Java, Bali e Sulawesi – 3a parte: Sulawesi

14 AGOSTO – ARRIVO IN SULAWESI ED INCONTRO DEL TERZO TIPO NELLA GIUNGLA… Sveglia alle 6’45. Dopo la colazione partiamo per l’aeroporto che per fortuna dista solo 15 minuti di pulmino, è anche per questo che avevamo scelto di passare l’ultima notte a Jimbaran. Il nostro volo parte alle 9’15. Dopo aver sorvolato il Gunung Agung, che...
 
Partenza il: 29/07/2004
Ritorno il: 26/08/2004
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 2000 €

Ci fermiamo nel secondo dove stanno anche i miei. Le stanze sono molto spartane: un letto con la zanzariera, un bagnetto con water e mandi. Però dopo le vicissitudine di prima, ci sembra un sogno. Costa 13 euro al giorno con i tre pasti inclusi! Visto che ormai è tardi per addentrarsi nella foresta e vedere i Tarsier, rimandiamo il trekking alla mattina successiva per le 4! Ceniamo con i miei: tonno alla griglia, riso, verdure, frutta. Andiamo a letto prestissimo ma non dormo per niente quasi! La paura di trovare scarafaggi o ragni sopra la mia testa è più forte, inoltre fuori c’è un vento pazzesco e tutto ciò è molto inquietante! Tant’è che quando suona la sveglia alle 3’30 sono contenta! 15 AGOSTO – L’INCONTRO CON I TARSIER E I MACACHI NERI Alle 4 siamo tutti pronti fuori dalle nostre stanze, con pantaloni da trekking, calze spesse, camicie a maniche lunghe, mio padre con la lampada frontale!… Il cielo è stupendo, ci sono milioni di stelle e la via lattea è chiarissima. Iniziamo la camminata che ci porta nel cuore della foresta. Siamo uno dietro l’altro con delle torce per illuminarci, ci accompagnano tre rangers. Dopo circa un’ora di camminata, sentiamo rumori sospetti tra gli alberi. Arriviamo vicino ad un enorme fico e i rangers ci dicono di sederci in silenzio ed attendere… Dobbiamo aspettare il rientro dei Tarsiers dalla caccia notturna nel loro rifugio per il giorno, ossia questi “figtrees”. Stiamo in silenzio a scrutare l’oscurità, orecchie tese per cercare di captare ogni minimo rumore, è un momento bellissimo… Ad un certo punto, a rompere la magia di questi istanti, uno dei rangers mi chiede se ho dei fazzoletti di carta… perché ha mal di pancia e mi fa capire che deve andare a “liberarsi” dietro qualche albero!… Non vi dico le risate con Enrico e Giorgia!!… Quando torna, evidentemente molto più rilassato, inizia ad imitare il grido dei tarsiers, per chiamarli. E funziona! Dopo poco sentiamo i rami muoversi e quel gridolino stranissimo! Di colpo il ranger ci fa segno di avvicinarci all’albero. C’è un piccolo tarsier appeso ad un tronco. Che emozione! E’ bellissimo! Piccolissimo! Con degli occhi enormi! Gira la testa a 360 gradi, è impressionante! In un attimo salta e si rifugia nell’albero, che ha il tronco vuoto. Per fortuna ce ne sono altri in giro e possiamo osservarne due in un alberello. Siamo agitatissimi di poter assistere ad un simile spettacolo!… Sembrano dei piccoli Gremlins, ma quelli gentili! Dopo un po’, quando tutti gli animaletti sono rientrati nell’albero, proseguiamo la nostra camminata sperando di avvistare i macachi neri, che abitano la foresta. Purtroppo non abbiamo questa fortuna, in compenso vediamo dei bellissimi tucani coloratissimi.

Dopo circa 4 ore di camminata, torniamo al Ranger Homestay, dove ci aspetta la prima colazione. Sono le 9 e abbiamo già fatto un sacco di cose! Decidiamo di andar a rilassarci un po’ sulla lunga spiaggia nera e deserta che costeggia la foresta. Paolo, un po’ stanco perché non ha dormito per niente, rimane in camera. Con i miei, Giorgia, Enrico e un ragazzino che ci fa da guida, andiamo alla spiaggia. E’ veramente bella e particolarissima con questa sabbia nerissima! Abbiamo fatto bene a portarci la maschera perché anche i fondali sono molto belli, c’è la barriera corallina vicinissima al bordo.

