Viaggio di nozze in Giappone 2

Zaino in spalla, solo Ryokan e mai forchette per mangiare!
 
Partenza il: 05/09/2010
Ritorno il: 23/09/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Honeymoon in Japan! 5 settembre 2010 – 23 Settembre 2010

Questo è il resoconto del viaggio di Nozze di Filippo e Luisa, con zaino in spalla, guide Lonely Planet Giappone e Mondadori Tokyo, tutti i Ryokan (B&B in stile giapponese) già prenotati via internet personalmente, senza alcuna intermediazione, il tutto molto semplicemente. Japan Rail Pass ordinato e ritirato presso la filiale H.I.S. di FIrenze. (500€ ca. a testa per tre settimane) Volo andata Alitalia FIrenze – Roma / Roma – Tokyo, volo ritorno JAL, la parte Alitalia decisamente migliore in tutto, confort, cibo e assistenza (750€ a testa).

Arrivo Narita, pochi minuti per check out, ritiro bagagli e attivazione Japan Rail Pass. Arrivati facilmente al Khaosan Samurai Hostel, camera piccolissima con letto a castello (!), personale comunque gentilissimo e ambiente pulito, bagni e docce perfette (wc tecnologici). Nel pomeriggio ci siamo diretti verso il quartiere di Asakusa, vicino al nostro ostello, dove, attorno al tempio Shinjo-ku c’è un grande mercato fatto di piccole botteghe di artigianato, con molti oggetti di buona fattura a prezzi modici, non le solite cianfrusaglie turistiche. Per mangiare abbiamo scovato, vicino al Blue Bridge, un kaiten sushi decisamente buono dai prezzi favolosi, in pratica abbiamo mangiato in due con meno di dieci euro! Abbiamo scoperto che in tutti i ristoranti, o almeno nella stragrande maggioranza, l’acqua viene offerta, addirittura in alcuni viene offerto il the! Dopo un giro al mercato, abbiamo visitato il tempio shinjo-ku, uno dei più importanti di Tokyo. La sera abbiamo trovato, sempre nella stessa zona un ristorante specializzato in tempura e simili, tutto buonissimo e soprattutto economicissimo!

Il mattino dopo abbiamo tentato l’assalto al mercato del pesce di Tsujiki, non siamo riusciti a trovare la sala delle contrattazioni, a dire il vero non ci sono molte indicazione e era un continuo trovare altri turisti come noi decisamente confusi! Girovagando tra una bancarella e l’altra, rischiando continuamente la vita per via dei carrelli motorizzati che sfrecciano a tutta birra tra i corridoi, abbiamo trovato un sushi bar con la fila all’esterno! Abbiamo atteso un’ora, ma siamo stati ricompensati da un menú, scelto mentre eravamo in fila, dal prezzo non proprio economico, ma dalla qualità eccezionale. Il posto è piccolissimo, al massimo entrano 10 persone, tre maestri sushi dietro al banco preparano una loro personale scelta di sushi, basata sul prodotto fresco a loro disposizione, un pezzo dopo l’altro, in pratica ogni singolo pezzo di sushi era fatto al momento! Dopo un meritato riposo, ci siamo diretti a Shibuya, dove siamo stati travolti dall’inferno di musica, suoni e colori della moltitudine di negozi e centri commerciali, letteralmente stipati uno sopra l’altro…. Incredibile lo Shibuya 109, otto piani di negozi, uno diverso dall’altro, di abbigliamento femminile, un paradiso dello shopping, tokyu hands, dove si trova “tutto”, Loft e Muji, anche qui poi, fatta l’ora di pranzo, ci siamo fermati in un posticino specializzato in Ramen…. Inutile ripetere il fatto che fosse tutto buono e molto economico… Abbiamo comunque sperimentato il famoso risucchio…. I tanto silenziosi e timidi giapponesi, di fronte ai rame n, perdono ogni indugio e si esibiscono in risucchi rumorosissimi!

