Peloponneso itinerante

Esperienza attraverso le quattro dita del Peloponneso tra storia e natura: da Micene a Epidauro, passando per Nauplia e Navarino, sotto le cascate di Polilimnio, risalendo il Taigeto verso Mystras e Sparta, scendendo nel profondo sud del Mani e ancora su fino a toccare Monemvasia per finire nell’azzurro mare di Elafonissos
 
Partenza il: 16/06/2017
Ritorno il: 25/06/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Venerdì 16.06.2017: Partenza con volo Ryanair da Bergamo alle ore 16:10 e arrivo ad Atene alle 19:20 ora locale (1 ora in più rispetto all’Italia) per una durata totale del volo di 2 ore. Atterriamo in mezzo a nuvole e lampi e non appena scendiamo dall’aereo inizia un temporale con pioggia battente. Una volta recuperate le valigie raggiungiamo l’ufficio Firefly all’esterno dell’aeroporto (a pochi minuti a piedi dall’uscita degli arrivi sulla destra) dove ci viene assegnata una Nissan Micra prenotata in precedenza on-line (IPA 3195). Il contachilometri riporta 49.503 km: nota importante da segnarsi per capire quanti km verranno percorsi da qui a fine vacanza. Sotto una pioggia battente, partiamo alla volta di Nafplio nell’Argolide (primo dito ad est delle quattro penisole a sud del Peloponneso). Lungo l’autostrada Atene-Corinto paghiamo più volte il pedaggio ai caselli (accettano monete e contanti e in alcuni casi anche carta): nelle prime due barriere paghiamo 2,80€ e 2,10€. Ci fermiamo in un’area di sosta e per cena ci mangiamo due panini e il tanto atteso kataifi (13€ totale). Riprendiamo l’autostrada, oltrepassiamo ancora altri due caselli (dove paghiamo rispettivamente 1,80€ e 2,45€) e finalmente usciamo in direzione Nafplio- Micene. Da subito notiamo come le strade siano molto diverse dall’autostrada a pagamento: molte curve, due carreggiate poco illuminate, ma nel complesso l’assenza totale di auto e di traffico rendono la guida fluida. Dopo aver percorso quasi 160 km (2 ore circa) parcheggiamo proprio sotto l’hotel Asimoni dove abbiamo prenotato per tre notti. Il gestore è molto accogliente e ci mostra subito la camera con entusiasmo. La camera è molto carina, moderna e pulita, con due balconcini con vista sul castello Palamidi arroccato sulla montagna retrostante. Dopo averci fornito informazioni utili per mangiare e visitare la citta, il gestore ci indirizza verso il cuore di Nafplio: Syntagma Square. La piazza come anche gran parte del centro è lastricato, pulito e ordinato. Bellissime viuzze si intersecano e risalgono sul lato della montagna cintato dalle mura del Kastro. Il centro è animato da localini tipici dove servono prevalentemente cucina greca, mentre sul lungo mare si susseguono locali più commerciali ravvivati dalla movida locale, mai troppo chiassosa. Visitiamo il centro e facciamo una passeggiata sul lungo mare fino a raggiungere la fine del molo che sia affaccia sull’isolotto fortificato di Kastro Bourtzi (raggiungibile solo via mare). Risaliamo verso il Kastro (Akronafplia) per goderci il panorama di Nafplio dall’alto; la brezza è pungente, ma piacevole e la città splendida. Ritorniamo in hotel verso mezzanotte stanchi, ma completamente soddisfatti.

