Settimana di quasi relax in Val d'Aosta

Settimana rinfrescante in montagna

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  • di lucia59
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Per evitare almeno una settimana il caldo umido della Pianura Padana, a fine giugno abbiamo deciso di andare in Val d’Aosta, regione che avevamo già visitato molti anni prima. Come quella volta, abbiamo prenotato un albergo nel capoluogo, città che si trova più o meno al centro della Valle, quindi molto comoda per le varie escursioni (Hotel HB Aosta, € 702,00 per 6 notti compreso il parcheggio della moto).

29/6 – Siamo partiti la mattina abbastanza presto da Bologna, visto che il percorso autostradale fino ad Aosta è discretamente lungo. Prima di arrivare a destinazione ci siamo fermati a Pont-Saint-Martin (paese posto lungo l’antica via francigena, e primo centro della regione che si incontra venendo dal Piemonte), dove emerge il bellissimo ponte romano che scavalca il torrente Lys. Arrivati infine ad Aosta, abbiamo effettuato il check-in all’albergo prescelto, sito a pochi passi dalle vie principali del centro storico. Parcheggiata la moto, abbiamo fatto una passeggiata, scegliendo per la cena un ristorante-pizzeria sito nei pressi dell’hotel.

30/6 – Dal momento che nel corso del viaggio precedente avevamo apprezzato moltissimo l’escursione, abbiamo deciso di tornare al passo del Gran San Bernardo (mt. 2473). La strada per arrivare a destinazione è bellissima, soprattutto avendo modo di percorrerla con la moto. Giunti a destinazione, ci siamo fermati prima nei pressi della statua del Santo, poi superando il confine con la Svizzera siamo arrivati al famoso monastero. Nessun cane di razza sanbernardo in vista. Tornando verso Aosta, visto che era abbastanza presto, ci siamo fermati a vedere un piccolo borgo di cui avevo letto buone recensioni, e cioè Etroubles. Carino, non c’è che dire, ma talmente piccolo che in un quarto d’ora si gira tutto, comprese alcune soste per le foto. A questo punto abbiamo deciso di tornare in Valpelline, dove fra l’altro ci siamo fermati in un bar per mangiare rapidamente un panino. Alla testata della valle si trova un lago artificiale, abbiamo quindi parcheggiato la moto e abbiamo fatto una passeggiata di qualche chilometro, ma non troppi perché il caldo era notevole e noi eravamo decisamente troppo vestiti (purtroppo questo è il limite dei viaggi in moto). A questo punto siamo tornati alla base, per la doccia e ricerca del ristorante per la cena.

1/7 - Altro giorno di escursione, con ritorno al Piccolo San Bernardo (mt. 2188), che segna il confine con la Francia. Procedendo, abbiamo attraversato la famosa stazione sciistica di Val d’Isère, che a me decisamente piace poco, come del resto tutte le località simili, formate solo da alberghi, residence e seconde case. Diciassette chilometri dopo si arriva al Col de l’Iseran (mt. 2770), dove troviamo un discreto assembramento di motociclisti e ciclisti in fila per una foto da fare presso il cartello del passo. Qualche chilometro dopo si arriva al paese di Bonneval sur Arc, dove ci fermiamo in un ristorantino a mangiarci una ricca insalata. Per ritornare ad Aosta, abbastanza lontana, abbiamo fatto il Passo del Moncenisio, siamo sbucati in Val di Susa, poi passata Torino (37 gradi in tangenziale), siamo tornati alla base, prendendo anche uno scroscio di pioggia abbastanza violento.

2/7 – Finora abbiamo fatto una rivisitazione di località già conosciute, per questa giornata abbiamo deciso di vedere qualcosa di nuovo, per cui ci rechiamo al forte di Bard. Acquistati i biglietti, prendiamo la serie di ascensori per salire in cima, e qui cominciamo a visitare le varie sezioni museali. A me è piaciuta molto quella relativa ai vari aspetti delle Alpi (geologia, storia delle varie popolazioni, flora, fauna, ecc…), un po’ meno le altre sezioni (armi, uniformi dei vari eserciti, le prigioni, ecc.). Scesi a piedi al villaggio sottostante, ci siamo fermati in un bar a mangiare qualcosa, chiacchierando un po’ con il simpatico gestore che ci ha dato qualche dritta su giri da fare fuori dalle strade principali. Usciti da Bard, decidiamo di tornare in Valtournanche. Anni prima avevamo indovinato più che visto il Cervino, circondato da una vasta coltre di nubi, volevamo quindi riprovarci

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