Ci vogliono almeno 20 giorni per ammirare questo paese: tra vulcani e spiagge è una meta amata dai turisti di tutto il mondo

Il nostro viaggio in Indonesia ha inizio il 23 agosto, in un caldo pomeriggio, a bordo di un volo Qatar Airways, con scalo a Doha e destinazione Giacarta. È l’inizio di un avventura di ben tre settimane che ci porterà alla scoperta di luoghi straordinari, di vulcani, spiagge, lunghi viaggi in treno: un racconto imperdibile.
Indice dei contenuti
Diario di viaggio in Indonesia
Giorno 2: arrivo a Giacarta
Per l’ingresso in Indonesia, sono richiesti 3 documenti:
- Visto: può essere fatto e pagato direttamente in aeroporto, oppure, se come noi volete risparmiare tempo in file, potete farlo online sul sito evisa.imigrasi.go.id/. Noi abbiamo richiesto un E-VISA di tipo B per 30 giorni. É molto semplice e immediato. Controllate per bene le tempistiche per evitare di richiederlo troppo presto.
- Dichiarazione doganale: sul sito ecd.beacukai.go.id/
- Dichiarazione sanitaria (SATUSEHAT Health Pass): sul sito ecd-indonesia.com/register
Se avete intenzione di andare a Bali, dovrete pagare una tassa d’ingresso, e potete farlo tramite il sito https://lovebali.baliprov.go.id/. Di IDR 150.000. Detto questo, una volta arrivati, ritiriamo i nostri bagagli e approfittiamo dell’attesa al ritiro bagagli per attivare la nostra E-SIM Airalo, che avevamo già acquistato in Italia. Ci siamo trovati molto bene, non abbiamo mai avuto problemi di segnale. Abbiamo deciso di non cambiare né prelevare valuta all’aeroporto, ma di cercare un punto comodo e conveniente in città.
Per il trasferimento al nostro hotel c’è l’imbarazzo della scelta, Grab, Gojek, BlueBirds, o altri taxi, oppure prenotare come noi un trasferimento taxi su Booking. Ci siamo trovati benissimo! La nostra modesta struttura si trova a 1,7km dalla stazione treni di Gambir, scelta dovuta al fatto che la mattina successiva avremmo preso il treno per Yogyakarta. Su Giacarta non abbiamo gran che da dire, non l’abbiamo visitata, ma ne abbiamo approfittato per fare un po’ di spesa e cambiare valuta.
Giorno 3: Yogyakarta
Il nostro treno parte alle 8:50 direzione Yogyakarta. Il viaggio dura 6 ore, ma scorre piacevole e comodo. Arriviamo nel pomeriggio e raggiungiamo a piedi la nostra Homestay in zona Kraton. É il primo approccio alla vita javanese, con warung ovunque, persone che si sorprendono di fronte ad un occidentale, tantissimi sorrisi e gentilezza. Scorci di vita quotidiana che ci accompagnano ad ogni angolo della città.
Giorno 4: Boroboudur e Prambana
Il vero motivo della nostra tappa a Yogyakarta si chiamano Boroboudur e Prambana. Per visitarli ci siamo affidati alla nostra struttura che ci ha messi in contatto con un’agenzia del posto. Abbiamo optato per un trasferimento privato giornaliero che ci portasse ad entrambi i templi. Partiamo dal primo: il Boroboudur. Abbiamo acquistato entrambi i biglietti sul sito officiale online in anticipo dall’Italia. Per il il primo tempio è possibile scegliere il biglietto per salire sulla struttura che va per fasce orarie, o il biglietto di ingresso solo ai giardini circostanti. Noi abbiamo optato per il primo. Nel prezzo del biglietto è inclusa la guida in inglese e sandali adatti per l’ingresso al tempio. Per ovvie ragioni, il tempo disponibile per visitarlo è limitato, ma sufficiente per apprezzarne tutta la bellezza.
Usciamo, tappa per un pranzo local e poi ci dirigiamo al Prambanan. Qui l’ingresso non è contingentato e non è prevista una guida ( facoltativa). Svoltiamo l’angolo ed eccolo lì, con le sue ombre scure, restiamo a bocca aperta davanti a così tanta bellezza e imponenza. Non riusciamo a smettere di fare foto ed ad incantarci ad ogni scorcio e prospettiva. Venendo via non facciamo che voltarci mai stanchi di tanta bellezza.
