Dixieland, viaggio nel profondo sud degli USA

Il nostro viaggio di due settimane nel su degli Stati Uniti, una zona intrisa di storia, dalla guerra civile alla segregazione, ma legata anche alla musica, qui infatti sono nati il jazz, il bues, il rock n roll e il country. Un viaggio intenso a diretto contatto con la gente del posto
Scritto da: valeria23
dixieland, viaggio nel profondo sud degli usa
Partenza il: 08/09/2018
Ritorno il: 22/09/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

8 Settembre

Ci presentiamo prestissimo a Malpensa, ieri non mi hanno fatto fare il check-in online, e sono un po’ preoccupata. In realtà scoprirò che mi hanno semplicemente pescata per i controlli aggiuntivi, quindi dopo una semplice procedura un po’ più lunga sono abile e arruolata, possiamo partire!

Il volo diretto da Milano a New York è lungo ma tranquillo, invece il volo interno per Atlanta ha un’ora circa di ritardo, quanto basta per farci saltare la cena.

Una volta atterrati, ritiriamo la nostra auto, una Dodge Charger berlina, scelta perché in questo road trip visiteremo molte città, e non vogliamo lasciare nulla in vista, meglio avere il bagagliaio chiuso. E’ tardi e noi siamo troppo stanchi e confusi dal jet lag per pensare di cenare, così andiamo direttamente in hotel e ci buttiamo a letto.

L’hotel è un Clarion Inn & Suites Atlanta Downtown, un buon compromesso tra prezzo e vicinanza al centro.

9 Settembre

Come immaginavo, il fuso orario ci fa alzare ad un orario improponibile. Ne approfittiamo per sistemare i bagagli e rivedere il programma della giornata, poi non ci resta che attendere le 7.30, quando finalmente potremo fare colazione.

Dopo esserci rifocillati partiamo subito alla scoperta di Atlanta. Cominciamo dal Martin Luther King Memorial, nella zona est.

Qui si trovano diversi luoghi legati al predicatore ed attivista, oltre a un piccolo museo e un memoriale dedicato a chi ha combattuto per la parità e l’uguaglianza. Il monumento più importante è naturalmente la tomba di Martin Luther King e della moglie Coretta, circondata da una piscina, davanti alla quale brucia una fiamma eterna..

Accanto al monumento funebre si trova la Ebenezer Baptist Church. Qui era pastore il padre di MLK, e qui si sono svolti i suoi funerali, la salma trainata da un semplice carretto di legno, che vediamo nel museo. Più avanti, la casa che MLK abitò da bambino, e la caserma dei pompieri nei pressi della quale si fermava a giocare con i suoi amici.

Cambiamo genere e ci spostiamo in centro, al Museo della Coca-Cola. Uno spazio espositivo divertente e colorato, che racconta la storia della bevanda più famosa al mondo.

Subito ci danno un paio di lattine, e poi cominciamo il nostro percorso. L’esposizione è incentrata soprattutto sul merchandising e sulle pubblicità, e come si sono evolute nella storia. Si possono vedere diversi filmati, le fasi di imbottigliamento, e poi la gigantesca cassaforte, che custodisce la ricetta della Coca-Cola. Al termine della visita, è possibile assaggiare decine e decine di bibite del marchio, tutte stucchevolmente dolci, tutte assolutamente da provare!

Facciamo una passeggiata al Centennial Park, il parco creato in occasione delle Olimpiadi del 1996. Spiccano la statua di Le Coubertin e le fontane dei cinque cerchi olimpici, dove i bambini di divertono a giocare. Fa caldissimo, e un po’ li capisco. Da vedere anche le installazioni dedicate al mondo dello sport, e il medagliere olimpico.

Dedichiamo il pomeriggio al Museo dei Diritti Civili, che esplora la complessa tematica della segregazione razziale. Racconta storie di vita vissuta attraverso installazioni interattive, cartelli dell’epoca ed esempi pratici. Uno su tutti è l’esperimento del Lunch Counter. Ti siedi sullo sgabello, metti le cuffie e chiudi gli occhi. Sei un nero in un bar per bianchi, cerchi di bere qualcosa seduto al bancone, ma la gente intorno ti insulta, calcia lo sgabello, ti sputa in faccia. Quanto riesci a resistere? Io sono durata 30 secondi, e ne sono uscita molto scossa.

L’esposizione continua parlando della celebre marcia di Washington, quella in cui fu pronunciata la frase “I have a dream”, delle altre marce e proteste dell’epoca, e di come la questione è affrontata oggi.

Usciti dal museo facciamo un giro in centro, che però è deserto perché è domenica, ed è tutto chiuso. Non ci piace più di tanto, anche perché nel frattempo inizia a piovere a dirotto. Corriamo quindi verso la sede della CNN. Abbiamo deciso di non fare il tour all’interno, ma solamente un giro nell’immensa hall, piena di negozi e bar.

Abbiamo finito prima del previsto, così andiamo da Walmart per fare scorta in vista del road trip: frigo di polistirolo, bevande, snack, posate di plastica e tutto quello che può tornare utile. Tornati in hotel, predisponiamo il tutto in auto, insieme al programma di viaggio e alla chiavetta USB piena di musica country, in modo da essere pronti per partire il prima possibile domani.

Per cena andiamo in un locale visto in tv, The Vortex, che serve ottimi hamburger.

10 Settembre

Si parte per il vero viaggio on the road!

Oggi esploreremo parte dell’Antebellum Trail, un percorso di 120 km circa che tocca sette cittadine della Georgia.

Nel 1864, dopo aver conquistato Atlanta, il generale unionista Sherman procede con la marcia verso Savannah, attraverso il territorio della Georgia. Durante questa marcia, l’esercito distrugge tutto quello che trova, case, infrastrutture e raccolti, per sfibrare la Confederazione riducendo alla miseria anche i civili.

La particolarità di queste sette cittadine è che sono state risparmiate dalla furia distruttrice di Sherman. Qui è quindi ancora possibile vedere ville ed edifici antecedenti la Guerra Civile, periodo definito “antebellum”, la cui prerogativa è uno stile monumentale, che richiama l’architettura classica.

La prima città è Madison, dove facciamo un giro a piedi degli edifici storici, coadiuvati dalla mappa presa al Visitor Center. I più importanti sono il tribunale, la vecchia prigione, e poi le ville disseminate lungo la Main Street e le sue parallele. Alcune, come la Heritage Hall, sono imponenti e maestose, altre alquanto trascurate. Mi colpisce subito la vegetazione, tutte le case sono circondate da lussureggianti giardini di piante tropicali.

Seconda tappa è la piccola Eatonton. Anche qui passeggiamo tra le case storiche, ma questa città è più anonima, non ci dice granché.

Continuiamo con Milledgeville, cittadina universitaria definita “la bella del Sud”, che per un periodo è addirittura stata la capitale della Georgia. Si respira subito un’atmosfera diversa dalle altre città, grazie alla presenza dell’università e di tanti giovani. Il centro è più definito, pieno di negozi alla moda, bar e ristoranti. L’architettura è caratterizzata da edifici in mattoni rossi con inserti e colonnati bianchi. Ne sono alcuni esempi il tribunale, l’università, il municipio e l’ufficio delle poste. Una curiosità: qui visse per alcuni anni Oliver Hardy, il famoso Ollio del celebre duo comico, lavorando del Milledgeville Hotel insieme alla madre.



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