Bahrein: la terra tra i due mari

Alla scoperta del più piccolo Stato del Medioriente!
Scritto da: andreabonfitto
bahrein: la terra tra i due mari
Partenza il: 23/12/2017
Ritorno il: 27/12/2017
Viaggiatori: 1
Spesa: 1000 €

Bahr, ovvero “mare” in lingua araba. “Bahrein” (forma italianizzata, mentre quella più utilizzata, in lingua inglese, è Bahrain) è il duale di questo sostantivo, struttura grammaticale a metà strada tra il singolare ed il plurale, ed indica le coppie: il suo nome significa dunque “terra tra i due mari”. Ed è il mare il vero protagonista di questo Paese, non la sua terra. Perché è il mare che ha reso possibile lo sviluppo del commercio delle perle, preparandolo a diventare protagonista sulla scena internazionale, con il suo petrolio e la sua pista internazionale di Formula 1.

Con una superficie di 765 kmq e una popolazione che non arriva nemmeno ad un milione e mezzo di abitanti, questo Paese, composto da un arcipelago di 33 isole, delle quali molte disabitate, è ufficialmente una monarchia costituzionale, dopo oltre 150 anni di dominio britannico. Recentemente, però, gli avvenimenti legati alla Primavera Araba, portarono alla cosiddetta Rivolta delle Perle, i cui scontri, nel 2011, tra le forze dell’ordine e i dimostranti, provocarono almeno 7 morti ed oltre 200 feriti. Alla base di questi disordini vi sono, purtroppo, anche delle motivazioni religiose: gli sciiti sono la maggioranza della popolazione, circa il 70%, concentrati soprattutto sull’isola di Sitra, e sostenuti dall’Iran, mentre del gruppo dei sunniti fa parte anche la famiglia reale, appoggiata, pure militarmente, dall’Arabia Saudita. Da tempo gli sciiti denunciano atti di discriminazione nei loro confronti da parte della dinastia sunnita che detiene il potere. Il documentario della rete televisiva Al Jazeera, intitolato “Shouting in the Dark”, disponibile su You Tube in lingua inglese, offre un quadro completo degli avvenimenti di quel periodo. Ora la situazione sembra tranquilla, ragion per cui approfitto nel 2017 delle ferie natalizie, per partire alla scoperta del Bahrein.

Decido, per ovvi motivi di budget, di prenotare un volo della compagnia low cost Pegasus Airlines, facendo quindi scalo in Turchia. Questa è la compagnia più indicata per chi vuole recarsi nel Medio Oriente contenendo i costi del viaggio. I biglietti, però, sono disponibili soltanto con un anticipo di circa 6 mesi, e le soluzioni meno costose (tariffa Basic) tendono ad esaurirsi molto velocemente. Il visto d’ingresso lo si ottiene velocemente all’arrivo in aeroporto. Il dinaro del Bahrein è una delle monete più forti del pianeta, e viene attualmente scambiato a 2,38 € (26/7/2019).

Nello scegliere il luogo dove pernottare, ho preferito l’Awal Hotel, in posizione centralissima, economico, pulito, che include nella tariffa anche una buona colazione. Per potervi collegare alla rete elettrica occorrono degli adattatori per prese di tipo inglese.

Com’è mio solito, incontrerò tramite Couchsurfing alcuni abitanti del luogo, che mi aiuteranno nell’organizzazione della visita del Paese in cui vivono, ma anche per capire meglio la realtà in cui mi verrò a trovare. Il Bahrein ha un’altissima concentrazione di expat, ovvero immigrati economici, che formano oltre il 40% della popolazione, per lo più sunniti, molti dei quali provenienti dal Pakistan. Di conseguenza conoscerò un cittadino bahreinita doc, ma anche un indiano, un pakistano ed un giordano, tutti residenti ormai da anni nel Bahrein.

Nello spostarmi, invece, autonomamente, tra il centro di Manama e l’isola monumentale di Muharraq, ho utilizzato l’app di Careem, versione mediorientale di Uber, che offre corse a prezzi davvero vantaggiosi.

