Salento ma non solo

Voglia di evadere dalla routine, voglia di sole, di mare, di panorami suggestivi, di cultura. Ma anche voglia di buon cibo e della proverbiale ospitalità dei Pugliesi. Allora è Salento: da godere a settembre perché meno affollato.
 
Partenza il: 13/09/2020
Ritorno il: 22/09/2020
Viaggiatori: 6
Spesa: 500 €

Dopo la piacevole vacanza autunnale dello scorso anno sul Gargano, ci eravamo ripromessi di approfondire la conoscenza della Puglia visitando quanto prima anche il Salento. L’occasione ci si presenta subito quest’anno, poiché, a causa delle limitazioni imposte dal Covid, non è assolutamente pensabile di andare all’estero dovendo viaggiare in aereo. Tanti, anzi troppi, hanno avuto la stessa nostra idea e la Puglia è stata letteralmente presa d’assalto. Scopriamo che alcuni nostri amici sono interessati alla nostra stessa meta e, in men che non si dica, confezioniamo un itinerario per una vacanza a metà settembre, quando le folle di turisti diminuiscono sensibilmente. E ci godiamo il Salento, come sempre unendo le visite culturali e naturalistiche a imperdibili esperienze enogastronomiche.

Lunedì 14 settembre

L’equipaggio si compone di me, Enrica, Fabio, mio marito, i nostri amici Lucia e Gianni con i quali abbiamo diviso tante esperienze di viaggio e a cui si aggiungono altri due amici di sempre, Maria Rita e Pio, che si confermano due persone squisite e che mi auguro vogliano diventare parte della nostra ciurma. Partiamo con due auto in cui viaggeranno tre persone ciascuna per ottemperare alle disposizioni anticontagio.

Intorno alle 07:00 ci ritroviamo, e sistemati i bagagli si parte con l’entusiasmo di sempre.

Il viaggio è lungo e, per spezzarlo, abbiamo previsto di fare una sosta a Castel del Monte: abbiamo prenotato già da casa l’ingresso con visita guidata per le 14:00 (il costo del biglietto è di € 13,00 a persona). Arriviamo intorno alle 12:40, sistemiamo l’auto al parcheggio (€ 5,00) dove una navetta ci porterà in breve ai piedi del castello. Prima però, approfittiamo della caffetteria per mangiare qualcosa.

Avevo già visitato anni fa il castello di Federico II, ma la sua mole, la sua pietra calda che contrasta con un cielo azzurro e limpido, la sua posizione isolata a guardia della pianura sottostante mi stupisce ancora. Puntuale alle 14:00 inizia il nostro tour tra le sale spoglie ma piene di simbolismi e misteri: a tutt’oggi rimane ancora oscura la funzione del castello che nei secoli ha visto cambiare la sua destinazione d’uso e poi infine la riqualificazione che l’ha riportato al suo splendore. Sempre per via delle regole sul distanziamento sociale siamo solo in otto e la guida, molto preparata, in quarantacinque minuti riesce a fornirci tutte le informazioni necessarie.

Riprendiamo quindi il nostro viaggio in direzione di Matera. Qui si impone una precisazione: in realtà avevamo deciso di passare la prima notte in terra pugliese a Polignano che tutti definiscono una cittadina incantevole. Purtroppo a pochi giorni dalla partenza, ci allarma la notizia che proprio a Polignano si è sviluppato un focolaio importante, tanto che il sindaco ha adottato vari provvedimenti restrittivi. Non vogliamo rischiare di finire proprio nell’occhio del ciclone e ci troviamo così d’accordo di fermarci per una notte a Matera, distante da Castel del Monte solo 75 chilometri. La scelta si è rivelata alla fine azzeccatissima sia per i nostri amici che non ci erano mai stati, sia per noi che, pur avendola visitata nel 2017, siamo stati felicissimi di rivederla e rivivere la sua magia. Arriviamo in città intorno alle 17:00 e, lasciate le auto in un comodo parcheggio coperto a pagamento in Piazza Cesare Firrao, raggiungiamo in pochi minuti La Dimora Pietrapenta, in Via Piave 23: dei nuovissimi miniappartamenti accoglienti pur nel loro design minimalista, camera da letto, cucina-soggiorno con divano e bagno molto ampio con doppio lavabo. Unico neo: una scala molto ripida non ideale per trasportare i bagagli. Attendiamo qualche minuto che venga ad accoglierci Elena, in quanto la struttura ha altre camere in Via Lucana e il personale fa la spola da una parte all’altra. In breve siamo sistemati e impazienti di fare i turisti.

Raggiungiamo Piazza Vittorio Emanuele, fulcro della vita cittadina, già stupiti da quanto incontrato strada facendo. In una postazione di informazioni turistiche sulla piazza, prenotiamo direttamente un tour per domattina alle 10:30, al costo di € 15,00 a persona. Poi raggiungiamo Piazzetta Pascoli dal cui belvedere si ha una panoramica della città che comincia ad illuminarsi al crepuscolo e arriviamo nel Sasso Caveoso ai piedi della rupe su cui sorge la chiesa di Santa Maria di Idris che ci avevano detto essere aperta fino alle 20:00. Notizia falsa, ma poco importa, è stata comunque una bella passeggiata. Quello che importa invece, è che, essendo lunedì, troviamo chiusi tutti i locali che ci avevano segnalato, giriamo e rigiriamo inutilmente tanto che ad un certo punto, ho pensato di comprare un trancio di pizza e mangiare in appartamento. Quando il nervosismo cominciava già a contagiare tutto il gruppo, ecco comparire l’insegna de Il Cantuccio, in via delle Beccherie 35, un ristorante piccolo e defilato ma dove alla fine abbiamo mangiato bene spendendo € 20,00 a persona. Ci concediamo ancora un po’ di Matera by nigth, veramente simile ad un presepio tanto che sembra di vivere dentro una favola e poi decidiamo di andare a riposarci, dopo la giornata piena che abbiamo sulle spalle.

Martedì 15 settembre

Usciamo piuttosto presto dai nostri appartamentini, andiamo a sistemare i bagagli nelle auto, lasciandole ancora nel parcheggio: per la colazione ci sono stati forniti dei vaucher da utilizzare in un bel bar gastronomia all’interno del Sasso Barisano. Ottima colazione che comprende sia il dolce che il salato, nonché la cortesia del personale.

Gironzoliamo ancora un po’ prima di arrivare a Piazza del Sedile dove incontriamo la nostra guida, Beppe, un ragazzo preparatissimo che ci illustra Matera sotto tutti i punti di vista, spaziando dalla storia all’urbanistica, dagli aneddoti alla attualità di questa fantastica città. Passano così due ore intense che ci portano a visitare, tra le altre cose, la Chiesa di San Francesco d’Assisi risalente al 1200 e realizzata su un nucleo ipogeo dedicato ai Santi Pietro e Paolo, che ancora oggi può essere visitato passando attraverso una botola collocata all’interno dell’attuale chiesa (sotto la Piazza San Francesco si trova un’ampia zona archeologica), l’esterno della Cattedrale di Maria Santissima della Bruna (l’interno è visitabile ormai solo individualmente a causa del Covid), alcuni luoghi dei set cinematografici ospitati da Matera negli ultimi anni, una casa grotta all’interno di un sasso che ricrea gli ambienti in cui vivevano, in maniera estremamente degradata, gli abitanti della città fino agli anni sessanta del Novecento, quando i Sassi vennero evacuati assegnando agli occupanti gli alloggi popolari ed iniziando così l’ottima riqualificazione che ha portato Matera ad essere Capitale della Cultura nel 2019.

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