Due settimane in Vietnam

Un viaggio in Vietnam durante le vacanze di Natale da Saigon ad Ha Noi

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  • di puremorning1999
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

12. Abbiamo utilizzato la guida della Rough Guide, molto buona, e consultato anche la Lonely Planet, della quale abbiamo apprezzato soprattutto il bel tour a piedi di Hanoi.

1°-2° giorno

Partiamo alle 10.05 da Milano Malpensa per Mosca dove, dopo circa tre ore e mezzo di attesa, ci imbarchiamo per Ho Chi Minh City. Atterrati con quasi un’ora di ritardo, prendiamo un taxi (rigorosamente Mai Linh o Vinasun - il nostro apparteneva alla prima compagnia) che con 180.000 VND ci porta al nostro hotel (Saigon Inn, 265/7/55 Pham Ngu Lao Street, Pham Ngu Lao Ward, Dist. 1; totale per due giorni € 41,74 per una doppia con bagno e prima colazione; essenziale ma molto buono e con del personale davvero eccellente). Dopo aver messo in ordine i bagagli, verso le 14 iniziamo il giro della città. A piedi arriviamo al Reunification Palace, dove passiamo un’oretta e successivamente, dopo aver dato un’occhiata alla cattedrale di Notre-Dame e al palazzo delle poste, iniziamo a visitare il quartiere di Ben Ghe, partendo dalla via Dong Khoi. L’architettura coloniale, mista ai negozi trendy ed ai ristoranti alla moda, rende la zona di sicuro fascino. Interessante anche la presenza di una moschea, in posizione un po’ incongrua, schiacciata com’è tra lo Sheraton ed un altro grattacielo. Ceniamo al ristorante proprio di fronte alla moschea (Duong’s, 27 Dong Du Street, Ben Nghe Ward, Dist.1; 730.000 VND in totale; ottimi sia il cibo che il servizio) e poi andiamo a prendere un caffè al rooftop bar della Bitexco Financial Tower, da dove si gode un bel panorama sulla città.

3° giorno

Iniziamo la giornata con la visita al War Remnants Museum, dedicato alla guerra di liberazione del Vietnam dalla Francia, prima e dagli Stati Uniti poi. Sebbene per ovvi motivi la storia raccontata sia pesantemente parziale e non aggiunga granché a chi conosce già la storia di questo periodo, una visita al museo vale la pena per la ricostruzione del carcere di Con Dao, realmente impressionante. A piedi raggiungiamo poi la Jade Emperor Pagoda, che vale una visita e, dopo una breve sosta, arriviamo al mercato di Cho Ben Thanh. Dire che questo mercato è estremamente turistico è un understatement, ma se se ne è consapevoli sin dall’inizio, una visita è in ogni caso gradevole. Ripercorriamo quindi Nguyen Hue ed in prima serata facciamo un bel massaggio nel centro consigliatoci dall’hotel (The Blind Association Massage, 185 Cong Quynh, Dist. 1), al prezzo irrisorio di quasi 3 euro all’ora. Cena mediocre presso il Royal Saigon Restaurant (201 Bui Vien, District 1; 330.000 VND in totale).

4° giorno

Abbiamo prenotato con la Vietnam Unique Tours un tour collettivo di due giorni nel Delta del Mekong (USD 143 per entrambi, tutto incluso), per cui la mattina alle 8 passa a prenderci l’addetto dell’agenzia e ci sistema con altri turisti su un bus. Noi eravamo già al corrente del fatto che l’esperienza sarebbe stata fortemente turistica, per cui non ci aspettavamo niente di diverso da quello che abbiamo avuto. Questa premessa è essenziale, considerato che spesso nei forum ci è capitato di leggere recensioni fortemente negative da parte di alcuni viaggiatori che hanno giudicato questa esperienza troppo commerciale. E’ effettivamente così, ma d’altro canto permette di visitare una regione che diversamente richiederebbe molto più tempo e più impegno. La prima sosta è presso la fabbrica di un apicultore, dove abbiamo assaggiato del miele ed ascoltato alcune canzoni popolari eseguite dal vivo. In barca raggiungiamo poi una fabbrichetta di caramelle al cocco, per spostarci successivamente, ancora in barca, su Turtle Island, dove pranziamo. Dopo un tratto in barca ed in autobus arriviamo a My Tho e visitiamo la bella Pagoda Vinh Tràng. Verso le 16 ci mettiamo in autobus e raggiungiamo dopo circa tre ore e mezzo sotto una pioggia incessante, la città di Can Tho. Qui teoricamente ci aspetterebbe un homestay, che però ci lascia un po’ perplessi: la proposta è di stiparci con altri turisti in una stanza per la notte, per cui più che una notte in casa di vietnamiti, sembra di stare in un ostello. Alla fine, a causa di alcuni problemi con le prenotazioni, il proprietario ci propone un bungalow ed accettiamo. Dopo una cena decorosa con una compagnia simpatica, scopriamo che il bungalow non è proprio pulito, né particolarmente comodo. Tutto questo sarebbe normale per un reale homestay, ma per l’esperienza che offre, tornando indietro prenoteremmo l’hotel

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