Giorno 5: Probolinggo
Oggi lasciamo Yogyakarta tanto sazi per quello che hanno visto i nostri occhi, e a bordo di un altro comodissimo treno dopo 7 ore arriviamo a Probolinggo. Troviamo il nostro autista, che dopo una piccola sosta al supermercato per fare scorta di cibo e bevande (perché dove andremo non ce ne saranno) ci lascia alla nostra Homestay di Cemoro Lawang, base per la nostra tanto attesa visita al Bromo.
Giorno 6: Seruni Point
Sono le 2:30, usciamo di casa, è buio e ci sono 12 °C. Armati di torce si parte a piedi alla volta del Seruni Point. Ci sono un infinità di jeep e moto che propongono passaggi, ma noi no, noi vogliamo soffrire fino alla fine, un suicidio premeditato il nostro, per sentire nei polpacci e nel cuore a 1000 battiti ogni singola emozione. Dopo circa 1h15 di cammino, raggiungiamo il Seruni Point dove ancora ci sono pochissime persone, ma decidiamo di proseguire e di cercare un punto più isolato. Eccolo… ci fermiamo in questo piccolo spiazzo sul bordo della caldera, e visto il buio pesto, incrociamo le dita nella speranza di non avere piante davanti a noi e speriamo di aver scelto un buon punto per una buona visuale. Non manca molto, ma è freddino, così decidiamo di aspettare coccolati da una cioccolata calda. Poi all’improvviso eccolo, il primo chiarore che quasi impercettibile aumenta fino a mostrare la sagoma imponente del monte Bromo, del monte Bator, e della caldera ricoperta di nuvole danzanti. Al crescere del sole cambia la luce, cambia il colore, i dettagli si fanno spazio tra le nuvole e la nebbia, le ombre lasciano il posto a sfumature del mare di sabbia… sembra di essere dentro un quadro. Nessuna foto, sarà mai in grado di saperne descrivere la reale bellezza.
Anche se saremmo restati lì per ore ad ammirare questo splendido panorama, è ora di scendere.. il mare di sabbia ci aspetta. Passiamo da casa, che si trova proprio all’imbocco della strada che porta alla caldera, ci cambiamo (la temperatura passa dai 10-13 gradi di notte ai 20-24 di Giorno) e via. Attraversando questa distesa grigia, ci sentiamo piccoli e impotenti, circondati da muri naturali a farne da cornice. Raggiungiamo i piedi del vulcano, e tra cavalli con chiome e code colorate, che vanno e vengono per portare su e giù turisti di ogni tipo, arriviamo alla scalinata che a fatica ci condurrà al bordo del cratere. Arrivati in cima la voce del vulcano è un tuono ininterrotto e la puzza di zolfo all’inizio ti fa tossire, ma poi ci si abitua. E poi eccola lì, la bocca del vulcano che scotta, che fuma, che urla tutta la sua potenza. Noi ci limitiamo a percorrere la parte di cratere limitata da recisione anche se fatiscente, altri si spingono oltre dove non ci sono protezioni. Torniamo giù, e per tornare decidiamo di prendere il passaggio in moto di 2 simpatici ragazzi che per 2 € a persona ci riaccompagnano a casa…un’altra salita non la possiamo sostenere!
Ci prepariamo e all’ora di pranzo ecco pronto il nostro driver che ci porterà alla prossima tappa: Tumpak Sewu Waterfall.
Giorno 7: Tumpak Sewu Waterfall
La nostra struttura si trova proprio nei pressi delle cascate, ne sentiamo il frastuono e ne vediamo la nebbia! Raggiungiamo a piedi l’ingresso sul lato est (dicono che sia più facile di quello sul lato ovest), acquistiamo il biglietto e si va. Eccola lì, in tutta la sua magnificenza e imponenza la cascata si apre sotto di noi. Bellissima! Foto di rito e poi inizia la discesa. Avevamo qualche timore sul grado di difficoltà, non avendo trovato molte informazioni al riguardo, ma col senno di poi, posso dire che il percorso per scendere è fattibile e abbastanza semplice. Basta avere uno scarponcino da trekking per non scivolare dove c’è più acqua ed evitare assolutamente l’infradito come invece ho visto a qualcuno! Munitevi assolutamente di dry bag e di un eventuale cambio per il dopo visita. Arriviamo ai piedi della cascata in comodità e svoltato l’angolo la vediamo e restiamo senza parole! Uno spettacolo della natura nel vero senso della parola. Le nostre aspettative erano alte ma qui andiamo oltre! Veniamo via a malin cuore, fradici, ma felici e decidiamo di fare il giro largo e visitare anche Goa Tetes. Raggiungiamo l’uscita e ci ritroviamo proprio dentro la nostra struttura. Doccia al volo e con il nostro driver privato partiamo alla volta di Surabaya.
