Una gita vicino Cuneo, un assaggio del mondo occitano

Una gita di un giorno tra Dronero e la Valle Maira
 
Viaggiatori: 1
Spesa: Fino a €250 €

La gita di oggi mi porta in una remota valle nella provincia di Cuneo: la Valle Maira. La decisione è stata dell’ultimo momento, senza alcuna prenotazione per visite di quei musei e chiese che la richiederebbero.

Dronero

Sono le 9 del mattino quando arrivo a Dronero e parcheggio l’auto davanti alla stazione ferroviaria. Inizio la mia visita raggiungendo ed attraversando il ponte del Diavolo che, vecchio di quasi 800 anni, supera il torrente Maira con le sue tre campate disuguali e con l’inusuale caratteristica data dalle sue merlature. Scendendo verso la riva sinistra del torrente arrivo al vecchio mulino ad acqua della Riviera, che da una decina di anni è stato rimesso in funzione. Salendo nella parte alta del borgo, incontro dapprima la chiesa parrocchiale dei SS. Andrea e Ponzio, con il suo bel portale gotico in pietra chiara che contrasta con il colore mattone della facciata. Proseguendo, nell’area dove via Roma si immette nella SP422, si presenta una inusuale costruzione ottagonale, con archi ogivali affrescati: si tratta della quattrocentesca loggia del Grano. Scendendo lungo la SP422 per tornare all’auto, sosto a lungo sul relativo ponte, che costituisce un ottimo belvedere per ammirare il ponte del Diavolo e gli edifici sulle due sponde del torrente.

Villar San Costanzo

Imposto il navigatore per raggiungere la Frazione Morra di Villar San Costanzo. La mia destinazione è il Caseificio Valle Macra per l’acquisto di qualche tipico formaggio locale. Il posto è abbastanza frequentato e l’attesa nel cortile esterno (per il rispetto delle regole anti-pandemia) non è brevissima. Riprendo la strada per dirigermi a Villar San Costanzo alla chiesa parrocchiale di S. Pietro in Vincoli. Visito gli interni settecenteschi e poi, dal prato dietro l’edificio, posso ammirare l’abside ed il bel campanile di fine duecento. La cripta del XII secolo e l’affrescata cappella di San Giorgio sono invece visitabili solo con visita guidata.

Riprendo l’auto per dirigermi alla vicina Riserva Naturale dei “Ciciu del Villar”, termine che nel dialetto locale significa “Fantocci di Villar”. Si tratta di piramidi di terra a forma di fungo, il cui cappello è costituito da un masso di gneiss, una roccia molto più dura e resistente del sottostante materiale che forma il gambo. La formazione è da ricondursi al processo di erosione del terreno da parte della pioggia: le porzioni di terreno protette dai massi di gneiss, probabilmente rotolati dai versanti rocciosi circostanti, sono progressivamente emerse rispetto al terreno circostante, che di fatto si è abbassato. In biglietteria viene consegnato un pieghevole che illustra il processo di formazione dei Ciciu e che contiene una mappa dei possibili percorsi, più o meno difficoltosi, che è possibile percorrere nella riserva. Seguo il percorso “ciciuvagando”, che permette, pur essendo poco impegnativo, di osservare la maggior parte dei Ciciu .

A questo punto ritorno alla Frazione Morra per andare a vedere la pedancola sul torrente Maira, di cui avevo colto in precedenza l’indicazione lungo la strada. Dopo aver perso un po’ di tempo per cercare un posto dove parcheggiare l’auto, lascio finalmente la strada asfaltata per incamminarmi su stradine di campagna e sentieri che conducono al torrente. Dopo un percorso che la calura dell’ora fa percepire come abbastanza lungo, eccomi infine alla pedancola. Si tratta di una passerella pedonale di tipo “tibetano”, in cui la struttura portante è rappresentata da funi le cui estremità sono fissate a sostegni metallici fondati sulle due rive opposte. Benché le funi in acciaio ed il grigliato metallico su cui si cammina diano un senso di sicurezza infinitamente maggiore rispetto all’originale “tibetano” in corda e legno, e benché al di sotto del ponte non si aprano vertiginosi precipizi ma si presenti solo un greto sassoso a pochi metri di profondità, tuttavia non manca l’emozione quando, avanzando lungo la passerella, al movimento di ogni piede corrisponde un moto di deformazione e oscillazione longitudinale e trasversale della intera struttura. Con le mani pronte ad afferrarmi alle funi laterali che costituiscono il mancorrente, completo con lentezza ed in totale solitudine il percorso di andata e ritorno.

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villar_san_costanzo_ciciu

dronero_ponte_del_diavolo

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