Normandia e Bretagna, un sogno cullato per 30 anni

Dopo un pressing lunghissimo lei ha acconsentito ad andare fin lassù ed al ritorno era quasi più contenta di me. Storia arte e natura. Normandia e Bretagna soddisfano ogni palato. Ma se avete fame andate presto a cenare, altrimenti digiunate!

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  • di us01234
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Io sono uno che quando parte ha già l’ansia di non trovare parcheggio, pensate il patema prima di partire per le vacanze senza aver prenotato tutti gli alberghi … La chiamano terapia d’urto. Vediamo come ne uscirò.

Io, Edo, baldo (ma non troppo) 53enne, lei, Laura, con un’energia che mi sa non essere tutta sua. Io ne avevo di più ed ora mi sembra manchi qualcosa.

Destinazione Normandia & Bretagna, destinazione che cerco di raggiungere da più di 30 anni. Ho finalmente fiaccato le resistenze di Laura, amante del sole caldo e dei bagni in mari caldi. Chi la dura la vince! In realtà l’ha praticamente deciso lei, io avevo ormai rinunciato.

E quindi si parte, a cavallo della nostra splendida Golf bianca.

4/7 - Bourges

Si parte di mattina, quasi all’ora stabilita; la puntualità … quando la distribuivano noi siamo arrivati in ritardo. Abbiamo subìto vari salassi autostradali: il Frejus costa come un concerto di Vasco, ed in macchina cantavo io. Le autostrade francesi, poi, sono come i loro formaggi, uguali alle nostre ma più care. A tasche vuote raggiungiamo la prima tappa: Bourges.

Per questa e la prossima tappa ho solo l’ansia del parcheggio perché abbiamo prenotato due chambre d’hotes (in pratica dei Bed & breakfast, ma si sa, i francesi usano la loro, di lingua: sempre). Arriviamo alla Cattedrale di Saint Etienne dalla parte dell’abside ed entriamo subito da un portale laterale. L’interno è austero e maestoso. Cinque navate alte quasi 40 metri e delle splendide vetrate del 1200 (!!), stessa età della cattedrale. Siamo veramente senza fiato. Poi usciamo ad ammirare la facciata piena di sculture, cinque portali e due torri, una mozza. La maestosità, a parer mio e finora, è seconda solo a Notre Dame ed al Duomo di Milano, ma mi ricrederò durante il viaggio. Facciamo foto dai giardini a lato della cattedrale e andiamo in camera a riposare un po’. Alloggiamo al Lamarck Guest, bella sistemazione, dignitosa. Poco fuori dal centro. 75€/notte. Audrey, la signora del B&B, ci parla di un allestimento notturno a Bourges: dalle 22 si accendono in città dei lampioni blu che disegnano un percorso con delle tappe davanti a palazzi contro i quali vengono proiettate scene varie che “raccontano” la città. Molto, molto suggestivo, lo fanno tutte le sere fino ad ottobre.

Ora faccio uno svenimento programmato per tornare vispissimo domani per la seconda tappa: Rouen.

5/7 - Chartres – Giverny – Rouen

Guardando la cartina scopriamo che Chartres e la sua cattedrale sarebbe quasi di strada e decidiamo di passarci. In effetti la cattedrale è smisurata, Bourges è già medaglia d’argento. Una facciata slanciata verso l’alto, sembra una rampa di lancio dei campanili! L’interno è simile a quello della Cattedrale di Bourges: tutto per far sentire dei nani come noi ancora più piccoli. Mangiamo delle crepes vicino alla cattedrale e poi andiamo verso la casa di Monet a Giverny. I quadri di Monet ispirano sia pace come le ninfee, il ponticello sullo stagno, ecc, che inquietudine, almeno per me, tipo i disegni della cattedrale di Rouen. I giardini, invece, a me hanno ispirato solo molto caldo. Capiamoci, io i giardini li reggo poco, se poi si visitano in massa ed a 30°, li trovo parecchio pesanti. A Laura invece piacciono e dove io vedevo una pozza d’acqua con delle foglie, lei vedeva i quadri di Monet. Ora si punta veramente la Normandia: arriviamo prima di cena alla chambre d’hotes “La Phenix” gestita da Simona e Pietro. Sì, sono italiani. Una sorpresa. Ci hanno spiegato come si viva bene in Normandia dove le cose sembrano funzionare e la popolazione è molto rivolta all’"altro", molto tollerante. Sembra molto l’Italia in cui viviamo adesso... Andiamo in centro e mangiamo cena da chez Philippe vicino al centro (non male) e poi, come ci hanno consigliato Simona e Pietro, ci piazziamo davanti alla Cattedrale (immensa, manco a dirlo) perché alle 11 parte uno spettacolo di suoni e luci proiettate sulla facciata. Questa seconda serata di suoni e luci mi sa che sarà anche l’ultima. È una cosa molto francese ed io mi annoio un po’. Ma comunque, vista una volta, è una cosa suggestiva

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