Nel cuore di Cuba, da est a ovest

Viaggio itinerante nel cuore dell'isola caraibica, da Santiago de Cuba a Baracoa e Cayo Saetia, poi su fino al cuore del Paese
Scritto da: pchan
nel cuore di cuba, da est a ovest
Partenza il: 28/07/2017
Ritorno il: 18/08/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Sabato 29 Luglio // Santiago de Cuba

Dormo beata e penso di essermi svegliata “tardi” (saranno almeno le 6:00 secondo la mia percezione) ma quando guardo la sveglia scopro che sono solo le 4:00! Maledetto jet lag! Facciamo colazione alle 8:00 in una terrazza bellissima e molto ventilata mangiando frittata, tè caldo, insalata di frutta composta da mango, ananas, anguria e platano (divina), succo di mango e pane buonissimo. Dopo colazione andiamo in Plaza De Dolores, piccola ma caratteristica e molto popolata. Noto subito che la popolazione di Santiago è molto diversa da quella della Cuba Ovest: qui c’è una prevalenza di haitiani, dominicani e jamaicani, tutti contraddistinti dalla pelle scurissima. Da qui prendiamo Calle José a Saco, piena di negozi cubani e quindi affollatissima, alla ricerca di una Cadeca. Qui succede una cosa fastidiosa ma tipica di Cuba: una signora ci dice di essere in fila per il cambio soldi e ci fa mettere dietro di lei. Attacca subito bottone proponendoci di cambiare lei stessa i nostri euro, poi quando rifiutiamo ci chiede altro che non capiamo. Quando capisce che non c’è storia si accende una sigaretta e ci dice di passare pure davanti a lei mentre si fuma una sigaretta. In realtà non ero in coda, cercava solo di fregarci cambiandoci i soldi per strada ad un tasso ovviamente svantaggiosissimo per noi. Che roba! Comunque superato questo tranello, entriamo nella Cadeca a cambiare i soldi, poi andiamo al Parque Céspedes. Entriamo nella Catedral de Nuestra Señora de la Asunción, dove è in corso il battesimo di decine di bambini! Dalla terrazza della chiesa di ammira tutta il Parque Céspedes, con l’Hotel Casa Granda, l’Ayuntamiento (dal cui balcone Fidel Castro fece il suo primo discorso da vincitore della Rivoluzione) e la Casa Diego Velazquez, considerata la casa più antica di Cuba. Qui paghiamo 7 CUC (2 CUC l’ingresso normale + 5 CUC l’ingresso con foto) e visitiamo questa stupenda abitazione storica in stile moresco contraddistinta da un porticato superiore chiuso da grate in legno che corrono lungo i tre lati del cortile interno, bellissimo e stracolmo di piante. Siamo appena entrati in una delle stanze quando ci raggiunge una simpatica vecchietta che si offre di farci da guida per 1 CUC. La signora ci mostra le ceramiche spagnole, i vasi tedeschi, il lavapiedi di Capodimonte e il lampadario di Murano, e poi i mobili spagnoli e il tavolone in legno massiccio del Nord America. Tutto stupendo! Terminata la visita usciamo e ci dirigiamo all’Ayuntamiento, dove chiedo di poter dare un’occhiata all’interno, ma senza successo: l’edificio è oggi un ufficio comunale, e i turisti proprio non ci possono entrare. Ci dirigiamo quindi al Balcon de Velazquez dove paghiamo 1 CUC per entrambi e ci affacciamo su un’assolatissima terrazza panoramica. Dopo una breve sosta ci spostiamo ancora più a sud, lungo Calle Corona, e raggiungiamo il Museo de la Lucha Clandestina. Visitiamo il museo, che fuori è una stupenda casa coloniale gialla con inferriate di legno alle finestre, ma dentro è molto piccolo, poco approfondito e soprattutto gelido a causa dell’aria condizionata altissima! Quando usciamo ci fermiamo nella piazzetta di fronte che, oltre ad essere abbellita con meravigliosi Flamboyán (alberi dai fiori rossi), ospita la casa in cui Fidel Castro ha vissuto dal 1931 al 1933. La casa è al numero 6, ma oggi è chiusa e abbandonata. Peccato! Da qui scendiamo verso la Scalinata di Padre Pico, molto caratteristica ma altrettanto trascurata (forse è bella proprio per questo?) che fa molto “America Latina”, poi percorriamo Calle Salcedo, che è un bello spaccato della vera Cuba, con case diroccate e scene di vita quotidiana. Giungiamo alla Torre dell’Orologio e quindi all’estremità nord del Parque Alameda, il quale, contrariamente alle mie aspettative, non è né un parco né un malecon (lungomare), ma una specie di grande banchina portuale da cui partono navi da crociera e traghetti vari, appena ingentilita da un piccolo parco giochi e da alcuni alberi. Qui però c’è una cosa che ci attira e ci diverte parecchio: la gigantesca scritta CUBA in acciaio verniciato di giallo sulla quale è possibile salire per fare foto molto carine!