Quando finalmente ci sdraiamo per riposare un po’, la guida mi viene vicino e mi dice: “macacca, macacca!”. In un attimo realizzo e mi alzo di scatto raccogliendo come posso la mia roba. Siamo in costume da bagno, ci infiliamo velocemente pantaloncini e infradito, mettiamo via le maschere negli zainetti, l’asciugamano, la macchina foto e la videocamera intorno al collo (e già… visto che Paolo non c’è, mi ero portato dietro tutte e due!) e ci precipitiamo dietro il ragazzino che si è già addentrato nella foresta. Quello che facciamo in seguito dimostra la nostra eccitazione e incoscienza: corriamo come dei pazzi in mezzo alla giungla, con i soli infradito e le cosce scoperte, ci graffiamo ovunque, non ci fanno più paura i rami taglienti o gli insetti! Alla faccia dei pantaloni e scarpe da trekking indossate al mattino!!!… L’adrenalina è alta! Finalmente li avvistiamo!! C’è un branco di macachi neri proprio vicino a noi! Nel frattempo, oltre al ragazzino, erano arrivati altri due ragazzi che molto gentilmente si propongono di scaricarci dei nostri zaini e degli asciugamani per permetterci di scattare fotografie senza essere ingombrati. Uno addirittura era andato in spiaggia a recuperare tutta la roba che avevamo lasciato, nella fretta!… Questi macachi sono proprio belli: hanno il muso lungo e dei pelli dritti sulla testa che li fanno sembrare punk! Li inseguiamo per un po’ ma per noi diventa sempre più difficile avanzare nella giungla, mi accorgo di avere le gambe tutte graffiate! Per di più mi accorgo di essere morsa da un ragnetto o formica rossa sul piede! Fa un po’ male! Alla fine decidiamo di tornare indietro alla spiaggia. Questa corsa improvvisata dietro i macachi è stata bellissima e siamo ancora tutti agitati. Mi spiace che Paolo non abbia potuto vederli! Per fortuna con la videocamera ho fatto delle belle riprese che gli faccio vedere subito al nostro rientro per farlo morire d’invidia! Il tempo di farci una doccia veloce con il mandi siamo di nuovo pronti per una nuova avventura: siamo stati tutti invitati ad una festa nel villaggio organizzata da una famiglia benestante per il 15 agosto (il nord Nord Sulawesi è cattolico). Ci dicono che ci sarà il buffet e che pranzeremo lì anziché al Ranger Homestay. L’esperienza ci attrae e accettiamo subito! Effettuiamo il tragitto caricati sul pick-up del proprietario dell’homestay, seduti su delle panche di legno che balzano ad ogni buca! È piuttosto movimentato ma divertente! La festa è stata allestita davanti ad una casa, ci sono delle panche sulla stradina, un enorme tendone azzurro copre il terrazzo della casa dove sotto sono state sistemate delle sedie a platea. Diverse persone prendono la parola con un microfono e recitano quello che mi sembrano preghiere o sermoni. Nel frattempo alcune donne stanno allestendo un buffet su un tavolo vicino a noi e possiamo osservare bene tutte le pietanze che ci verranno offerte. Oltre alla Coca Cola allungata con l’acqua (del rubinetto ahimé), scopriamo delle cose non proprio piacevoli: chiediamo chiarimenti ad una donna inglese che vive qui e ci dice che ci sono piatti di cane e di pipistrello, considerati prelibatezze in Sulawesi! Oddio!!!… E io che morivo di fame! Per fortuna portano anche del riso, della frutta, della zuppa e delle torte. Ci viene dato un piatto con un cucchiaio e quando finiscono i discorsi, siamo tutti invitati a mangiare, la gente si butta letteralmente sui vassoi! Ci saranno almeno 50 persone! Anche sotto il tendone c’è un grande tavolo con gli stessi piatti di quelli che erano vicino a noi sulla stradina. C’è musica pop indonesiana a tutto volume e sotto il tendone non ci si sente talmente le casse sono enormi!!… Mio padre, molto coraggiosamente, assaggia sia cane che pipistrello, per rispetto delle tradizioni e soprattutto per curiosità! Ma non rimane molto colpito dal sapore della carne… Dopo un po’, scappiamo, ho la testa che mi scoppia per la musica altissima e l’emozione di aver visto questi vassoi di cane con quelli ancora vivi che gironzolavano sotto i tavoli, in attesa di essere sacrificati anche loro (?!)… Il bello è che hanno tanti cani, come animali da compagnia. Ho chiesto a uno se mangiavano anche i loro cani e mi ha risposto di no, che li vanno a comprare al mercato… Alle tre del pomeriggio, salutiamo i miei, che si fermano ancora un giorno e partiamo con l’autista del giorno prima (che ci era venuto a prendere) per Tomohon, la capitale della regione dei Minahasa Highlands dove ci fermeremo tre notti.



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