Sudafrica: consigli pratici dalla A alla Z

Come organizzare un viaggio in Sudafrica, un Paese vastissimo. Vastissimo e diversissimo. È Africa, ma allo stesso tempo anche Europa, America, Australia
 
Partenza il: 09/10/2017
Ritorno il: 27/10/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

La terra rossa che si butta nell’oceano, il deserto che lascia spazio a foreste verdissime. E poi ancora colline rigogliose, lagune, cascate, distese di terra arida che si alternano a campi fioriti. Un panorama che cambia in continuazione nel giro di pochissimi chilometri, cartoline esotiche che si alternano a paesaggi che sanno di casa.

Il Sudafrica è davvero tutto il mondo in un solo Paese.

In questo diario trovate i miei consigli per organizzare un primo viaggio in questo Paese immenso e generoso. Come al solito consigli pratici dalla A alla Z.

A – Agulhas

La punta più estrema del Sudafrica che più a Sud di così proprio non si può andare. Molti credono che the most southern point sia il Capo di Buona Speranza, ma in realtà quello è il punto più a sud-ovest. Lasciate quindi che i pullman carichi di turisti si fermino lì, voi invece andate oltre anche se per arrivare fino a qui dovete mettere in conto di fare una bella deviazione. Ad attendervi ci sarà sicuramente un vento fortissimo: non lasciatevi scoraggiare e salite in cima al Cape Agulhas Lightouse prima di raggiungere The meeting of the oceans, il punto dove Oceano Indiano ed Oceano Atlantico si incontrano. Chiudete gli occhi e respirate a pieni polmoni, vi sembrerà davvero di essere arrivati ai confini del mondo. Se potete cercate di pernottare in uno degli chalet del Cape Agulhas Rest Camp: il cielo stellato che si vede da qui è da brividi. Indimenticabile.

B – Big five Ovvero i fantastici 5: bufalo, elefante, leone, leopardo e rinoceronte

I big five sono uno dei vanti del Sudafrica tanto da essere riprodotti su tutte le banconote (vedi lettera R – Rand). Ma mentre è piuttosto facile avvistare bufali ed elefanti, per gli altri tre bisogna avere pazienza ma soprattutto taaaaanta fortuna. Noi siamo riusciti a vederne 4 su 5: per il leopardo non c’è stato niente da fare. Qualche consiglio per aumentare le vostre chances di avvistamento: cercate di svegliarvi all’alba (noi i leoni li abbiamo visti proprio durante il morning drive delle 4), guidate molto piano e portatevi un binocolo per scandagliare bene la vegetazione. Ricordatevi inoltre di consultare le bacheche degli avvistamenti presenti nei rest camp (di solito sono posizionate davanti alla reception o allo shop): vengono aggiornate ogni giorno ed è possibile farsi un’idea della direzione in cui si muovono gli animali. Noterete che l’unico animale a non essere segnalato è il rinoceronte. Il motivo? Il bracconaggio che imperversa nei parchi africani. Questa piaga è dovuta al fatto che ancora oggi, soprattutto in alcuni paesi asiatici, il corno di rinoceronte è considerato uno status symbol e gli si attribuiscono proprietà afrodisiache. Sembra pazzesco ma purtroppo è così.

C – Cape Town e la Penisola del Capo The Mother City

A me piace pensare che si chiami così perché tutta la storia del Sudafrica ha avuto inizio qui, con i primi coloni olandesi. In realtà sembra che questo soprannome risalga agli anni ’30 quando un giornale locale dichiarò che l’unica città del Sudafrica a potersi definire metropoli fosse appunto Cape Town: dal greco metro=mother e poli=city —> ed ecco quindi The Mother City. Cape Town è una città incredibile, incastonata tra la Table Mountain e la catena dei Twelve Apostoles da una parte e l’Oceano dall’altra: un anfiteatro naturale che le regala un clima praticamente perfetto tutto l’anno. Noi le abbiamo dedicato 4 giorni, ma volendo ci si potrebbe fermare anche 1 o 2 giorni in più senza annoiarsi. Su Cape Town e la Penisola del Capo sto scrivendo un post a parte, ma inizio ad anticiparvi quello che secondo me non potete assolutamente perdervi:

– salire sulla Table Mountain

– raggiungere il leggendario Capo di Buona Speranza

– fare una passeggiare tra Greenmarket Square e il coloratissimo quartiere di Bo Kaap

– passare una serata al Victoria & Albert Waterfront

– visitare, meteo permettendo, Robben Island Io ve lo dico, a Cape Town lascerete sicuramente un pezzettino del vostro cuore.

D – De Hoop Nature Reserve

Questa è una chicca per veri intenditori anche perché – diciamocela tutta – non è così facile arrivarci. Le dune del deserto bianco di De Hoop sono uno dei ricordi più belli che ho di tutto il viaggio e sono state uno dei punti fissi del nostro itinerario fin da subito. Le cittadine più vicine sono Swellendam e Bredasdorp, che possono essere usate come basi d’appoggio, ma io vi consiglio fortemente di fermarvi a dormire in uno dei meravigliosi cottage di De Hoop Collection: anche se costano mediamente di più rispetto agli standard sudafricani vi assicuro che ne vale la pena! In ogni caso dovete mettere in conto di fare circa 40 km di strada sterrata per entrare e uscire dalla Riserva (fattibile anche senza un 4×4), per cui se decidete di andare e tornare in giornata tenetelo bene a mente visto che sullo sterrato difficilmente supererete i 40km/h. I cancelli d’ingresso sono aperti dalle 7 alle 18 (il venerdì fino alle 19), mentre la conservation fee è di 40R a persona (ingresso gratuito per i possessori della Wild Card, vedi lettera W – Wild Card). Noi siamo arrivati a De Hoop nel primissimo pomeriggio, dopo aver trascorso la notte ad Agulhas, e ci siamo subito diretti alla famosissima duna Koppie Alleen. Ci siamo tolti le scarpe e abbiamo iniziato a camminare controvento, affondando i piedi nella sabbia inaspettatamente dura e fredda. Il deserto bianco ed in mezzo solo noi due. Semplicemente meraviglioso.

E – English breakfast

Uova (fried or scrambled, fate voi), bacon, salsiccia, funghi, toast e marmellata, il tutto accompagnato da una bella tazza di caffè nero bollente. Con una colazione così noi abbiamo molto spesso saltato il pranzo, accontentandoci di sgranocchiare qualche biscotto o barretta e guadagnando tempo prezioso sulla tabella di marcia. In questo caso retaggio dell’imperialismo britannico assai gradito.

F – Fuso orario

Nonostante le ore di volo, il fuso orario del Sudafrica rispetto all’Italia è solamente di 1ora in avanti e – anzi – quando in Italia è in vigore l’ora legale non bisogna preoccuparsi nemmeno di quello. Effetti del jet lag addio.

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Tramonto a Cape Town

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De Hoop Desert

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It's time for Africa

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Leoni al Kruger



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