava più di 600 dollari US per 5 giorni. Prendiamo quindi un taxi, il quale autista, dopo avergli raccontato della macchina, ci lascia il suo numero per recuperarne una ad un prezzo migliore il giorno successivo. Andiamo a casa, molto accogliente, nel Plum Tree Club presso il golf di Rockley (costa sud ovest). Affamati, nonostante la stanchezza, usciamo a piedi per cercare qualcosa da mangiare. Andiamo verso il mare (circa 10 min a piedi) e ci troviamo per caso in un bar tipico, affollato, musica, cibo e festa. Il Mojo bar a Worthing. Purtroppo non c’era posto, per cui proseguiamo… Stremati ci fermiamo in una american pub dove mangiamo un hamburger e torniamo a casa. Per strada ci fermiamo al supermercato, aperto fino a tardi per prendere acqua, qualcosa per la colazione e per panini. Carissimo! Purtroppo è un’isola molto cara, una delle nostre delusioni… ma in fin dei conti, siamo ai Caraibi…

GIORNO 2 (30/12)

Alle 7 sveglia… colpa del fuso. Ancora molto stanchi, la prendiamo con calma, colazione in terrazzo, prepariamo i panini e verso le 10 usciamo, a piedi.

Prima tappa, ACCRA BEACH, la spiaggia di Rockley. Bellissima, anche se vicino alla strada. Una spiaggia paradisiaca anche se cittadina. Questa è stata un’altra delusione… Ci immaginavamo posti più selvaggi, invece continui edifici, ville e resort sono in costruzione proprio sul mare, cemento, clacson traffico e gente. In ogni caso, posto stupendo, spiaggia bianca e mare cristallino. Non abituati al caldo decidiamo di fare una passeggiata lungo il boardwalk (a dx della spiaggia). Peccato che non c’erano alberi e abbiamo camminato all’ora di pranzo sotto il sole! Arrivati alla spiaggia successiva filiamo via verso la strada per prendere qualche mezzo e cambiare posto.

Decidiamo di prendere uno dei pulmini, una via di mezzo tra un taxi e bus, che passano di continuo per strada e per 2 dollariB danno passaggi alla gente che cammina (eh si, a Barbados tutti camminano, anche col buio, sotto il sole, sempre!). Situazione surreale. Gli unici bianchi, al suo interno, pulmino super affollato, musica a palla. Destinazione MIAMI BEACH.

L’autista gentilissimo ci da le indicazioni, con un inglese incomprensibile, per raggiungere la spiaggia. Lungo il sentiero troviamo alcuni chioschetti, in cui avremmo voluto prendere e assaggiare la tipica fishcake, ma non era ancora pronta, quindi andiamo diretti sotto le palme a prendere finalmente un po’ d’ombra. Mare stupendo… Noce di Cocco per merenda!

Decidiamo di tornare verso casa, prendiamo un pulmino e scendiamo a SAINT LAWRENCE, non lontano da casa, per vedere il centro, “The Gap” via piena di locali e ristoranti. Troviamo un ristorante, PureOcean, e prenotiamo una cena per l’1/1. Pausa per un cocktail al Sharkey’s Tropical Cafe (tipo bar colorato con cocktail di frutta).

Prima di andare a casa, decidiamo di chiamare il tassista dell’aeroporto per avere informazioni in merito alla macchina di cui ci aveva parlato. Inizialmente eravamo un po’ titubanti. Eravamo convinti che fosse una truffa, o un noleggio non ufficiale senza i documenti… Invece era un vero e proprio noleggio macchine. Ci diamo appuntamento per la mattina seguente, l’avrebbe portato lui stesso direttamente davanti al nostro appartamento.

La sera, convinti che i pulmini terminassero le corse nel pomeriggio (letto erroneamente su internet), prendiamo un taxi per 20 dollariB, direzione OISTINS per la festa del pesce, che si svolge tutti i venerdì. Un vero party! Un sacco di chioschi con griglie e fuochi accesi, pesce, birre, musica e danze.

Al ritorno prendiamo un autobus (sempre 2dollariB). Facciamo di nuovo un giro a Saint Lawrence, per vedere se la sera c’era più movida del pomeriggio, ma in realtà non era un granché e dopo poco torniamo a casa.

GIORNO 3 (31/12)

Prendiamo la macchina dal nostro amico Michael. Una Corolla station wagon, con vetri oscurati e sedili in pelle. Da veri gangster! In radio musica principalmente Reggae, Dancehall e reggaeton (la guida è a sx!).