ALLA SCOPERTA DELLA CAPITALE: MANAMA

Attualmente la città conta 330.000 abitanti. A differenza di altre capitali del Medio Oriente con molti più abitanti, però, essa esisteva già nel XIV sec. Le terre del Bahrein settentrionale erano però già abitate oltre 5.000 anni fa, durante la cosiddetta civiltà di Dilmun. Di seguito l’itinerario da me seguito, in ordine cronologico, preparato preventivamente basandomi sulle distanze e sugli orari di apertura.

BAB AL BAHRAIN, ovvero, in lingua araba, la “Porta del Bahrein”: essa venne costruita dagli inglesi nel 1945 perché fungesse da porta di accesso al suq di Manama, la capitale del Regno. Oggi l’area è ricca di negozi di souvenir, ristoranti, alberghi e non solo!

IL MUSEO NAZIONALE DEL BAHREIN racconta la storia del Paese. Bellissime la sezione dedicata alle tradizioni del Bahrein, nonché la ricostruzione di un vero e proprio suq del passato. Vi si trovano inoltre reperti archeologici provenienti dall’antica civiltà di Dilmun, una sezione dedicata al commercio di perle, che era la fonte principale di ricchezza in quest’area geografica, prima dell’avvento del petrolio, e la grande fotografia satellitare del Bahrein, riprodotta sul pavimento al piano terra. Elegante il caffè dove poter fare una sosta prima di proseguire il giro turistico.

IL TEATRO NAZIONALE DEL BAHREIN, praticamente affiancato al Museo Nazionale, aperto a fine 2012 al pubblico, sembra galleggiare sull’acqua. Conta 1001 posti a sedere, in onore dell’opera più famosa della letteratura araba, ovvero Le Mille e Una Notte.

BEIT AL QURAN, ovvero “La Casa del Corano”, è un notevole esempio di architettura araba contemporanea in Bahrein. Ospita al suo interno alcuni dei Corani più preziosi ed antichi ancora esistenti. È dotata di una sala di preghiera, molto frequentata. Un souvenir particolare è il calendario illustrato dedicato alla Palestina di fine Ottocento.

LA MOSCHEA DI AL FATIH (Manama, Bahrein): costruita nel 1984 su terreni “rubati” al mare (attraverso la costruzione, tuttora in corso, di isole artificiali), può ospitare fino a 7.000 fedeli. La visita guidata illustra la ricchezza dei materiali impiegati. A fine visita, è possibile rifornirsi di pubblicazioni sull’Islam, disponibili anche in lingua italiana.

A PRANZO A MANAMA

Ecco il posto dove assaggiare il “biryani” più delizioso del Paese: Haji Gahwa o Haji’s Café, non lontano da Bab Al Bahrain, con tavolini all’aperto lungo la strada e prezzi imbattibili in città!

Cosa bere in Bahrain? Innanzitutto lo Sharbat Azzafaran, ovvero una freschissima bibita a base di zafferano, semplicemente divina! Tra le bevande calde non manca invece il tè karak, ovvero il tè indiano con latte e spezie.

Il migliore gelato del Bahrein? È quello al mango, che trovate da Naseef, ottima gelateria all’interno del suq coperto di Manama, sempre nei pressi di Bab Al Bahrein. Sembra quasi di mangiare pezzi di frutta freschissimi…!!!

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La Fortezza del Bahrein

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La bottega dei vasai ad A'ali (Bahrein)

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I tumuli funerari di A'ali

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La fortezza di Riffa

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L'Albero della Vita (Bahrein)

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Pozzi di petrolio in Bahrein

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Il Circuito Internazionale di Formula 1 del Bahrein

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Il Museo Nazionale del Bahrein

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Il Teatro Nazionale del Bahrein

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Bab Al Bahrain

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Beit Seyadi, isola di Muharraq

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La casa dello sceicco Al Khalifa, isola di Muharraq

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La Moschea di Al Fatih a Manama

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Beit Al Quran ovvero La Casa del Corano (Manama)

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Galleria d'arte Busaad, isola di Muharraq

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Museo Al Oraifi, isola di Muharraq



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