Basilicata, scrigno di segreti

Una regione in cui stai bene e hai dei posti meravigliosi in cui perderti, siti in cui ti senti quasi in intimità con quello che ti circonda

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  • di hellblazer1976
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Costruzioni incredibili, studiate in modo tale che resistessero nel tempo, senza franare gli uni sugli altri: guardando il Sasso dall’alto, ci rendiamo conto di quanto materiale sia stato estratto dalla gravina, che deve essere ridotta ad un groviera. Eppure i sassi sono ancora lì, dopo 200 anni resistono ancora, costruiti da persone che non sapevano cosa fosse l’ingegneria ma che hanno calcolato alla perfezione il materiale da poter utilizzare (le tragedie di questi giorni imporrebbero una doverosa riflessione). Incredibile pure il sistema di canalizzazione studiato da persone che senza una laurea sono riuscite ad avere acqua in abbondanza in una regione comunque secca e povera di piogge: motivo per il quale Matera è diventata sito protetto dal Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Antonio ci spiega tutto questo portandoci in giro per il Sasso Caveoso, facendoci visitare i principali siti e concludendo il giro sulla gravina, di fronte alla città, per farci ammirare il bellissimo panorama e una delle chiese rupestri che costellano la zona (molte sono costruite in stile bizantineggiante, l’influenza di Costantinopoli si era fatta sentire fortemente, nella zona, prima che arrivassero i Turchi).

Il pomeriggio invece lo dedichiamo a visitare il Sasso Barisano, perdendoci nelle sue viuzze, arrivando fino alla bellissima chiesa rupestre di S. Nicola dei Greci, affacciata sulla vallata circostante. Dopo di che, prendiamo la macchina e iniziamo la strada verso Potenza, fermandoci prima a visitare la Cripta del Peccato Originale (la biglietteria, purtroppo, è in un’azienda vinicola. Ci siamo sentiti quasi in obbligo di dover assaggiare il buon vino che producono…). Sulla Cripta non dirò nulla. Non si può descrivere, va vista. Era la chiesa di un complesso monastico che si estendeva in una piccola valle, affrescata secondo temi biblici (la Biblia Pauperum) e che svolgeva anche una funzione di vita comune. La presentazione che ci viene fatta dalla guida locale, prima al buio (con in sottofondo dei canti gregoriani), guardando i singoli particolari, poi accendendo le luci per vedere la sua interezza, lascia davvero stupefatti ed è di grande effetto scenico.

23 luglio

Siamo a Potenza. Confesso che se Antonio non avesse insistito per farcela usare come base per gli spostamenti nel nord della Basilicata, non l’avremmo neanche considerata. Potenza, nella sua parte più centrale, è una piacevole cittadina con un bel corso centrale chiuso al traffico, con monumenti storici e, soprattutto, pulitissima. Non si trova un mozzicone di sigaretta neanche per sbaglio (esattamente come succede nella mia civilissima Milano….). E soprattutto, a differenza di Matera, il paesaggio non è quello delle murge desertiche, ma è verdissimo. Boschi, colline, corsi d’acqua… penso di poter dire che Matera, culturalmente e geograficamente, si stacca dal resto della regione, è una propaggine della Puglia in territorio lucano. L’impressione aumenta poi spostandoci, in mattinata, nella zona delle cosiddette Dolomiti Lucane. Qua i paesini di Pietrapertosa e Castelmezzano di aggrappano alle rocce come dei presepi di roccia, nascondendo tesori storici da gustare lentamente.

Castelmezzano presenta anche le tracce di un antico castello turco, costruito letteralmente nelle rupi (si vedono ancora gli scalini intagliati nella pietra che permettevano di scalare un pinnacolo, diventato così una torre di guardia). Pietrapertosa, invece, si rivela essere un paese costruito sullo schema dei castra latini, con diverse chiese e il bellissimo Convento di San Francesco, splendidamente affrescato. Peccato per la pioggia che al pomeriggio rovina la visita e ci costringe a una fuga anticipata

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