PATAGONIA e RAPA NUI alla fine del mondo e oltre

PATAGONIA e RAPA NUI, alla fine del mondo e un po’ oltre – novembre 2009 di Alessandro e Sabrina Tutto inizia dalla coda. Sì, la coda di una balena immortalata dallo scatto di una viaggiatrice su forumviaggiatori.com. Da lì parte ...

  • di ale74
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  • Viaggiatori: in coppia
 

PATAGONIA e RAPA NUI, alla fine del mondo e un po’ oltre – novembre 2009 di Alessandro e Sabrina Tutto inizia dalla coda. Sì, la coda di una balena immortalata dallo scatto di una viaggiatrice su forumviaggiatori.Com. Da lì parte non tanto il desiderio, quello è vecchio, quanto il reale e concreto intento di organizzare un viaggio in Patagonia. Se poi alla coda si aggiungono il nostro sfrenato amore per le vacanze “naturalistiche” ed il desiderio di soddisfare un capriccio chiamato moai, ecco che il gioco è fatto e si comincia a pensare a quando andare e per quanto tempo. Belle domande: l’alta stagione nell’Argentina meridionale comincia a dicembre (l’estate), ma già la fine di ottobre e novembre sono mesi buoni per il trekking con temperature sopportabili; le balene alla Penisola Valdes sono visibili fino all’inizio di dicembre, mentre all’Isola di Pasqua i mesi di novembre e dicembre dovrebbero (dovrebbero!) coincidere con la stagione meno piovosa.

Leggendo i diari di viaggio ci siamo resi conto che la Patagonia richiede almeno due settimane perchè le distanze sono enormi e di conseguenza gli spostamenti risultano lunghi; in più le giornate, soprattutto nei parchi, possono essere abbastanza faticose. Per Rapa Nui invece occorre mettere in conto almeno quattro giorni, tra spostamenti e visita. Noi in venti giorni siamo riusciti a fare praticamente tutto, ma l’organizzazione prima di partire è stata precisa e puntigliosa, spinta fino ai dettagli, ma senza esasperazioni; il tutto grazie anche ai preziosissimi consigli di Lorenzo e Sabrina di forumviaggiatori, che non smetteremo mai di ringraziare.

Visto il gran numero di voli, tra intercontinentali ed interni, e le precedenti esperienze positive, abbiamo voluto riprovare a viaggiare col solo bagaglio a mano, riducendo al minimo il necessario e caricando al massimo, in dimensione e peso, gli articoli da portare in cabina. Così con uno zaino da 60 litri e uno da 30, una borsina per la tecnologia ed un’altra “al femminile” da circa 20 litri, siamo andati dall’altra parte del mondo. L’abbigliamento, come detto, era ridotto al minimo: una giacca tecnica antivento (non imbottita), due pile, due pantaloni, un k-way, un paio di soprapantaloni impermeabili, magliette e gli scarponcini da trekking. Approfittando dei termosifoni e degli indumenti sintetici abbiamo fatto qualche lavaggio la sera per ritrovare tutto perfettamente asciutto la mattina. Per ridurre il peso e non perdere in prestazioni abbiamo acquistato alcuni articoli tecnici in negozi specializzati e dobbiamo dire che la spesa è stata ripagata dagli ottimi risultati, perchè mai abbiamo sentito freddo o ci siamo sentiti in difficoltà per il vestiario. E comunque ora ci ritroviamo con una serie di capi di buona qualità, utili per tutti i prossimi viaggi. Quindi, consiglio: spendete qualcosa in più per una giacchina tecnica e non ve ne pentirete.

Le sistemazioni, come al solito, sono state scelte seguendo i consigli degli altri viaggiatori e consultando le guide “Cile e Isola di Pasqua” di Lonely Planet e “Patagonia” di Footprint, entrambe utilissime e ben fatte. Gli hostales sono stati prenotati via mail. Tutti i trasporti come voli e bus sono stati acquistati in anticipo dall’Italia prenotando direttamente dai siti delle compagnie, così come le principali escursioni guidate al Parque Nacional Los Glaciares. Complessivamente il viaggio è ci costato circa 3100 euro a testa, tutto compreso (voli, alloggi, biglietti ,escursioni, pasti, auto, benzina), esclusi i souvenirs. Al momento del viaggio i tassi di cambio praticati in loco erano i seguenti: 1 euro = 1,50 $ = 5,60 AR$ = 730 CLP; tutte le spese sono sempre espresse nella valuta usata al momento

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