Alsazia, Normandia e Irlanda on the road

Da Milano verso la strada dei vini, una campagna tappezzata di vitigni, punteggiata da castelli arroccati e colorati villaggi a graticcio, poi Mont Saint-Michel, Calais (e non solo) e giro completo della meravigliosa Irlanda
 
Partenza il: 26/07/2016
Ritorno il: 09/08/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

INTRODUZIONE

Anche quest’anno, nelle nostre vacanze estive, Milano, luogo di partenza ed arrivo, è stato il punto più a sud. L’aver avuto poco tempo per organizzare una vacanza che comprendesse voli aerei da prenotare in anticipo ha reso questo viaggio on the road ancora più allettante. L’idea di andare in Irlanda ci frullava nella testa da un po’ ma non pensavo ci saremmo spinti fin lì in macchina. È stato un viaggio stupendo! L’Alsazia e la Normandia, che inizialmente dovevano essere solo mete di passaggio, ci sono piaciute tanto quanto (se non di più) l’Irlanda. La nostra compagna di viaggio è stata questa volta una Jeep Renegade. Sebbene molto affidabile non ci ha pienamente convinti poichè è una macchina molto grande esternamente ma poco capiente all’interno. Inoltre consuma molto…troppo. Abbiamo attraversato la tratta Francia-Irlanda con un traghetto della Stena Line all’andata e con uno della Irish Ferries al ritorno. La traversata dura ben 18 ore quindi se si soffre il mal di mare non è piacevolissima. Se si decide di intraprendere un viaggio del genere consiglio di organizzarsi un po’ in anticipo poiché la frequenza di questi traghetti non è giornaliera ed inoltre cambia a seconda del periodo dell’anno. Abbiamo preso i biglietti online con un paio di giorni di anticipo dopo aver letto che rispetto all’acquisto direttamente al porto costano meno. In Irlanda la guida è a sinistra e, con una macchina con il volante sullo stesso lato, si fatica un po’ soprattutto all’inizio.

GIORNO 1, 26 LUGLIO 2016

Intorno alle sei del mattino ci siamo messi in macchina e, superata la Svizzera, abbiamo abbandonato l’autostrada per raggiungere la strada dei vini alsaziani, uno degli itinerari più suggestivi dell’Alsazia. Si tratta di una campagna tappezzata di vitigni, punteggiata da castelli arroccati e colorati villaggi a graticcio. La maggior parte delle guide suggerisce di percorrerla da nord a sud, ma noi, per esigenze di viaggio, l’abbiamo attraversata in senso inverso. La prima, e sicuramente più bella, sosta è stata a Riquewhir, un piccolo paesino con bellissime case a graticcio dai tetti in legno e le mura colorate. Sembra un villaggio di un racconto di Natale. Qui in una delle tipiche e numerose cantine abbiamo acquistato e subito degustato un ottimo pinot rosé, il Doppf & Irion, che prende il nome dalla cantina stessa. Nonostante fossimo a luglio non abbiamo resistito alla tentazione di entrare in un piccolo negozio contenete una smisurata quantità e varietà di souvenir natalizi…era un mondo di favola, luminoso e luccicante!

Dopo esserci rifocillati con un paio di sandwich e qualche sorso dell’ottimo vino, abbiamo proseguito nel meraviglioso percorso facendo sosta a Orschwiller, per vedere il castello di Haut Koenigsbourg. Questo bellissimo castello medievale, uno dei monumenti più visitati di Francia, avrebbe meritato una visita, ma purtroppo questioni di tempo ci hanno costretto a rinunciare, e ci siamo ripromessi quindi di tornare. Dopo qualche altro rilassante chilometro, immersi tra vigneti e cascine, ci siamo fermati a Bergheim, giusto il tempo di visitare la chiesa romanica per poi ripartire verso Strasburgo che abbiamo raggiunto nel tardo pomeriggio e dove avevamo prenotato una camera all’Ibis Style, ottima sistemazione rovinata solo dall’assenza di aria condizionata: la stanza era torrida! Sistemati i bagagli abbiamo fatto appena in tempo a raggiungere la bellissima cattedrale prima di essere raggiunti da un violento acquazzone. La cattedrale è un capolavoro assoluto dell’arte gotica, in pietra rossa e con una guglia alta ben 142 metri. Poiché la pioggia non accennava a smettere siamo andati direttamente a cena al Winstub S’kaechele, a due passi dall’albergo, dove abbiamo mangiato degli ottimi Spätzle ed un buon pollo farcito con formaggio e prosciutto. Niente male i dolci: una Crème brûlée ed un dolce a base di fragole e biscotto sbriciolato. Prima di rientrare in albergo abbiamo fatto due passi nella Petite France, un quartiere storico situato sulla Grande Île e patrimonio dell’umanità UNESCO.