Sabato 17.06.2017: Sveglia alle ore 8:30, colazione presso il bar convenzionato vicino all’albergo (bello, con cascatella naturale e laghetto all’aperto) situato appena sotto l’ingresso del Kastro, lungo l’inizio della scalinata per raggiungere la fortezza Palamidi. La mattinata è dedicata alla piccola spiaggia di Polemarkha, sconosciuta alla maggior parte dei turisti. L’abbiamo “trovata” scandagliando su Google Maps le coste dell’Argolide rivolte verso il Golfo Saronico: qualche settimana prima, mentre preparavamo l’itinerario di viaggio ci ha incuriosito la presenza di un piccolo isolotto a pochi metri da riva. Lo spostamento è di circa 30 minuti in auto da Nafplio, con un ultimo tratto sterrato (ma fattibile) che conduce al monastero di Polemarkha (da cui il nome della spiaggia). Parcheggiamo l’auto all’ombra delle tamerici e ci spostiamo verso la piccola baia a sud, dove (come accadrà spesso durante il viaggio) non c’è nessuno. La spiaggia di ghiaia è bellissima, l’acqua verde e trasparente, contornata da pini marittimi. Dopo aver fatto snorkeling con una maschera ormai deteriorata che butteremo di lì a poco, ci spostiamo verso la piccola isola raggiungibile camminando nell’acqua per pochi metri. Intravediamo tra gli alberi una tenda con qualche persona del posto e alcuni escursionisti che scendono dai sentieri tra il verde appena dietro la spiaggia, ma nulla di più, l’ambiente è quasi deserto. Ci posizioniamo sull’isolotto e notiamo che le rocce sono formate da conchiglie fossili, mentre il fondale tutto attorno è pieno di ricci. Riusciamo comunque ad entrare e nel lato sud troviamo anche uno scoglio da cui tuffarsi: bellissimo! Risaliamo il pendio nella parte nord per scattare qualche foto della baia dall’alto: acqua verde, trasparente e fondale a chiazze scure che a tratti ricorda le calette di Minorca. Dopo quasi quattro ore decidiamo di trovare un posto dove pranzare (la spiaggia è sprovvista di qualsiasi bar o punto di ristoro). Ripercorriamo a ritroso la sterrata, ci fermiamo nella spiaggia appena a nord ma solo per scattare una foto; la fame si fa sentire e decidiamo di tronare sulla strada principale. Diamo un passaggio a un signore che in compagnia della moglie e del figlio tentava invano la discesa a piedi verso il mare. Lo lasciamo proprio all’imbocco della strada asfaltata e ci dirigiamo nella vicina Arkaia Epidauro per pranzo. La cittadina di porto è piccola ma carina, pranziamo sul molo con feta grigliata, insalata greca, zucchine cotte con suvlaki e per finire l’immancabile caffè greco (24,50€). Facciamo un giro alla ricerca della crema solare che scarseggia e ne approfittiamo per recuperare una maschera da snorkeling nuova (12€). Oltrepassiamo la chiesetta costeggiando il mare, passiamo una prima spiaggia, ma ci dirigiamo verso una piccola baia a nord che ci sembra ancora più bella. Qualche albero qua e là, un praticello verde che si prolunga quasi fino a toccare il mare, rendono questa spiaggia particolare e affascinante. Facciamo un sonnellino mentre il sole scompare e il cielo comincia a coprirsi. Al risveglio decidiamo di andare a visitare il sito archeologico di Epidauro che raggiungiamo dopo uno spostamento di soli 20 minuti. Il sito rimane aperto fino alle 20:00 e l’ingresso costa 12€. Nonostante sia molto rinomato non sembra essere curato a dovere: lo si nota fin dall’ingresso dove i tornelli automatici sono completamente danneggiati e non funzionanti. Visitarlo è comunque d’obbligo se non altro per uno degli anfiteatri meglio conservati dell’antichità, la cui acustica è impressionante: consiglio a tutti di posizionarsi al centro e testare di persona questo fenomeno fantastico. Salite poi fino in cima e godetevi il colpo d’occhio della cavea e di tutta la vallata circostante: emozionante. Guida alla mano visitiamo anche la parte sud del sito passando per l’Abaton, il santuario di Asclepio e lo stadio: dopo circa un’ora ci avviamo verso Nafplio (25min di spostamento), dove una volta arrivati ci fermiamo nel primo super market a recuperare la crema solare e un fardello di 25 bottiglie di acqua da 0,5l da tenere in auto, utile per tutta la vacanza (16€). La giornata non è ancora finita quindi decidiamo di visitare la fortezza di Palamidi, ma giunti sul posto scopriamo che l’ingresso è a pagamento (8€) e le visite chiudono proprio al nostro arrivo, alle 20:00. Ritornati in auto, parcheggiamo alle porte del kastro e percorriamo la strada asfaltata che lo taglia per il lungo (dove per altro possono transitare le auto); la parte nord delle mura si affaccia direttamente sulla città e sul porto, mentre nel versante sud lo strapiombo dà direttamente sul mare: in entrambi i casi la vista è stupenda ed il mare, nonostante la vicinanza alla città, è azzurro e limpido con una piccola spiaggia di sabbia e parecchie rocce. Arriviamo fino all’estremo ovest del kastro dove una foresta di cactus sbarra la strada ricoprendo completamente la discesa a mare. Nel ritorno non possiamo che notare la presenza infelice di due relais costruiti proprio all’interno delle mura: un resort risulta meno visibile e quindi anche meno d’impatto, mentre quello del versante est è sinceramente un abominio cubico per altro abbandonato e in totale degrado che deturpa la vista del castello. Trovare parcheggio il sabato è obiettivamente un problema quindi lasciamo l’auto nella parte alta e torniamo in città a piedi. Per cena troviamo un posticino tipico lungo una delle tante viuzze del centro (Karima Kastro): mangiamo due orate, una dolmades e una feta grigliata, acqua, una bottiglia di vino rosso e un caffè greco (54€ in totale: ottimo). Per il dopo cena scopriamo una parte di città davvero affascinante, appena dopo il molo in direzione ovest si susseguono localini sul mare lontani dalla movida locale, appartati e illuminati quasi esclusivamente dal chiaro di luna. Ci fermiamo da Omilos dove beviamo un regal: bellissimo. Dopo un breve giro per la città andiamo diretti a letto alle 2:00 di notte stanchissimi.

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