Direzione PAYNES BAY, costa ovest. Paradiso! In questa spiaggia sono solitamente avvistate le tartarughe, ma non avevamo le maschere purtroppo…

Bellissimo il pezzo di spiaggia che da Paynes porta a Sandy Beach. Ma quest’ultima spiaggia è troppo turistica per i nostri gusti. Spuntino in un chioschetto in spiaggia a Paynes, saliamo in macchina per andare a Mullins/Gibbes beach.

MULLINS una delusione incredibile… Probabilmente i diario di viaggi che avevamo letto erano di turisti desiderosi di spiagge attrezzate… Sembrava di essere in riviera. Gente, casino, ombrelloni e lettini, gommoni, zattere, scivoli gonfiabili… Ci fermiamo in un baretto a bere un po’ di Rum Puch fresco (bevanda tipica) e chiediamo informazioni per raggiungere GIBBES BAY. Circa 10 minuti a piedi nel mare (a seconda della marea può esserci o meno l’acqua) e…. paradiso. Una spiaggia praticamente deserta, sotto le palme, spiaggia chiara e acque limpide…

Ci chiediamo come sia possibile che Mullins fosse così affollata e in questo posto meraviglioso nessuno. Saremmo stati una decina di persone su tutta la baia.

E’ una spiaggia un po’ nascosta,difficile da raggiungere dalla strada a causa delle molteplici ville/case costruite proprio sulla spiaggia.

Rimarrà poi una delle nostre preferite.

Arriva qualche nuvola, così decidiamo di andare a vedere SPEIGHTSTOWN, una cittadina poco più a nord (circa 15 min in macchina). Mangiamo una fishcake (che scopriamo essere delle frittelle di pane e pesce) al Fisherman’s Pub. Un pub tipico, fuori molti Bajan che sorseggiano birra.

Andiamo in un supermercato per un po’ di provviste e torniamo verso casa.

Non avendo prenotato niente e per evitare di cercare ore un posto dove probabilmente avremmo pagato tantissimo e mangiato male, decidiamo di fare una cenetta a casa per uscire poi in spiaggia verso la mezzanotte.

Ci avevano parlato di molte feste in spiaggia, tipo un party a Harbour Lights (180dollariB a testa con open bar) o semplicemente dei fuochi d’artificio visibili dalla boardwalk di Accra beach.

Ma inizia a piovere e decidiamo di continuare i nostri festeggiamenti a casa.

GIORNO 4 (1/1)

Finalmente riposati, probabilmente quasi abituati al fuso, facciamo la nostra solita colazione in terrazza. Senza farci scoraggiare dal tempo, che non sembrava dei migliori, partiamo verso la costa est, quella oceanica.

Prima tappa a CRANE BEACH. Avevamo letto che era difficile da trovare, con un percorso tortuoso… Troviamo invece abbastanza vicino parcheggio e tramite una breve scalinata e una passerella lungo gli scogli arriviamo direttamente nella baia (probabilmente avevamo letto informazioni datate, quando non era ancora così agibile). Posto favoloso!

Nel frattempo esce il sole e sembra il paradiso.

Il mare è molto agitato, ma i più temerari fanno comunque il bagno. Saliamo sulla scogliera di destra per fare qualche foto e per un tuffo nelle onde.

Una vista favolosa del mare e della spiaggia! Fantastico!

Ovviamente il grande resort che la sovrasta rende tutto sia maestoso sia forse poco naturale. Ma essendo rialzato sulla scogliera alla fine non è troppo invadente e visibile rispetto a tanti altri visti in giro.

Verso l’ora di pranzo, ripartiamo e andiamo a BOTTOM BAY. Confermiamo quanto letto, un posto bellissimo. Una spiaggia tra due scogliere, con palme di cocco da cui avere un po’ d’ombra. Ci facciamo fare un cocktail nel cocco da uno dei bajan presenti proprio nel parcheggio (campo).

Anche qui onde molto alte… più difficile fare il bagno rispetto a Crane.

Consigliamo di fare anche la passeggiata sopra la scogliera (anziché scendere in spiaggia dalla scalinata, andare a dx dal parcheggio). Si vede la spiaggia dall’alto e si ammira davvero la sua bellezza!

Ad un certo punto, in spiaggia, il bajan del cocktail si arrampica su una palma altissima per raccogliere qualche cocco. E’ unico vederlo… spaventoso per chi soffre di vertigini, ma una cosa unica, che non si vede del resto tutti i giorni.

Il tempo che al mattino era così così ci ha fregato. Poca crema protettiva e verso le 15 siamo già belli ustionati.