GIORNO 2, 27 LUGLIO 2016

Avendo soltanto la mattina da dedicare a questa bella città abbiamo optato per un giro in battello che ci ha permesso di avere una visione di insieme della città ascoltando le descrizioni dei luoghi in Italiano grazie all’ottima audioguida. Molto suggestivo è stato il passaggio attraverso una chiusa nella quale una grande vasca viene riempita d’acqua per portare il battello ad un livello superiore e permettergli di entrare nella Petite France: una sorta di grande ascensore ad acqua! Dopo aver girovagato ancora un po’ per le caratteristiche vie della Petite France ci siamo fermati presso una piccola boutique dove vi erano decine di diversi tipi di pain d’epices. Ne abbiamo acquistato un bel pezzo che mi ha accompagnato per tutto il resto della vacanza. Intorno a mezzogiorno ci siamo rimessi in macchina con destinazione Calais dove avevamo prenotato una stanza al discutibile Meurice Hotel, che, nonostante le ottime recensioni, sembrava essere uscito direttamente da un film horror.

Non avendo trovato nulla di particolarmente interessante a Calais, essendo ora di cena, siamo entrati al Histoire ancienne,consigliato dalla Lonely Planet, dove abbiamo consumato un’ottima cena.

GIORNO 3, 28 LUGLIO 2016

Partendo da Calais abbiamo imboccato subito la D940, una bellissima strada costiera. Sulla strada panoramica della Côte d’Opale si trovano due capi classificati fra i grandi siti naturali del paese: il cap Blanc-Nez, scogliera di gesso dirupata alta 134 metri, e il cap Gris-Nez, scogliera di 45 metri d’altezza formata da argilla grigia, arenaria e calcare. In cima a queste impressionanti scogliere si gode di una vista favolosa su tutta la Côte d’Opale, con l’andirivieni dei battelli e le coste inglesi in lontananza. La bellezza dei luoghi non viene certamente rovinata dallo sferzante vento che accompagna i visitatori per tutto il percorso! Proseguendo sulla D940 prima di raggiungere Saint-Valery-Sur-Somme, sulla Baie de Somme, abbiamo incrociato il Musée du Mur de l’Atlantique, realizzato all’interno di un gigantesco bunker tedesco, e le Dunes de la Slack, grandi dune modellate dal vento. Saint-Valery-sur-Somme è una graziosa cittadina medievale affacciata sulla sponda meridionale della baia, dove si può godere di una passeggiata alberata, di un porto incantevole e di un affascinante quartiere storico. Continuando sulla D940 siamo giunti ad Étretat. È stato un vero peccato non esserci potuti fermare più a lungo poiché avevamo già prenotato una stanza ad Honfleur distante una settantina di chilometri. Étretat merita un po’ di più che una toccata e fuga per la bellezza della sua spiaggia ghiaiosa, per il suo centro storico, per le sue falesie di calcare a picco sul mare, che includono un famoso arco naturale e dalle quali è possibile affacciarsi dopo aver percorso dei comodi sentieri. Dopo avere scattato qualche foto ed aver fatto un giretto nel suo piccolo centro storico, ci siamo rimessi in marcia. Nella strada che ci ha portati ad Honfleur, a meno di non voler fare un enorme giro, si attraversa il Pont de Normandie, enorme, imponente ed oggi il più grande ponte strallato d’Europa.



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