Due settimane in Giappone tra zen e manga

In treno con il Japan Rail Pass fra Tokyo, Kyoto, Hiroshima, Nikko, Nara, Kamakura...
 
Partenza il: 22/07/2012
Ritorno il: 05/08/2012
Viaggiatori: 4
Spesa: 3000 €

Due settimane sono veramente poche… bisogna correre e rimane una gran voglia di tornare… cosa che non mancheremo di fare, ci sono viaggi che al ritorno fanno dire “visto, passiamo ad altro” e quelli che fanno dire ”visto troppo poco, vale la pena ritornare” e il Giappone l’abbiamo messo in questa seconda categoria!

Siamo in 4, una coppia “matura” con 2 figlie grandi. Partiti il 22 luglio e tornati il 5 agosto 2012.

Biglietto aereo tramite il CTS (di cui ci serviamo sempre per i voli importanti e che secondo noi è competitivo come prezzi e soprattutto per appoggio e garanzie in caso di problemi.

Il volo è costato 651 euro a testa (Aeroflot/Alitalia Milano Mosca – Mosca Tokio) e l’abbiamo prenotato e pagato il primo marzo.

Abbiamo scelto di fare anche il Japan Rail Pass da 14 giorni, costato ben 475 euro a testa (quasi come il volo!), incastrando perfettamente le date dell’arrivo e del rientro in modo da usarlo anche per il transfert da Narita a Tokio e ritorno sfruttandolo completamente. Avendo moduli da 7 giorni bisogna programmare un po’ il viaggio in base agli spostamenti! Abbiamo poi cercato di sfruttarlo al massimo anche a Tokio dove due linee di metro sono sempre della JR. Non siamo riusciti a verificare i costi di tutte le tratte che abbiamo fatto per vedere se effettivamente ci è convenuto. Sappiamo solo che Tokio Kioto vale circa 135 euro, quindi alla fine mi sa che ne valeva la pena! Di certo è di una praticità estrema andare e venire liberamente ovunque ed anche, nelle tratte più lunghe, poter prenotare gratuitamente i posti.

Abbiamo preso un tot di yen in Italia, un po’ in banca e un po’ in posta (un po’ più vantaggiosa nel cambio) e abbiamo attivato il bancomat per i prelievi all’estero. Presso gli uffici postali si trovano gli ATM internazionali per i prelievi, molto comodi e meno costosi del prelievo con carta di credito. Ci sono rimasti dei soldi e li abbiamo ricambiati in aeroporto senza rimetterci molto.

Gli alberghi li abbiamo pagati tutti con la carta di credito e anche qualche altra cosa.

In totale, compreso volo, treno, ingressi, hotel, cibo, guide, assicurazione e i numerosi souvenir il viaggio è costato 2300 euro a testa.

I nostri cellulari hanno funzionato perfettamente (contrariamente a quanto segnalato in molti diari), forse perché sono degli smartphon 3band.

Per le prese (americane) abbiamo controllato che tutti i caricatori del PC, dei cellu, della videocamera e delle macchine fotografiche avessero la scritta che permette l’uso anche in Giappone, cioè che è accettato il range 100/230 V.

Il nostro piccolo portatile ci ha permesso inoltre di collegarci a internet in tutte le stanze degli hotel perché tutte hanno il cavetto free. Diversamente il wi-fi di solito è solo nella hall.

Il caldo è stato torrido, quasi insopportabile, ma, al contrario di tanti diari letti, non abbiamo visto una goccia di pioggia, solo sole e afa. Ci siamo tirati dietro gli ombrelli per niente! Nei luoghi chiusi, metro compresa, cannoni d’aria gelida….un foularino non guasta! I famosi distributori di bibite ovunque sono una coloratissima manna, anche se noi, per risparmiare, ci siamo fatti sempre i bottiglioni al Lawson o al Family Mart (un bottiglione da due litri costa poco più di una bottiglietta da mezzo litro del distributore).

Sempre in questa ottica i pranzi li abbiamo fatti “nel pugno” con onigiri, sushi, polletti fritti e simili presi nei Lawson, devo dire tutto buono fresco e leggero. La sera invece abbiamo sempre cenato in ristorantini frequentati da giapponesi dove fra l’altro ti servono caraffe di ottima acqua gelata gratuita. Visto che in tutte le camere c’è il frigo a disposizione ci siamo sempre tenuti qualche birretta giappo presa al Lawson per il bicchiere della staffa e pasticcini e yogurt per la colazione da abbinare al the verde fornito dall’hotel. Direi quindi che per il mangiare abbiamo speso molto meno di quello che pensavamo e comunque molto meno che in Italia (una media di 5/7 euro a testa a pasto!)! E’ chiaro che però se uno incomincia durante il giorno a farsi caffè, gelati e snack in giro spende molto di più (2 caffè e una bibita allo Starbucks di Shibuya ci sono costati come una cena!). Il nostro budget era limitato……….viaggiamo della serie “meglio pane e cipolla e in giro per il mondo che a casa” e una volta speso il necessario per aereo, trasporti, hotel e ingressi del resto poco c’importa, a parte i classici souvenir!

Comunque ottimi i dolci con gli azuki, la zuppetta di miso, le ostriche alla brace, i cetrioli sotto sale sullo spiedino, tutti i tipi di onigiri, gli okonomiyaki, udon, anguilla, soba, ramen etc etc. Da non perdere “tutto” al the verde. Considerato che non amo il the e tanto meno quello verde devo confessare che mi sono ricreduta, i dolci, i gelati, i pasticcini al thè verde in tutta la loro numerosa gamma sono squisiti e ci ho fatto regolarmente colazione e merenda!

Ci è mancata molto la frutta, costa moltissimo e se ne trova poca, una pesca 3 euro, decisamente qui non usa.

Da notare invece la pezzuola/sudario/asciugamano che praticamente tutti maneggiano e usano per asciugarsi e rinfrescarsi, tipo quella dei tuffatori dal trampolino. Ci siamo subito adeguati alla tradizione locale, una pezzuolina a testa e via. Utile e gradevole. Fra l’altro ogni tanto si trovano blocchi di ghiaccio esposti a disposizione su cui rinfrescare la salvietta. Forte!

Tokio è mitica, ci abbiamo lasciato il cuore. I quartieri così variegati e affascinanti e meriterebbero più di un giorno a testa e sono tanti! Se poi si visitano i tanti musei, cui purtroppo abbiamo rinunciato, ci vorrebbe ancora più tempo. Come primo impatto, siamo rimasti contenti di questa scelta, perché abbiamo colto Tokio nella sua essenza di città unica e fuori dal comune: saremmo stati seduti ore nella Takeshita Dori o nella Omote Sando ad osservare la gente, per non parlare del negozio Animate a fianco del Sunshine City o del Mandarake: da sballo! Ma il tempo è volato!

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