Proseguiamo quindi il nostro cammino e andiamo verso BATHSHEBA, passando nell’entroterra per vedere anche qualche villaggio più sperduto.

Arrivati, rimaniamo senza parole. Un posto surreale. Mare, prato, palme, faraglioni in mezzo al mare. Onde e surfisti in acqua. Facciamo uno spuntino (sempre caro!) al De Garage Bar. Giro sulla costa, moltissime foto…

Sceso il sole torniamo verso casa.

Andiamo a cena nel ristorante prenotato 2 giorni prima, Pure Ocean. Molto appariscente, ma cibo e vino di qualità davvero pessima. Costoso come sempre… Decisamente sconsigliato!

GIORNO 5 (2/1)

Ci svegliamo con un tempo pessimo, ma con una bellissima sorpresa. Durante la colazione in terrazza, avvistiamo improvvisamente nel prato davanti alla nostra casa (campo da golf) un branco di scimmie! Pazzesco! Più volte ci è capitato anche nei giorni successivi di vederle in giardino o nel club dove si trovava il nostro appartamento.

Ustionati dal giorno prima, ringraziamo il meteo. Nuvole e qualche pioggia sparsa. Decidiamo quindi di recarci all’interno dell’isola andando verso nord. Ci rechiamo presso la ST. NICHOLAS ABBEY, vecchia casa museo e distilleria di Rum. Paghiamo 40 dollariB ciascuno… Rimaniamo un po’ delusi dalla visita guidata, ma ci offrono un fresco rumpuch e degustazioni di rum invecchiato, che ci solleva un po’ il morale!

(Una bottiglia di rum (personalizzata con scritte su vetro), più di 200 dollariB!).

Proseguiamo a nord, verso THE ANIMAL FLOWER CAVE. Tipico paesaggio di scogliere spaccate dalle onde dell’oceano. Molto suggestivo. La visita alla grotta è di altri 20 dollariB ciascuno e decidiamo di non entrare (di questo me ne sono un po’ pentita perché ne ho sentito parlare bene).

In un bar prendiamo un gelato (mai trovati prima sull’isola) e un caffè. Consociamo due anziani signori del Galles che da 20 anni vengono in vacanza qui. Ci consigliano un posto per cenare vicino al nostro appartamento, dove poi decidiamo di andare la sera.

Curiosi di vedere una spiaggia, scoperta su un blog di un surfista, ripartiamo.

Un posto difficile da trovare, selvaggio e in cui poter surfare in tranquillità. MAYCOKS BAY.

Ci perdiamo più volte, perché tramite Google maps non riusciamo a trovare la strada per arrivare alla spiaggia. Chiediamo informazioni ad alcuni muratori che ci dicono di seguirli fino ad un punto. Proseguiamo secondo le loro indicazioni, ma ancora niente. Fino a quando vediamo un ragazzo con una tavola… Ci dice di seguirlo a piedi. Parcheggiamo e prendiamo un sentiero boscoso. Arriviamo! Inizia a piovere, così, dopo giusto qualche foto, risaliamo per il sentiero.

(In ogni caso come spiaggia non è il massimo per fare un bagno. Molte rocce).

La sera proviamo il ristorante suggerito in giornata dai signori, Tapas, lungo la broadwalk di Accra beach. Finalmente piatti di tutto rispetto. Caro, ma ormai non ci facciamo più caso. Consigliassimo! (Meglio prenotare possibilmente).

GIORNO 6 (3/1)

Andiamo finalmente a comprare le maschere e decidiamo di riandare in due spiagge che ci avevano colpito molto i primi giorni.

Gibbes. Sempre bella e ancora più bella vedendo i fondali e i numerosi pesci che la popolano.

Paynes. Rispetto alla volta precedente, è stata un po’ deludente. Mare un po’ agitato, molto affollata, numerose barca, barchette, moto d’acqua, ecc che smuovevano la sabbia e il mare non era il massimo.

