Cuba on the road

Tra gli affascinanti quartieri di L’Avana, gli spettacolari panorami da cartolina offerti dalle valli di Vinales e tappa a Trinidad, dove il tempo sembra essersi fermato

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  • di alepaschi1123
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Giorno 1

La prima cosa che mi viene sempre in mente prima di partire è sempre l'ansia? Forse per la troppa voglia di andare via, staccare da tutto, preoccupazioni e lavoro, doveri quotidiani e responsabilità. Insomma... tornare bambino. Sentirsi stupiti nel vedere quel posto nuovo che fino ad ora hai sempre visto in tv, in foto, in un libro o hai immaginato tramite un bel libro. Quel sorriso di uno sconosciuto che chissà se tra 20 anni si ricorderà di avermi indicato quella via o quell'albergo, si ricorderà di essere stato partecipe del viaggio assieme a me. Perché io sì, me lo ricorderò. Oggi, aspettando il nostro volo, seduti davanti al gate, svegli dall'alba, non vediamo l'ora di arrivare finalmente lì, a Cuba, che solo a nominarla ti stampa un sorriso per tutta la giornata.

Giorno 2

Ritirata la nostra auto a noleggio, senza parecchie difficoltà abbiamo raggiunto dall'aeroporto la nostra casa particular a un passo dal Malecon, nel quartiere El Vedado. Arrivati ieri notte non abbiamo badato tanto alla bellezza del nostro quartiere, il fascino che emana è davvero alto: è come una continua gara fra lusso e povertà, edifici che cadono a pezzi (o sono già caduti) si susseguono a splendidi esempi di architettura coloniale, e non solo nel nostro quartiere, ma piano piano che ci addentriamo nella città si ha sempre la stessa sensazione. Le famose auto cubane sgangherate e rumorose sfrecciano accanto ai nuovi modelli europei, e tutto ciò è contornato nei muri e nei cartelli da scritte e slogan inneggianti la rivoluzione e la propaganda comunista. Un enorme slogan pro comunismo è il museo de la revolution, contenente reperti, armi e quant'altro ha accompagnato il Che e Fidel alla rivoluzione.

Un altro posto affascinante è di certo Habana Veija, centro storico della città dove da Plaza de la catedral a Plaza veija, qualsiasi stradina si interseca con un'altra sempre più stretta. La passeggiata per calle Obispo è ricca di negozietti di souvenir, bar e ristoranti, ma basta affacciarsi in una strada affianco per non vedere più un turista ma persone che anche un po' curiose ti sorridono, ti osservano, e continuano nelle loro chiacchiere e risate. Dopo aver esplorato il quartiere per quasi tutta la mattina con un'immancabile visita alla Bodeguita, ci dirigiamo verso il Capitol, simbolo dell'Havana. All'ora di cena, stanchi ma felici di una giornata così gratificante, contrattiamo con un taxi per il ritorno a casa, saliamo a bordo di una bellissima Ford Custom del 52'. Non quindi che osservare il Malecon con i suoi turisti e non seduti a chiaccherare e cantare, scena che sicuramente puoi solo vivere qui a Cuba e non da altre parti.

Giorno 3

Partiti presto dall'Havana, la nostra auto ci accompagna attraverso la autopista per Pinar del rio alla nostra prossima destinazione.

VINALES L'autopista sicuramente è un'altra cosa particolare a Cuba perché, al contrario di come si immagina un'autostrada, in questo paese si notano delle differenze. Ogni tanto una mucca a bordo strada, calessi con cavalli, attraversamento di pedoni, buche che eviti all'ultimo istante. Insomma, andate piano è più sicuro. Al nostro arrivo a Vinales e arrivati alla nostra casa, ci viene subito proposto visto l'orario una escursione nella valle che è partimonio dell'unesco. Siamo un po preoccupati inizia a piovere! Per fortuna però proprio quando arriviamo all'inizio del percorso, la pioggia cessa e riusciamo a goderci a pieno la spettacolare cavalcata che ci porta a vedere il procedimento della costruzione dei sigari e del caffè, specialità per questa zona. Non abbiate paura dei cavalli, sono veramente mansueti e vanno pianissimo, non privatevi di questa esperienza perché ammirare i Mogotes dalla valle, credetemi, è una cartolina che rimarrà per sempre impressa nella vostra mente.

Tornati alla casa, la signora ci mostra come si cucina una cosa veramente buona e tipica: le chicharitas, nient'altro che banana fritta, ma buonissima praticamente sono patatine fritte da gustare come "aperitivo" con un buon mojito, come abbiamo fatto noi nella veranda dondolandoci e aspettando la nostra cena consumata sempre nella casa assieme a signor e signora Tamargo, gentilissimi e premurosi nel darci tutte le risposte a tutte le nostre domande

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