Il giorno dopo abbiamo rimandato la gita a Nikko per il brutto tempo e ci siamo diretti verso Harakuju e Omotesando, altri due paradisi dello shopping… Il primo trendy e “quasi” abbordabile, il secondo più classico, sembra una qualsiasi strada europea, comunque molto elegante e piacevole… Peccato per la pioggia! A causa proprio di quest’ultima, non siamo riusciti a visitare un paio di templi scintoisti in zona e il parco Yoyogi. A pranzo ci siamo rifatti gli occhi nel reparto alimentare di un centro commerciale di shibuya, trovando un posticino specializzato in zuppe. Il pomeriggio è stato il mio turno, visto che siamo arrivati a Ginza, altro cuore commerciale di Tokyo, specializzato in lusso e tecnologia quindi, Canon Gallery, dove ti fanno provare tutto, sia le macchine che gli obbiettivi, Apple store e il famoso Sony Building… Dimenticavo, la mattina siamo stati a Ikebukuro, fuori Tokyo, per vedere il Toyota Annex, purtroppo ancora chiuso (apre alle 11), l’altra cosa da vedere è una mostra permanente di artigianato giapponese, dove è possibile ammirare degli artigiani all’opera, ma soprattutto ammirare dei veri capolavori tra tessuti, coltelli e ceramiche.

La mattina del (numero) ci siamo diretti a Nikko, sfruttando il nostro Japan Rail pass, Nikko è una tranquilla cittadina ai margini di un parco nazionale, dove è possibile ammirare uno dei complessi sacri più famosi del Giappone…. Posticino amabile, fa da contrasto con il caos di Tokyo, con una buona guida si riesce anche ad apprezzare la parte sacra, il posto è comunque affollato oltre che da turisti, anche da molti giapponesi e da scolaresche, nonostante la folla, tutto risulta molto tranquillo e ordinato. Per mangiare abbiamo trovato casualmente un minuscolo ristorantino, per altro consigliato dalla Lonely Planet, dove delle signore gentilissime ci hanno servito un yakitori di pollo per me e un paio vegetariano per Luisa. Come dessert ci siamo fatti coccolare da un signore che, in un altro posticino, attraverso i soliti gesti e sorrisi, ci ha servito un the macha accompagnato da tre minuscoli quanto deliziosi dolcetti…. La sera, dopo esserci riposati e preparati per il prossimo trasferimento, ci siamo gettati nel quartiere di asakusa per finire a mangiare una delle specialità di Tokyo, il o la Monjia! Una specie di okonomiyaki, la famosa frittata fatta alla piastra, che però rimane morbida e un pò collosa, ma decisamente squisita!

Partenza per Takayama, viaggio lungo, di quasi 4 ore, con almeno tre cambi… Un’avventura trovare il treno giusto, ma una volta seduti sullo shinkansen è decisamente un piacere viaggiare.

Unico neo di Tokyo? La difficoltà a trovare posti dove si possa pagare con la carta di credito.

Takayama. Tranquillo paesone nel mezzo delle montagne… All’arrivo alla stazione non si presenta bene, ma custodisce al suo interno un centro storico di tutto rispetto, fatto di casette di legno che ospitano decine e decine di negozi di dolci, sakè e artigianato locale. Per pranzo abbiamo finalmente provato i famosi bento presi alla stazione, l’unico problema è che sono freddi, ma comunque gustosi, pratici e economici. Per dormire abbiamo scelto una destinazione particolare: lo Zenkoji Temple Inn, un tempio Buddista con camere e camerate, simile ad un ostello, ottimo per posizione, un tuffo in un’atmosfera molto intima e mistica, il tempio è accessibile dalla zona ostello, chi vuole può meditare, pregare o compiere un percorso mistico all’interno del tempio. Takayama è un posto denso di cose da vedere e fare, molto bella è la casa del mercante, dove dietro ad un biglietto d’ingresso di 500¥ si può visitare un esempio di architettura lignea giapponese magnifico, tanto da essere ancora preso come esempio da riviste del settore. Inoltre la gentilissima custode offre un the piuttosto strano: Shitake, fatto con funghi. Per la sera ci siamo affidati alla guida, trovando un ristorante che pur non essendo molto tipico, aveva il vantaggio dell’orario, visto che la maggior parte dei ristoranti tradizionali chiude alle 19.30, in ogni caso, cibo buono dal prezzo onesto, molto interessante la bistecca di tofu. Il mattino seguente, in attesa del treno per Kanazawa, ci siamo concessi un giro al mercato mattutino, che si tiene ogni giorno. Molto divertente e pieno di cose da vedere e assaggiare, tra cui degli spiedini del famoso manzo che viene allevato in queste zone, buonissimi.



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