Patagonia y Tierra del Fuego

Nota per il lettore. Il diario di questo viaggio non è per nulla snello e succinto. Ammetto di essermi “leggermente” dilungato nella descrizione di molti dettagli ma, d’altra parte, il mio desiderio era di essere il più fedele possibile per ...

  • di dome69
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Nota per il lettore.

Il diario di questo viaggio non è per nulla snello e succinto.

Ammetto di essermi “leggermente” dilungato nella descrizione di molti dettagli ma, d’altra parte, il mio desiderio era di essere il più fedele possibile per permetterci (a noi che c’eravamo!) di rivivere, anche a distanza di tempo, tutte le piccole emozioni e momenti che rendono incredibilmente ricco un qualsiasi viaggio.

Ho inserito una serie di dati economici e altri dettagli vari per cercare di essere d’aiuto a tutti quelli che come me utilizzano “Turisti per Caso” come validissimo strumento di informazione prima di pianificare e intraprendere i propri viaggi.

Se avete un collegamento internet veloce e volete scaricarvi questa stessa versione del nostro diario corredata da alcune delle foto più belle http://domeclementi.Altervista.Org/ Se volete solo vedere le fotografie del viaggio: http://www.Clementi.It/dome/viaggi/argentina2007_foto.Htm

Prologo Patagonia: novecentomila chilometri quadrati, divisi tra Argentina e Cile, a partire dal Rio Negro fino a Punta Arenas dove la terra tocca il mare.

Oltre lo stretto di Magellano continuano le solitudini della Tierra del Fuego, che condivide con la Patagonia geografia e storia, con la sola eccezione del suo insediamento di popolazioni.

E’ la storia di una terra alla fine del mondo, dai confini labili in cui sono passati nei secoli, navigatori, avventurieri, scienziati, poeti, criminali, cercatori d'oro, rifugiati politici.

Come potevamo mancare noi?

Chatwin diceva che l'isolamento e la solitudine di questi luoghi possono mettere a dura prova la mente ed esagerare in maniera parossistica la persona che si è: “l'ubriaco beve ancor di più, il devoto prega, il solitario diviene ancor più solitario” (dalla biografia “Bruce Chatwin” scritta dall’amico Nicholas Shakespeare).

Noi siamo tornati ancora più belli e ricchi dentro.

Buon viaggio.

Diario di viaggio Giovedì 13 Dicembre 2007.

La partenza.

Milano. Ore 18.00. La totale assenza di taxi non ci scoraggia. Nonostante i due zainoni giganti e uno piccolo, ci inoltriamo in un Pasteur-Loreto-Centrale, non senza qualche difficoltà e nel più totale ma sempre discreto stupore dei milanesi di ritorno dal lavoro. Il nostro viaggio è stato studiato a tavolino nei minimi dettagli da qualche mese e questo imprevisto iniziale non ci preoccupa, rientra nel margine calcolato.

Nel tragitto con il Malpensa Shuttle invio una quantità industriale di sms per auguri di Buon Natale e Buon Anno in anticipo. Il volo AZ 682 Milano (Malpensa) - Buenos Aires (Ezeiza) parte in perfetto orario, alle 21.45 per percorrere gli 11.212 km che ci separano dalla meta. Siamo prestigiosamente e splendidamente accomodati in classe magnifica, nei sedili 1A e 1C, alla modica cifra di € 31,60 a persona: il costo dell’emissione del biglietto premio in cambio delle 120.000 miglia e della promozione AmEx Companion. Le miglia sono il regalo di tante trasferte lavorative olandesi a Maastricht e Apeldoorn, il biglietto Companion, merito delle spese della Micky. Bis di primi, abbondanti secondi e contorni con piatti di ceramica e bicchieri di vetro, innaffiata da un discreto Montepulciano d'Abruzzo (“vino come se piovesse”...). La cena, la comodità del sedile Recaro quasi completamente reclinabile e la stanchezza accumulata nei giorni precedenti alla partenza mi portano ad una memorabile ronfata di nove ore (mai successo in aereo) che lascia il tempo ad un film giusto prima di atterrare.

Venerdì 14 Dicembre 2007. La Recoleta e l’arrivo nella Peninsula Valdes

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