Weekend lungo invernale a Ischia

Tre famiglie ad Ischia nel periodo invernale

  • di NICOLAFILIPPO
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 11
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Siamo tre famiglie di Bergamo che desiderosi di abbandonare le nebbie e lo smog padano hanno deciso di scoprire l’isola di Ischia nel periodo, probabilmente, di minor afflusso turistico.

Il periodo scelto è il post cCapodanno dal 2 al 5 gennaio (4 giorni e 3 notti) e trovare un alloggio non è stato difficile sebbene molte strutture fossero chiuse. Abbiamo optato per un Hotel con centro termale a Forio il Park Hotel Mediterraneo. Questo hotel (meglio dire villaggio), al pari di molti altri hotel della zona, gode delle acque termali provenienti direttamente dal sottosuolo: il benessere termale dopo una giornata trascorsa girovagando per l’isola rappresenta un piacere non indifferente.

Siamo giunti ad Ischia con l’abbinata aereo – aliscafo. Con volo Ryanair da Bergamo siamo arrivati all’aeroporto di Capodichino. Le alternative per raggiungere il porto di Napoli è duplice: o con taxi (tariffa 20 euro) o con Alibus, linea di bus pubblica che con 5 euro a persona ti porta direttamente al porto. E’ importante a questo punto sapere quale mezzo si intende utilizzare per giungere ad Ischia: gli aliscafi (Alilauro e Caremar) partono dal Molo Beverello mentre i traghetti (più economici ma meno frequenti e più lenti) partono dal Porto di Massa. I due porti di partenza distano circa 800 mt.

Sbarcati sull’isola abbiamo optato per l’utilizzo dei mezzi pubblici locali. Apriamo una parentesi per questo argomento. Durante la nostra permanenza ci siamo spostati fra le varie mete utilizzando i bus locali, le linee principali sono la CS (circolare sinistra) e la CD (circolare destra) che effettuano il giro completo dell’isola in senso orario e antiorario. Altra linea di base è la nr. 1 che collega le principali cittadine (Ischia Porto, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio e Sant’Angelo). Il giudizio è tutto sommato positivo sebbene i mezzi fossero piuttosto vecchiotti e gli orari poco affidabili, ma siamo in vacanza e anche se dobbiamo attendere qualche minuto alla fermata (non sempre facile da trovare) o stare stretti non rappresenta un problema.

Il programma della nostra mini-vacanza prevede la visita delle principali cittadine e punti di interesse di Ischia. Provo ora a descriverli premettendo che praticamente l’isola era semi deserta e molte attività commerciali chiuse il che rappresenta un vantaggio non indifferente per chi cerca tranquillità e relax.

Ischia città è il principale centro cittadino ed è suddivisa fra Ischia Porto, dove attraccano gli aliscafi e traghetti, ed Ischia Ponte distanti fra loro circa 2 chilometri che manco ti accorgi di percorrere a piedi perché attraversi le vie dello shopping, parte di lungomare e zone pedonali. La meta principale è il Castello Aragonese: non mi dilungo nelle vicende storiche facilmente reperibili in rete bensì preferisco descrivere il panorama che dalle varie terrazze del castello (in realtà un paese fortificato) si riesce a vedere. La visuale spazia dal golfo di Napoli con l’isola di Procida e il Vesuvio innevato, alla sottostante Ischia con le sue case e il porticciolo turistico: il cielo terso spazzato dal vento e la conseguente luminosità del sole rendono i colori brillanti non solo il blu del mare sottostante o l’azzurro del cielo, anche le tinte dei tetti e delle facciate delle case del paese e delle ville sparse nel verde delle colline sono cangianti (saranno anche abusive ma tutto sommato gradevoli nel contesto paesaggistico).

Forio è la seconda cittadina per dimensioni. Oltre al tipico centro storico con passeggiata lungo mare, dispone di una delle spiagge più lunghe dell’isola. La spiaggia di Citara è ampia (circa un km), ovviamente per il periodo deserta, di sabbia fine e presenta degli scogli a poca distanza della battigia. Imperdibile assistere al tramonto dal balcone della Chiesa del Soccorso; una piccola chiesetta bianca che si affaccia su un promontorio che guarda verso il mare aperto: il colore predominante del cielo, in attesa del blu scuro della sera, è il rosso e talvolta, se fortunati, negli ultimi secondi prima di sparire il disco solare diventa verde brillante (dicono, noi non l’abbiamo visto)

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