Turkish delight

Dopo meditate e sofferte riflessioni "last minute" su un viaggio in un Paese che visto da fuori sembra una polveriera (attentati di fondamentalisti islamici, dei curdi, scontri di potere tra l'Akp e l'esercito), io e la mia fidanzata decidiamo di partire per la Turchia, come di consueto senza appoggiarci a tour operator per cogliere meglio...
Partenza il: 10/08/2008
Ritorno il: 18/08/2008
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

Dopo meditate e sofferte riflessioni “last minute” su un viaggio in un Paese che visto da fuori sembra una polveriera (attentati di fondamentalisti islamici, dei curdi, scontri di potere tra l’Akp e l’esercito), io e la mia fidanzata decidiamo di partire per la Turchia, come di consueto senza appoggiarci a tour operator per cogliere meglio l’essenza del Paese.

– 10 agosto: partenza da Milano, volo Alitalia, per Istanbul. Preciso, visto che vedevo informazioni discordanti, che è sufficiente la carta di identità valida per l’espatrio per entrare in Turchia. Al check-in mi hanno chiesto di mostrare la prenotazione dell’albergo di Istanbul, in assenza della quale credo serva il passaporto. Non si paga più il visto, ma si deve fare una procedura similare (coda di 30 minuti abbondante annessa), con la quale viene apposto un timbro su un foglio a parte per l’entrata e per l’uscita dal Paese. Vi consiglio di cambiare gli euro in lire turche negli uffici postali, che si trovano facilmente in centro o all’occorrenza anche in aereoporto. Ricordatevi comunque che gli euro sono sempre ben accetti.

Abbiamo approfittato della promozione dell’albergo prenotato via internet che per soggiorni maggiori di tre notti offriva il trasferimento dall’aeroporto all’albergo. L’albergo è l’Adora Hotel, nel quartiere Sultanahmet, nel quale conviene prenotare per essere vicini ai monumenti principali.

– 11 e 12 agosto: visita di Istanbul (palazzo di Topkapi, Musei archeologici, Ayia Sophia, Moschea Blu, Gran Bazaar, Moschea di Solimano, acquedotto di Valente, bazar egiziano, torre di Galata e piazza Taksim). Mi ha molto impressionato innanzitutto la forte presenza della polizia, con controlli tipo- aereoporto degli zaini all’entrata di musei o la presenza di poliziotti in tutte le entrate del Gran Bazar con metal detector portatili. La forte presenza della polizia, unita alla gentilezza e alla disponibilità della popolazione locale mi ha molto rasserenato. Quindi camminate tranquille per le vie della città alla scoperta della grande vitalità di questa città. Riguardo ai ristoranti mi sento di sconsigliarvi l’Hamdi, tanto pubblicizzato dalla Lonely Planet. Per il resto la città è piena di ristorantini, ma anche di chioschi per uno spuntino, dal kebap al baklava, dalle pide alle pannocchie grigliate, dai lokum (nelle cui scatole compare l’immancabile “turkish delight” che ha ispirato il titolo del mio racconto) alle gustose tofte, tutto da digerire con ll’ottimo çay. Quindi siate curiosi, fatevi guidare dalle papille gustative. Ho provato veramente di tutto e non ha mai avuto problemi intestinali.

Un fatto spiacevole è il fatto che nel giro di un anno hanno praticamente raddoppiato i prezzi delle entrate in tutti le principali attrazioni turistiche, e non solo a Istanbul, uniformandoli in 10 euro a testa per entrata. Notavo che fino all’anno scorso le entrate mediamente si aggiravano sui 5 euro. -13 agosto: abbiamo proseguito il viaggio proseguendo per Izmir con un volo di linea Turkish Airlines. Una nota negativa: per problemi del loro sistema che non accettava la mia carta di credito mi sono dovuto appoggiare alla carta di credito di mio padre. Se non che ho scoperto, ovviamente dopo l’acquisto, che senza la presenza del possessore della carta di credito utilizzata per il pagamento gli altri passeggeri non possono viaggiare. Dopo numerose telefonate al call center (ovviamente in Turchia, dopo aver provato invano agli uffici in Italia) abbiamo appurato che la norma si può aggirare con una fotocopia di carta di credito e carta di identità di chi ha pagato. Se non avessimo letto questa postilla scritta in carattere 6 in fondo alla pagina, il mio viaggio forse sarebbe terminato qui. O più realisticamente avrei dovuto ricomprare un altro biglietto, disponibilità di posti permettendo. Onestamente mi sfugge la ratio della norma (da tempo era stato pagato e se è per motivi anti- terrorismo un buon prestanome incensurato mi sembra possa aggirare la norma).



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