Giorno 8: Surabaya, Denpasar
Surabaya è solo una tappa obbligata per prendere il prossimo volo: direzione Denpasar. Abbiamo volato con Garuda e ci siamo trovati benissimo! Voli puntuali e piccolo pasto a bordo anche per voli di 1h. Anche qui troviamo il nostro taxi (prenotato su Booking) che ci aspetta. La nostra destinazione é Ubud. Qui il traffico è pazzesco e notiamo subito la differenza con Java. Qui è tutto più turistico, ci sono strutture e locali che a Java non trovi. Dopo quasi 2 ore raggiungiamo la nostra Homestay e subito usciamo per esplorare la città. L’impatto è completamente diverso, meno genuina, meno autentica, ma comunque molto piacevole e divertente, soprattutto se si vuole fare un po’ di shopping e souvenir.
Giorno 9: Besakih Temple
Dedichiamo la mattinata alla Foresta delle scimmie, un posto molto divertente, interessante e con una splendida location. Inutile dire che le scimmie sono l’attrattiva principale! Tramite la nostra Homestay prendiamo a noleggio uno scooter, e iniziamo il giro dell’isola. Decidiamo di escludere la parte sud, a nostro avviso davvero troppo turistica. La prima tappa è il Besakih Temple. Il tempio in sé è molto bello, peccato ci sia sembrato un po’ trascurato. Dormiamo in una struttura poco distante dal tempio.
Giorno 10: Penglipuran
Ci spostiamo e raggiungiamo Penglipuran, un villaggio tipico, molto piccolo ma carino, dove le case storiche sono ormai state convertite quasi tutte in negozi. Se siete di passaggio vale la pensa farci un salto. La tappa successiva è il Pura Gunung Kawi Sebatu, un tempio molto più piccolo del Besakih, ma ben tenuto e di tutt’altro stile. Usciamo e raggiungiamo le risaie di Tegallalang. Con il senno di poi queste risaie a nostro gusto non reggono proprio il confronto con quelle di Jatiluwih. Non perché siano brutte, anzi, anche se le altre ci sono piaciute molto di più, ma perchè ci sono sembrate molto trappola per turisti, e a confermarlo molte attività (tipo altalena con tanto di scelta del vestito per la foto e zip line) e strutture anche di un certo livello. Ovviamente il gusto al riguardo è personale!
Giorno 11: Pura Ulan Danu Beratan
Oggi con il nostro bolide ci spingiamo un po’ più a nord; motivo la vista al Pura Ulan Danu Beratan. Il tempio si trova sul lago, è ben tenuto ed è molto carino. Questo sarà il nostro ultimo tempio visitato in Indonesia. A tal riguardo apro una parentesi: di templi, c’è l’imbarazzo della scelta, ma noi abbiamo preferito fare una selezione, scegliendone pochi ma possibilmente diversi. Reduci del nostro viaggio in Giappone, sapevamo già che dopo un po’ ci sarebbero andati a stufo, così abbiamo optato per una selezione restrittiva, che per noi è andata più che bene! Chiusa parentesi, il nostro viaggio prosegue tornando verso sud, nello specifico le risaie di Jatiluwih. Come accennato prima, questo posto ci ha incantati! Bellisssimo! Ovunque risaie di un verde brillante, specchi d’acqua che riflettono le nuvole. È possibile scegliere tra vari percorsi indicati con diverso colore e di diversa lunghezza, di cui uno adatto per la bicicletta. Torniamo alla nostra Homestay immersa completamente nelle risaie, E salutiamo questo posto magico godendoci un bellissimo tramonto e una bellissima alba.
Giorno 12 : Ubud
Torniamo ad Ubud, riconsegniamo lo scooter e passiamo questo ultimo giorno a Bali girovagando per la città e per il mercato.
