London calling again

La nostra seconda visita alla City
 
Partenza il: 18/09/2019
Ritorno il: 25/09/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Con poca fantasia ho ceduto anche io alla tentazione di prendere spunto dall’album capolavoro dei Clash per dare un titolo a questo diario di viaggio. In realtà il titolo in questione è più azzeccato, la prima volta a Londra infatti risale a circa 10 anni fa, pochi giorni che servirono giusto per avere un’idea di una città che avrebbe richiesto molto più tempo.

Dopo tanto tempo si decide di tornare nella capitale inglese in pieno fermento da Brexit, trascorrendovi una settimana nella speranza di poterla esplorare con più calma e consapevolezza rispetto alla prima occasione. Vi trascorriamo una settimana, da mercoledì a mercoledì approfittando di una buona offerta sui biglietti aerei, voliamo infatti con British Airways da Genova, considerando che oramai le low cost non offrono più le offerte imprendibili di un tempo preferiamo , quando possibile, utilizzare compagnie di linea che danno maggiori garanzie in termini di assistenza e servizio.

18 SETTEMBRE

La partenza è fissata poco prima dell’una, pur essendo liguri raggiungere Genova non è comodissimo, dopo la tragedia del ponte Morandi purtroppo la logistica è peggiorata in maniera evidente e ci impieghiamo circa due ore per coprire poco più di 100 km facendo lo slalom fra gli infiniti cantieri lungo l’autostrada e il prevedibile traffico cittadino.

Detto questo arriviamo comunque per tempo, il Cristoforo Colombo di Genova è un piccolo aeroporto quindi i controlli sono rapidi, il volo parte con circa mezz’ora di ritardo ma la giornata è splendida quindi si arriva all’aeroporto di Gatwick comunque in perfetto orario. Da qui ci sono varie possibilità per raggiungere il centro, noi optiamo per il Gatwick Express, il treno che collega l’aeroporto direttamente con Victoria Station. Mi rendo conto che si tratta dell’opzione meno economica, due biglietti andata e ritorno ci costano poco meno di 90 sterline, ma anche la più rapida infatti il viaggio dura circa mezz’ora ed è estremamente comodo.

Per quanto riguarda la sistemazione abbiamo trovato un hotel in zona Notting Hill, il Vincent House Residence. Sono del parere che in grandi città come Londra il rischio di finire in un hotel di scarsa qualità sia molto alto e proprio per questo, avendo risparmiato sui voli, decidiamo di spendere qualcosa in più ma dovendo restare per una settimana cercavamo qualcosa in una zona non troppo defilata ma tranquilla e che ci offrisse anche la colazione. Non è una struttura nuova ma estremamente pulita, a pochi metri dalla fermata della metro a da Portobello Road in una zona ricca di ristoranti, pub e negozi. Per spostarsi a Londra i mezzi pubblici sono fondamentali, la soluzione più comoda ed economica ci è sembrata la Oyster Card, si può fare tranquillamente in qualsiasi fermata della tube decidendo con quante sterline caricarla. Su un soggiorno di una settimana noi decidiamo di caricarle con 50 sterline a testa, consapevoli del fatto che a fine soggiorno ci sarà la possibilità di farcele rimborsare recuperando il credito non utilizzato (comprese le 5 sterline di cauzione) sempre utilizzando le macchine.

Come primo giorno non riusciamo a fare molto, ci concediamo una passeggiata nei Kensington Gardens complice anche la bella giornata di sole, una rarità a Londra. Il nostro obbiettivo è quello di scoprire una città diversa, vedere ciò che per vari motivi non siamo riusciti a vedere durante il primo viaggio, con molta calma e consapevolezza. Per oggi decidiamo di esplorare i dintorni, un giro nel verde, un thè all’aperto con una buona fetta di dolce tanto per iniziare ad entrare nel clima di questa immensa città. Prima di rientrare in hotel percorriamo una parte di Portobello Road che dista poche centinaia di metri, ci sono tutti i negozi aperti e devo dire che l’impatto visivo è molto interessante, i colori, il continuo viavai di persone rendono tutto ancora più caratteristico, non mancheranno comunque le occasioni nei prossimi giorni per potervi ritornare. Come già detto prima ci sono locali ovunque, come prima sera ne sperimentiamo uno abbastanza vicino all’hotel, il The Champion è il classico pub inglese, atmosfera allegra, luci un po’ basse, ed in più ha la storia nel senso che era frequentato da Freddy Mercury in persona e i riferimenti sono ovunque.

19 SETTEMBRE

A Londra il meteo è un fattore fondamentale, bisogna sempre essere preparati al fatto che possa cambiare repentinamente, di solito in peggio. Anche per questo motivo lo teniamo sotto controllo costantemente, e secondo le previsioni ci attendono alcuni giorni di sole e temperature miti, da non credere. Questa è la ragione che ci spinge a lasciare per gli ultimi giorni le visite dei musei quando il tempo dovrebbe peggiorare, oggi facciamo una passeggiata un po’ inedita e forse poco conosciuta,

Un lungo percorso che da King’s Cross arriva alla Little Venice passando attraverso una zona di fatto industriale ma abilmente recuperata all’uso abitativo. Conosciuta un tempo come zona poco raccomandabile King’s Cross negli ultimi decenni è stata oggetto di continui lavori di riqualificazione che l’hanno trasformata in una delle zone più trendy della città, con nuove piazze e strade. Non c’è dubbio che ormai quest’area sia diventata un polo di attrazione per la scena artistica e underground londinese, il teatro all’aperto di Granary Square è dedicato alle esibizioni di musicisti ed artisti di strada, ma non è l’unica cosa degna di nota. Percorrendo il Regent’s Canal in direzione Little Venice si incontrano per esempio il Gasholder Park, un moderno parco ricavato da un vecchio gasometro dismesso. In generale questa passeggiata offre molto a chi vuole vedere qualcosa di diverso, le mura lungo il canale sono ricche di murales realizzati anche da grandi street artist come Banski, le caratteristiche imbarcazione che un tempo solcavano il canale oggi sono state trasformate in ristoranti o battelli per il trasporto dei turisti, ma sono comunque interessanti da vedere. Ci sono alcuni scorci che gli appassionati di architettura ameranno senza dubbio, da profano ho notato una grande ricerca nel recupero di materiali e strutture, si può parlare di archeologia industriale quando anche il metallo diventa un materiale dominante nella realizzazione di abitazioni.

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Trafalgar square

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London eye

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St paul cathedral

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Londra

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Tower bridge

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Torre di londra

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Torre di londra

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Londra



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