Abbiamo fame, quindi ci dirigiamo verso il Club Nautico, dove però ci dicono che oggi non hanno né gas né acqua quindi non posso aprire il ristorante! Torniamo quindi alla Cerveceria Puerto del Rey, un locale gigantesco frequentato prevalentemente da cubani, dove prendiamo una birra e una Tukola, la Cola cubana. Il locale però non ci fa impazzire: è caotico, la musica è troppo alta e c’è decisamente troppa gente. Per tornare in centro prendiamo un bicitaxi, poi proseguiamo a piedi fino al Restaurante St. Pauli, dove mangiamo camarones grillé e arroz blanco. Il locale è particolare, con un tetto di plastica sul quale scorre costantemente acqua corrente per mantenere fresca la sala. Mangiamo discretamente bene, ma come sempre a Cuba è un’impresa titanica farsi mettere ad un tavolo che non sia colpito da 18 ventilatori in contemporanea! Usciamo e ci dirigiamo a Plaza de Marte, che visitiamo velocemente sotto un sole feroce, poi rincasiamo per evitare le ore più calde e ne approfittiamo per esplorare un po’ la casa e rilassarci sul terrazzino. Poco dopo purtroppo comincio a stare male: credo di aver preso un colpo di calore, mi gira la testa ed ho una nausea fortissima, che mi costringe a letto per tutta la serata.

Domenica 30 Luglio // Santiago de Cuba

Stamattina sto meglio, anche se stanotte le zanzare ci hanno massacrato. Facciamo colazione sulla terrazza, poi usciamo e andiamo in Calle José a Saco alla ricerca di un cappellino per evitare un’altra insolazione. Ci sono negozi di tutti i tipi, sia prettamente cubani che più internazionali, come Reebok e Adidas. Di fatto Santiago è molto diversa dalle altre città cubane viste finora: qui si respira una forte aria internazionale e, nonostante sia molto meno turistica de L’Avana, sembra girare molto più denaro. Con il nostro nuovo cappellino in testa ci dirigiamo al Parque Céspedes per cercare un taxi che faccia per noi questo giro: Fabbrica Bacardi, Cementerio de Santa Ifigenia, Plaza de la Revolución, Cuartel Moncada. Concordiamo 40 CUC con un tassista molto simpatico e partiamo alla volta della Fabbrica Bacardi, che si trova davanti alla stazione dei treni e non è visitabile se non da fuori. Ripartiamo poi per il Cementerio de Santa Ifigenia e arriviamo proprio durante la cerimonia per il cambio della guardia, che vediamo da lontano sotto l’ombra di alcuni alberi. Il sole è alto e caldissimo e con tutto questo cemento rischiamo veramente un’altra insolazione! Il cimitero è gigantesco, ma è sufficiente fermarsi ai primi 20 metri per viverne l’atmosfera solenne ed imponente e visitare i luoghi in cui riposano i personaggi più importanti della storia di Cuba: José Martí (bellissimo il mausoleo), Emilio Bacardi, il monumento ai caduti della rivoluzione e ovviamente il Lider Maximo Fidel Castro. La tomba di Fidel è una bellissima pietra decorata semplicemente da una targa con la scritta FIDEL. Per accedere alla tomba bisogna ovviamente fare una coda e attendere il proprio turno, dopodiché a due o tre alla volta ci si può avvicinare moltissimo alla tomba e porgere il proprio saluto al Lider Maximo. Per chi volesse si possono anche scattare foto. L’atmosfera è carica di solennità e l’esperienza per me è incredibilmente commovente.



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