Senegal e Mali

BREVI NOTE INTRODUTTIVE Syusy è in partenza per un nuovo viaggio, proprio in questi giorni è diretta insieme a Giuseppe Ghinami (l’operatore storico delle nostre trasmissioni) verso i paesi africani del Senegal, Mali e Togo. Questo è solo il primo di una serie di viaggi in terra...
 

BREVI NOTE INTRODUTTIVE Syusy è in partenza per un nuovo viaggio, proprio in questi giorni è diretta insieme a Giuseppe Ghinami (l’operatore storico delle nostre trasmissioni) verso i paesi africani del Senegal, Mali e Togo. Questo è solo il primo di una serie di viaggi in terra d’Africa di Syusy e Pat, destinati a diventare l’argomento di nuove puntate di Turisti per Caso! Ma non precorriamo i tempi: per il momento seguite le tappe del nostro itinerario. Potete anche riprodurne i passi, perché no… Di seguito i primi dieci giorni.

Ringraziamo Alberto e tutti i ragazzi dell’agenzia di viaggi Kel12 per il prezioso lavoro che stanno facendo nell’organizzazione di questo viaggio (come sempre in sinergia con Orso, il nostro immancabile stratega turistico) e per il materiale che ci hanno messo a disposizione. L’itinerario Iniziamo con qualche informazione utile: in Senegal le temperature medie sono di 25°C la massima e 16°C la minima, piogge intorno allo zero.

Syusy parte da Roma e arriva direttamente a Dakar, la capitale del paese. A prenderla e a coordinare tutto il viaggio ci sono due corrispondenti dell’agenzia di viaggio nostra complice: la Kel12.

Il primo pernottamento è previsto all’Hotel La Madrague (3*), Localité Ngor, presso l’aeroporto (15 km dal centro città) Primo giorno Da Dakar, Syusy parte per Bargny (20/30 km da Dakar) dove incontra il musicista Jesus Issa Sek e assiste alla cerimonia totemica del Tuuru. Jesus Issa Sek farà fare la cerimonia Tuuru proprio su se stesso, come occasione per onorare i suoi antenati e presentare la sua etnia, una delle più antiche del Senegal: i Lebou. I Lebou sono pescatori, parlano l’antico egiziano e hanno la straordinaria peculiarità di essersi organizzati in repubblica da tempo immemore. Con loro Syusy può così approfondire un discorso che le sta molto a cuore: la religione tradizionale e la sua diffusione.

Di nuovo il pernottamento sarà all’Hotel La Madrague Secondo giorno Visita di Dakar, capitale senegalese che conta più di un milione di abitanti.

Syusy incontra in città dei giovani artisti e musicisti, sulle tracce di Youssou N’Dour ^ Terzo giorno Da Dakar si vola fino a Bamako, capitale del Mali, il viaggio dura circa 1 ora e mezza. Le temperature medie qui sono di 36°C la massima e 19°C la minima.

Qualche notizia sulla città: nel 1806, quando arrivò il famoso esploratore Mungo Park, Bamako era solo una comunità di 6000 bozo che si dedicavano alla pesca e al commercio. Nel 1883 i francesi invasero la città e nel 1908 trasferirono qui la sede regionale della loro amministrazione. Quando il Mali divenne indipendente – nel 1960 – Bamako ne divenne la capitale.

Mete significative da visitare sono il mercato dei fabbri (casta molto legata al concetto di religione tradizionale, da cuila leggenda di Faro, demiurgo “civilizzatore”); il mercato delle bancarelle di feticci (ossa, pelli, camaleonti essiccati, teste di scimmia marcescenti, e via dicendo…); il museo Muso Kunda (un omaggio alle donne del Mali, dove sono esposti tessuti tradizionali e oggetti per la casa di uso quotidiano).

Per arrivarci è possibile prendere un ‘dourouni’ uno scassato minibus verde assolutamente da provare! Pernottamento all’hotel Plaza.

Quarto giorno Trasferimento in auto da Bamako a Segou, dove si svolge il Festival sul Niger.

La città di Segou era importante in epoca coloniale, in quanto sede del vasto progetto di irrigazione denominato Office Du Niger. I suoi ampi viali e i diversi edifici in stile coloniale danno una idea di quale aspetto avesse la città in quell’epoca.

E’ possibile affittare una imbarcazione e farsi portare a Kalabougou centro di produzione delle terrecotte e a Farako dove si produce la stoffa bogolan.

Pernottamento all’hotel Auberge Quinto giorno Trasferimento in auto da Segou a Djenne.

Djenne, situata su di un’isola al centro del fiume Bani, è la più bella ed intatta delle città carovaniere a sud del Sahara. La sua architettura in stile sudanese risale al XIV secolo.

L’armonia plastica dell’architettura sudanese ha colpito gli europei fin dalle prime esplorazioni, il che l’ha resa sicuramente la più nota tra le forme architettoniche africane.

I palazzi a più piani delle importanti famiglie che controllavano i commerci sahariani, le scuole coraniche, la moschea (il più grande edificio d’argilla nel mondo), formano un insieme abitato unico, che ha meritato il titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

Camminando tra i vicoli della cittadina, oltre ai dettagli architettonici, si possono ammirare dettagli “umani” (che dettagli non sono, tra parentesi!) rappresentati dal lavoro dei “barrey”: i muratori di Djenne. Veri e propri artisti, che edificano case avendo come unico strumento le loro mani ed il fango. Conoscenze tecniche e metafisiche si sommano facendo di un barrey un artigiano ma anche un grande iniziato. Le case che costruisce beneficiano delle sue capacità edilizie e della conoscenza di formule magiche, le sole che davvero preserveranno la casa da disgrazie ed incidenti.

La visita della moschea di Djenne è proibita, si dice perché un fotografo italiano anni fa vi portò delle donne vestite discintamente per fare un servizio fotografico di moda… Ma probabilmente è una leggenda metropolitana. Sta di fatto che entrare nella moschea è impossibile, non c’è riuscito neppure il National Geographic a cui era stata richiesta una cifra esorbitante, ma con la limitazione che la troupe rimanesse all’esterno e la cinepresa fosse utilizzata da un musulmano a cui loro avrebbero dovuto dare istruzioni per l’uso.

In serata Syusy incontra un muscista locale (griot) specializzato nel genere cantastorie, accompagnato da chitarra monocorda. Il genere potrebbe essere definito un rap ante litteram, a metà strada tra l’armonia musicale e il parlato. Una voce profonda in grado di squartare il cielo! Pernottamento all’hotel Campement.

^ Sesto giorno Puntiamo la sveglia alle 5 e mezza per vedere l’alba di Djenne: pare sia uno spettacolo particolarmente suggestivo, soprattutto l’effetto della luce nascente sulla facciata della moschea: una luce riposante, che abbraccia la grande struttura in argilla, valorizzando forme ed equilibri.

Lunedì a Djenne è giorno di mercato: già all’alba i vari studenti delle scuole coraniche si rimboccano le maniche per preparare i banchi di vendita e le tettoie contro il sole, ogni individuo vestirà i più bei costumi della sua etnia. Una folla colorata invade la cittadella arrivando a cavallo, in carretto, in piroga, a cammello, a bordo di rumorosi taxi brouse… Il concetto di mercato ci permette di avere uno spaccato di tutte le popolazioni locali (peul, bozo, marca, barbara, …).



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