Viaggio lento verso Est, cercando il Danubio

Due settimane su un vecchio pulmino Volkswagen, il mitico T2, attraverso la Slovenia e l’Ungheria (più qualche deviazione in Slovacchia, Serbia e Croazia) con bambini al seguito

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  • di ludiaman
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro

I primi giorni, a dire il vero, alcune perdite d’olio ci fanno temere che il viaggio non potrà prolungarsi troppo. Diminuiamo la velocità media, cerchiamo di non allontanarci tanto da centri abitati dove eventualmente possiamo chiedere assistenza… insomma, viaggiare su un mezzo vecchio ha anche i suoi inconvenienti. Alla fine però capiamo che basta stringere qualche dado e tenersi dietro una latta d’olio in più: ci adeguiamo e via, verso Est.

Il terzo giorno visitiamo un bellissimo mulino galleggiante a Izakovci, con annesso piccolo museo, traghetto sul fiume, area picnic e un piacevole bar ristorante nel bosco. Poi varchiamo il confine con l’Ungheria. Il primo impatto non è dei più rassicuranti: la strada peggiora, il campeggio che cercavamo non si trova, e al suo posto c’è una specie di villaggetto di bungalow, affacciati su un laghetto e affittati a pescatori del posto. Il gestore parla solo ungherese e ci fa capire che, volendo, ci sarebbe posto. Ma preferiamo andare oltre: abbiamo ancora tempo e possiamo arrivare a Heviz, località dove vorremmo passare un paio di notti per poter provare le famose terme ungheresi. Arriviamo quindi in un altro campeggino molto tranquillo, questa volta frequentato solo da grossi camper di pensionati tedeschi che passano l’estate alle terme. Ci sentiamo un po’ fuori posto, ma siamo bene accolti e tra bimbe e camper suscitiamo la simpatia dei vicini.

E finalmente, dopo tanto viaggiare, una giornata fermi a fare bagni nel lago termale di Heviz, e a girovagare per il centro di Keszthely e sulle rive de leggendario lago Balaton. Il lago in sé ci lascia un po’ delusi: i laghi lombardi non hanno nulla da invidiargli, a parte il fatto che sono più piccoli. Festeggiamo comunque la prima giornata in Ungheria con una bella cena al ristorante: carne, peperoni, pesce di lago, paprika… abbiamo tante specialità da provare.

I giorni successivi ci portano a costeggiare il Balaton sulla sponda nord, a visitare il centro medievale di Veszprem, a campeggiare sul lago di Velence (con tanto di bagno, ma le acque sono un po’ melmose), a visitare il bellissimo centro di Szentendre, le rovine di Visegrad, e la basilica di Esztergom (dove fra l'altro ci imbattiamo nella ricostruzione di una battaglia storica tra turchi e ungheresi). A Szentendre raccomandiamo di entrare nella piccola chiesa serbo-ortodossa, con le sue icone, il profumo di cera d’api e la musica di cori ortodossi in sottofondo.

Siamo ormai sul Danubio, che ci offre dei bei panorami. A un certo punto sbagliamo anche strada, attraversiamo un ponte e finiamo in Slovacchia. Ne approfittiamo per acquistare qualche wurstel tipico e qualche lattina di birra locale per la cena, poi torniamo indietro.

Bello il Danubio: ampio, placido, e dal percorso incredibile. A parte il suo più noto tratto iniziale e il passaggio di Vienna, lo si trova poi lungo tanti confini. Qua traccia la frontiera con la Slovacchia; l’abbiamo incontrato l’anno scorso a Vucovar, dove segnava il confine tra Serbia e Croazia, con la sua drammatica storia di assedi e fosse comuni risalente soltanto a pochi anni fa. Più a sud toccherà anche la Serbia, e poi la Romania e la Bulgaria. Unisce il cuore dell’Europa con le propaggini dell’Asia. Occidente e Oriente. Storia e leggende, commerci e guerre. Vorremo seguirlo, il Danubio, per farci portare da lui fino al Mar Nero, ma non si può, ci vorrebbe un mese. Il suo richiamo però è forte, e ci ripromettiamo di ascoltarlo, un giorno

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