Decidiamo quindi di prendere una moto d’acqua (non serve la patente nautica li) per 80 dollariB per 30minuti. In mare aperto era uno spettacolo vedere le spiagge e piccole baie nascoste, probabilmente raggiungibili solo via mare o dagli stessi resort che le sovrastavano. Per fortuna dopo un paio d’ore la spiaggia si è pian piano svuotata e il mare è diventato più bello. Avendo sentito parlare bene di HOLETOWN, decidiamo di andare a visitarla. Città praticamente inesistente.. qualche bel palazzo, qualche ristorante, qualche negozio in casette tipiche e colorate e basta. Facciamo uno spuntino da KFC, uno dei tanti fastfood presenti sull’isola. Per concludere il pomeriggio ci dirigiamo verso PARADISE BEACH. Una lunghissima spiaggia davanti ad un resort abbandonato, Paradise Resort. Purtroppo il sole è già basso e l’acqua del mare è scura. Facciamo comunque l’ultimo bagno. Spiaggia veramente suggestiva, inquietante da una parte, ma incontaminata dall’altra. Poche persone, alcune grigliano sotto gli alberi in fondo alla spiaggia. Ci guardiamo uno splendido tramonto sul mare. Cerchiamo su internet qualche posto dove poter cenare e troviamo un ristorante a circa 15/20 minuti di strada. Il Lobster Alive, vicino Bridgetown. Ristorante carinissimo sulla spiaggia, concerto di musica jazz live. Consigliassimo!

GIORNO 7 (4/1)

Ultimo giorno e giorno della partenza. Inizialmente saremmo voluti andare a Bridgtowm, ma dopo la delusione di Holetown abbiamo evitato. Poi avevamo pensato di visitare la Sunbury Plantation House… ma infine abbiamo optato per fare le ultime ore di mare. Gentilmente la reception del residence ci ha permesso di posticipare il checkout, così da poter tornare con calma a casa e prepararci. Siamo andati alla spiaggia WORTHING BEACH. Fantastica… Ottima scelta e a soli 10 minuti da casa. Con le maschere abbiamo fatto snorkeling, grandissima barriera corallina. Ultimo pranzo in casetta, con la pasta e sugo che ci eravamo portati da casa, doccia e partenza. Anche al ritorno viaggio infinito, con lo stesso scalo e cambio aeroporto a Londra. Arrivo a Linate il 5/1 a pranzo. Al freddo e al gelo…

COSE DA SAPERE

– 5 ore indietro rispetto all’Italia

– le persone del posto vengono chiamate bajan

– non sempre è facile riconoscere se sono bajan o turisti

– tutti camminano per strada, sempre. E di sera in macchina non li vedi

– la gente è molto gentile e tutti si salutano. Ma se chiedi indicazioni di ogni tipo difficilmente ti danno riposte precise

– i bajan parlano un inglese difficilissimo

– la corrente del mare è molto forte anche quando il mare non è troppo agitato

– in mare, soprattutto in certi posti, è pieno di attrazioni (moto d’acqua, gommoni, sci nautico, banane, ciambelle). E spesso il mare è affollato di bajan che sulle loro moto d’acqua o barche arrivano verso il bagnasciuga per venderti qualche attività

– nei luoghi più tranquilli si possono vedere scimmie selvatiche (o altrimenti al guinzaglio dai bajan che chiedono soldi per una foto)

– ci sono avvistamenti di tartarughe… ma noi non ne abbiamo vista nessuna. Forse facendo il giro con i barconi turistici è più facile

– ci sono molti uccelli sull’isola. Al mattino, durante la colazione in terrazza siamo stati più volte attaccati!

– noi, dicembre-gennaio, non abbiamo trovato zanzare

– il sole tramonta presto, 17,30/18

– solo in alcuni posti abbiamo trovato molti turisti, ma tendenzialmente è molto tranquillo

– si possono usare sia i dollari USA (dollariUS) sia i dollari Barbados (dollariB)

Il dollaro americano è accettato ovunque. 1 USD = 2 BBD

– meglio cambiare i soldi in aeroporto o direttamente nelle banche

– le città non esistono

– si guida a sinistra

– le strade secondarie sono piene di buche

– provare a chiedere ai tassisti se conoscono rent car più convenienti di quelli principali

– consigliamo di portarsi da mangiare da casa (se in appartamento) essendo tutto costosissimo anche al supermercato (a volte costa più al supermercato che nei chioschetti in spiaggia)

– pieno zeppo di fastfood

– si vede il contagio americano, soprattutto nella parte sud e ovest

– cibo principalmente fritto e alla griglia, pesce o pollo

– cibo molto speziato il più delle volte

– flying fish è il pesce principale. Fanno anche i panini con questo pesce

– marlin e mahi mahi altri pesci tipici

– rum punch (miraccomando, pronunciato ram panch) bevanda tipica, fresca e alcolica

– nei cocktail mettono delle cannucce piccolissime, tipo quelle del nostro estathe

– le bevande alla frutta sono dei frullati di ghiaccio e succo

– l’aeroporto ha la parte dei checkin all’aperto



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