Il Giappone in shinkansen

Un viaggio affascinante tra antichi templi e palazzi moderni, tra tradizione e modernità
Scritto da: evenly
Partenza il: 10/11/2014
Ritorno il: 22/11/2014
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Dopo mesi di lavoro estivo senza avere il tempo neanche di uno sguazzetto in acque nostrane, mi rendo conto di avere ben due settimane di ferie nel mese di Novembre. Ed ecco che inizio a informarmi per prenotare voli e ostelli da qualche parte nel mondo. Dopo molto cercare e informarsi su costi, stagioni e posti, la decisione è questa: andrò in Giappone da sola. Questo sarà il mio primo viaggio sola. In realtà la decisione non è arrivata nè così semplice nè così veloce. Ho passato almeno qualche mese leggendo blog di viaggiatori e viaggiatrici solitari, controllando quasi giornalmente i voli aerei. Avevo paura.. Paura di sentirmi sola, di stancarmi, di incontrare persone poco raccomandabili, di non saper affrontare situazioni inaspettate.. Una paura che mi ha fatto esitare in più di un’occasione nell’acquistare quei maledetti biglietti aerei. Non so cosa mi abbia dato la spinta per decidermi finalmente, so solo che ci è voluto un po’ di tempo e tanta positività e voglia di viaggiare. In realtà la scelta del Giappone come prima meta in solitaria non è stata casuale, e anzi, in quel momento il Giappone rappresentava tutto ciò che andavo cercando: cultura, architettura e paesaggi, cibo. Inoltre il Giappone, oltre ad essere un paese tecnologicamente molto avanzato, è anche molto sicuro. Tutti fattori, questi, che hanno sancito “la vittoria” del paese del Sol Levante su tante altre destinazioni.

Per avere qualche informazione pratica, la compagnia aerea Alitalia vola diretta su Tokyo e in bassa/media stagione applica delle promozioni davvero vantaggiose (anche questo in realtà è stato un fattore determinante per la mia scelta..). Alitalia a/r diretto sull’aeroporto di Narita, Tokyo, a € 500. I voli bisogna tenerli controllati spesso perchè il prezzo si alza e abbassa continuamente. Per gli italiani in viaggio di piacere in Giappone, se per un periodo che non supera i 90 giorni, il visto non è necessario.

Ora che ho prenotato i voli, devo capire come muovermi all’interno del paese, dove dormire, che città vedere. Leggo diversi blog, la guida turistica a cui sono affezionata, la Lonely Planet, e chiedo consiglio a qualche amico che è già stato nel paese degli imperatori dagli occhi a mandorla. Decido di pianificare l’intero viaggio, tappa per tappa, calcolando il più possibile i tempi di percorrenza e le attrazioni principali da vedere: ho due settimane a disposizione, ma calcolando che i primi due giorni sono spesi per il viaggio (il fuso orario Italia – Giappone è di 9 ore), e che un altro giorno lo devo calcolare per il rientro, e considerando che il Giappone è un vasto arcipelago costellato da meraviglie da visitare, il tempo non è molto. Informandomi un po’ su internet scopro che il miglior modo di viaggiare attraverso il Giappone è con i treni ad altissima velocità, comprando un Japan Railway Pass. Il pass va acquistato su internet al sito http://www.japan-rail-pass.it/ prima dell’arrivo in Giappone e può essere facilmente spedito a casa prima della partenza; la sua durata è variabile e solitamente va di settimana in settimana; il suo prezzo è piuttosto alto ma permette di viaggiare su treni comodissimi ad altissima velocità, raggiungendo località remote in poche ore: io ho speso € 336 per 14 giorni. I treni giapponesi sono chiamati Shinkansen o “bullet trains”, per la loro forma: sono estremamente puntuali e vanno veloci come dei “bullet”. Esistono tuttavia delle linee ferroviarie non coperte dal JR Pass per cui è bene stare attenti. A tal proposito, sempre informandomi via internet, ho scoperto un App gratuita scaricabile su Smartphone che dà indicazioni molto dettagliate su orari dei treni, binari, percorrenze: si chiama Hyperdia ed è uno strumento estremamente utile.

Siccome vagherò solitaria per le vie del Giappone, e siccome di senso dell’orientamento, con o senza cartine, ne ho davvero poco, inizio a informarmi sulla connessione internet portatile. Su internet trovo diverse opinioni: c’è chi afferma che il Wifi in Giappone non sia facilmente usufruibile, c’è chi dice che invece lo sia. Vista l’esperienza australiana in termini di Wifi, inizio a informarmi sul Pocket Wifi e mi sembra una buona idea visto che avrò sicuramente bisogno delle mappe. Mappe a parte, posso anche rimanere spesso in contatto con chi in Italia si preoccupa per me e controllare sempre gli orari dei treni. Prenoto il dispositivo con la compagnia Emobile; lo noleggio per un paio di settimane con ritiro e spedizione presso il terminal dell’aeroporto di Narita (per maggiori info si veda il sito http://japan-wireless.com/).

Il bagaglio che uso è quello che ha percorso anche le strade australiane: il mio backpack; lo riempio poco perchè questa volta mi toccherà portarmelo spesso sulle spalle visto i numerosi spostamenti previsti: due paia di jeans, molte magliette sia a maniche corte che a maniche lunghe, qualche felpa, una giacca più leggera e una più pesante, la biancheria, ma soprattutto macchina fotografica, guida turistica e passaporto. Ah sì, porto anche un costume, perchè non si sa mai che magari capito in uno di quegli Onsen di cui si sente tanto parlare.

Infine, l’itinerario: partenza da Milano Malpensa il giorno 10 Novembre e arrivo a Narita, Tokyo, il giorno 11. Trasferimento immediato a Kyoto e pernottamento per 4 notti. La tappa successiva sarà Nara, poi Hiroshima e Miyajima. Breve stop ad Hakone e ritorno a Tokyo dove rimarrò per 3 notti per poi ripartire alla volta di Milano il 22 Novembre. Le tappe le ho decise in base alle attrazioni da visitare, cercando di vedere i diversi volti del Giappone: la città moderna (Tokyo), la città antica e ricca di cultura e tradizione (Kyoto e Nara), la sua storia tangibile (Hiroshima), e la sua variegata natura (Miyajima e Hakone). Ho uno zaino sulle spalle, il passaporto, la macchina fotografica e un viaggio di una decina di giorni lungo le strade giapponesi; sto andando alla ricerca di luoghi, di volti, di storie. Il timore di questo viaggio mi rimane fino a quando mi metto lo zaino in spalla. Da quel momento in poi mi sento pervadere da un’energia e un entusiasmo unico. Che figata, è l’ora del Giappone! Prima di partire decido anche di cambiare una piccola parte dei miei risparmi in Yen, in quanto leggo che in molti alberghi e ostelli non accettano pagamenti con carte di credito o bancomat e, tanto per facilitare le cose, non abbondano neanche gli sportelli bancomat per poter prelevare in città. Faccio più o meno una stima di quanto possa venire a costarmi il tutto, tra pernottamenti e pasti e cambio circa €1000 che equivalgono più o meno 120.000 yen… Che poi, quando vedo tutti quegli Yen, mi sembra di essere Paperon de Paperoni.



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