In autunno nei borghi della Basilicata tra Melfi e Venosa

Un breve weekend alla scoperta di Melfi e Venosa.
Scritto da: Giamby
in autunno nei borghi della basilicata tra melfi e venosa
Viaggiatori: 1
Spesa: Fino a €250 €

La Basilicata è conosciuta quasi esclusivamente grazie a Matera, la “Città dei Sassi”, ma in realtà questa regione ha molto altro da offrire, partendo da scenari naturali di inaspettata bellezza a castelli e borghi medievali ricchi di testimonianze storiche. Ovunque poi eccelle il senso di ospitalità e la cordialità dei suoi abitanti, per non parlare poi dei prodotti enogastronomici di questa terra. Per questo,  approfittando del clima particolarmente mite e della relativa brevità del viaggio, abbiamo deciso, io e mia moglie, di trascorrere un weekend di fine ottobre a Melfi e Venosa, località visitabili in un unico soggiorno, essendo distanti fra di loro circa 25 km, in pratica mezzora di macchina.

Melfi

Partiti da Napoli, la nostra città, e dopo un comodo viaggio in auto (percorrendo la A16 con uscita a Candela e proseguimento sulla statale per Melfi), abbiamo raggiunto questa cittadina, dove siamo stati subito colpiti dall’imponenza e dalla maestosità del castello di origini normanne, perfettamente conservato e che era uno dei preferiti dell’imperatore Federico II, il quale amava soggiornare qui per dedicarsi alla caccia con il falcone. L’edificio sovrasta l’intero centro abitato e dalle finestre dei piani superiori si ammira uno splendido panorama. L’interno ospita un interessante museo che conserva reperti di epoca romana e di tutto il periodo medievale.

Usciti dal castello piuttosto affamati ed essendo troppo tardi per cercare un ristorante, ci siamo fermati ai tavolini all’aperto di una salumeria, che ci ha proposto una specialità che non conoscevamo, la “strazzata”, una speciale focaccia di grano duro, farcita di salumi e ortaggi locali, squisita, specialmente se accompagnata da un buon bicchiere di Aglianico.

Una volta rifocillati e riposati sotto un bel sole di ottobre, ci siamo avventurati nei vicoli e nelle stradine del borgo, in una atmosfera di tranquillità assoluta, incontrando di tanto in tanto delle persone cordiali che ci hanno indicato il percorso più interessante da seguire. Abbiamo concluso la nostra passeggiata in un parco pubblico, molto curato, pieno di alberi, panchine e spazi per i bambini.

Nel pomeriggio inoltrato abbiamo lasciato Melfi per dirigerci a Venosa, dove avevamo prenotato un elegante albergo nel centro storico. Stanchi, ma felici, abbiamo concluso la giornata in una pizzeria vicino a un castello che ci siamo ripromessi di visitare l’indomani.

Venosa

Venosa, città natale del poeta latino Orazio, oltre a essere una storica cittadina del sud Italia, è un borgo graziosissimo. Ogni primavera il comune bandisce il concorso “Mettete dei fiori sui vostri balconi“, per cui ogni casa e ogni vicolo gareggiano per aggiudicarsi il premio della casa più bella dell’anno. Lascio perciò immaginare quali colori e profumi, quale allegria e serenità aleggino in queste strade lasciando sorpreso l’occasionale visitatore. Percorrendo dunque vicoli colorati e festosi, superata una bellissima piazza con al centro una statua dedicata al poeta Orazio, si giunge al castello aragonese, dalle torri tondeggianti e dalle mura massicce.

Dopo il castello, l’altra grande attrazione di Venosa è la cattedrale incompiuta, una cattedrale di dimensioni gigantesche, la cui costruzione, iniziata nell’XI secolo, non è mai stata portata a termine, tranne una parte minore, ma comunque di dimensioni considerevoli, tuttora adibita a chiesa e luogo di culto. L’Incompiuta sorge su un terreno vastissimo, in parte occupato dai resti dell’antica città di epoca romana. Camminare fra le colonne e le mura di quello che doveva essere un simbolo grandioso di spiritualità suscita tuttora un senso di fascino e soggezione.

Pieni di forti emozioni e con un po’ di malinconia, si è fatta l’ora di fare rientro a casa, non prima tuttavia di fare sosta lungo il ritorno sui laghi di Monticchio, due laghi circondati dal verde formatisi nei crateri di un vulcano spento nel monte Vulture. Fra i boschi si nota un antico monastero dal colore bianco scintillante. Si tratta di un’abbazia dedicata a San Michele Arcangelo, che purtroppo non abbiamo potuto visitare per mancanza di tempo.

Conclusioni

In conclusione, non posso che consigliare un viaggio in questa regione per tanti motivi: il paesaggio, l’ospitalità, la storia, le tradizioni, il cibo, i costi contenuti. La Basilicata è bagnata da due mari, il Tirreno e lo Ionio; ha due parchi nazionali, il Pollino e il Vulture; seppure poco conosciuti, vi sono numerosi castelli e borghi medievali; riguardo l’ospitalità, esistono numerosi siti specializzati che propongono camere, appartamenti e hotel di buon livello alla portata di tutti; la cucina lucana vanta una lunga tradizione e propone una grande varietà di prodotti; in generale la popolazione locale si mostra sempre cordiale disponibile.

L’unica raccomandazione che posso fare è di muoversi con un’automobile, privata o a noleggio, perché il sistema dei trasporti pubblici non è purtroppo molto sviluppato. Per il resto sono sicuro che rimarrà il ricordo di un bellissimo viaggio.

 

 

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