Giorno 13: Labuan Bajo
Ultimo giro in tranquillità per poi tornare in aeroporto: direzione Labuan Bajo. Questa è la tappa necessaria sé si vuole visitare il parco di Komodo; è da qui che partono tutte le escursioni e le crociere. Di per sé la città non ha gran che da offrire.
Giorno 14: Komodo Island
Avevamo vagliato vari tour di Komodo e alla fine, per recensioni e prezzo, abbiamo prenotato il tour con Christoper komodo tour. La scelta si è rivelata esatta. Ci siamo trovati benissimo. Abbiamo scelto il tour di gruppo giornaliero con barca veloce a Komod e il tour privato di mezza giornata con barca lenta di legno a Rinca. Questo primo Giorno lo dedichiamo al tour giornaliero. Ci prelevano in hotel e raggiungiamo il porto. La barca è comoda, ci sono snack, pranzo a bordo e pinne. Il viaggio è piacevole, il tempo è bellissimo, il paesaggio pure. Il tour prevede le seguenti tappe: Padar Island hiking, Pink Beach, Komodo Island trekking per vedere i draghi di Komodo, Taka Makassar (di cui ci siamo innamorati, accecati da una bellezza surreale), manta Point e Mawan Island. Nello specifico tutte le tappe sono state sorprendenti, purtroppo non abbiamo avuto la fortuna di vedere le mante. Un commento a parte merita komodo Island. Abbiamo visto solo 2 draghi, si, ma la vera delusione è sta nel ridicolo giro fatto con il ranger; dopo nemmeno 20 minuti eravamo di nuovo sulla barca. Abbiamo avuto proprio la sensazione che sia tutto molto finto e costruito, come se già sapessero dove trovare i draghi… con il senno di poi, vince il confronto a mani basse Rinca.
Giorno 15-16: Pirate Island
Abbiamo deciso di dedicare questi due giorni al relax e soprattutto allo snorkeling. Destinazione: Pirate Island, una piccola isola con una barriera corallina stupenda e una varietà di pesci incredibile, a un’ ora di barca da Labuan Bajo. É stato bellissimo addormentarci e svegliarci cullati dal rumore del mare, sotto un cielo pieno di stelle lontani dal tram tram e dai rumori.
Giorno 17: Labuan Bajo
Nel pomeriggio lasciamo la nostra isola paradisiaca e torniamo a Labuan Bajo.
Giorno 18: Rinca
Oggi tour di mezza giornata a Rinca per i draghi, Manjarite Island e Kelor island per lo snorkeling. Come accennavo prima, questa esperienza è stata mille volte più bella di Komodo; il ranger ci ha fatto fare un bel giro dell’isola di quasi 1 ora e abbiamo visto molti draghi, alcuni anche molto grandi e ben vigili. Si percepiva proprio l’imprevedibilità che potessero apparire da un momento all’altro. Vederseli camminare davanti è qualcosa che non si può spiegare.
Giorno 19-20: rientro in Italia
Lasciamo Labuan Bajo con un volo Batik che ci porterà a Giacarta, dove il Giorno dopo ci aspetta il volo di rientro per l’Italia.
Indonesia: considerazioni finali e conclusioni
L’Indonesia è un paese stupendo, umanamente parlando abbiamo incontrato sul nostro cammino tanta povertà, ma un infinità di sorrisi, gentilezza, umiltà, cordialità e tanta ospitalità. Paesaggisticamente, se penso a questo paese, lo descriverei colorato come può essere un quadro dai mille colori accesi e brillanti. Passare dall’alba che si accende sulla vetta di un vulcano, ai coralli più colorati con pesci di ogni tipo, dalle pendici di una cascata al verde delle risaie, dalle scimmie ai draghi di komodo, dai templi alle spiagge paradisiache. Sotto il punto di vista pratico/organizzativo del viaggio, tutto ha funzionato alla perfezione: i treni sono comodi e puntuali, le compagnie aeree che abbiamo utilizzato (Garuda e Batik) altrettanto. I tour che abbiamo scelto a Komodo sono stati precisi ed efficienti e lo stesso vale per le guide e i gli autisti dei vari trasferimenti. Un viaggio che ci resterà nel cuore.








