Cuba, un paradiso terrestre che sembra vivere nel passato

Una settimane intensa alla scoperta di questo paese misterioso, tra paradisi terrestri, città magiche e musiche da ballare.

  • di Nikicol
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Io e mia zia, la mia seconda compagna di viaggio preferita (il primo è il mio fidanzato, che si merita il primato anche solo perché è il mio fidanzato!!!) decidiamo di passare la befana al Caldo e optiamo per Cuba. Partiamo da Milano e dopo circa dodici ore facciamo scalo all'aeroporto dell'Avana, come in tutti gli scali non possiamo uscire ma la sensazione di essere a Cuba ci ha già pervase: il soffitto è colmo di bandiere colorate di tutto il mondo, i negozi vendono perlopiù sigari, rum e caffè e al bar ci vendono una "Tu-Kola" un tentativo cubano di Cola. Dopo un paio d'ore saliamo nuovamente sull'aereo che ci porterà alla nostra destinazione finale: Cayo Largo. La prima cosa da dire su Cuba è che gennaio non è il periodo ideale se si vuole avere il caldo assicurato, quando il cielo si annuvola serve una felpa anche durante il giorno ma noi, tutto sommato, siamo state fortunate perché a parte un paio di giorni nuvolosi, che abbiamo sfruttato per visitare le città dell'isola, ci siamo godute il mare e il sole. Arrivate all'aeroporto di Cayo Largo troviamo ad accoglierci un gruppo di cubani che suonano e ballano le loro musiche caraibiche e subito capiamo lo spirito di quest'isola meravigliosa: "i cubani non si spostano camminando, si spostano bailando". Dopo un breve tragitto in autobus arriviamo stanche dal viaggio all'ora di cena e dopo il nostro primo pasto al Gran Caribe Playa Blanca ce ne andiamo a letto.

Il giorno seguente lo usiamo per guardarci intorno, rilassarci e organizzare le escursioni che ci permetteranno di vedere Cuba in maniera soddisfacente anche se abbiamo a disposizione una sola settimana. La spiaggia del villaggio è splendida, sabbia bianchissima e mare cristallino, il mare caraibico che ogni turista si auspica di trovare. Il villaggio è molto carino è il cibo è ottimo, ma a noi, in realtà, poco importa, perché già sappiamo che nel resort passeremo poco tempo. Passiamo la nostra prima giornata nel più totale relax a goderci lo spettacolo naturale che ci circonda, stranendoci un po' degli addobbi natalizi allestiti per il villaggio, ma in fondo Natale è passato da poco.

Il giorno successivo il tempo è incerto così partiamo alla volta dell'Havana con la gita organizzata dal tour operator. Per arrivare nella capitale andiamo all'aeroporto per prendere il volo interno, cosa sconsigliata per chi ha paura dell'aereo: il Gate è minuscolo e i cancelli vengono chiuso con dei lucchetti, l'aereo altrettanto piccolo; trasporta una decina di persone e la hostess che passa a offrire delle caramelle deve chinarsi per non sbattere contro il soffitto e, io, che ero in prima fila, allungando la mano avrei potuto toccare la testa del pilota. Nei momenti di decollo e atterraggio l'aeromobile fa un rumore assordante e non da di certo sensazione di stabilità ma noi, che non abbiamo paura, ci godiamo questa esperienza quasi fantozziana, condita dalla simpatia insuperabile del popolo cubano (dal pilota alla ragazza delle pulizie de villaggio, tutti hanno una battuta spiritosa da sfornare). Arrivati finalmente nel cuore di Cuba seguiamo la guida che ci porta nei luoghi di maggior interesse della città e ci spiega la storia. Chiaro, solo all'Havana dovremmo passarci una settimana ma in una giornata completa riusciamo a vedere le cose più importanti. Partiamo da la plaza de la Revolucion, costruita durante la dittatura Batista, nella quale possiamo ammirare il memoriale a José Martì, il ministero degli interni su cui svetta l'immagine dell'eroe nazionale, il Che e un altro edifico governativo speculare su cui campeggia l'altro eroe popolare Camilo Cienfuegos. Tutto intorno a noi c’è una città che sembra vivere nel passato: edifici vecchi e automobili degli anni cinquanta. Per restare in tema la guida, una giovane cubana con una grande passione per il suo lavoro, ci porta a vedere l’Havana vecchia, un luogo incantato. La parte più bella della città, circondata da edifici barocchi, un angolo di mondo che non si è in grado di paragonare a nessun altro, nel quale possiamo visitare la cattedrale di san Cristobal, una delle più antiche cattedrali cattoliche del mondo, che ti da la sensazione di trovarti nel passato. Nel dintorni facciamo tappa al “Floridita” il bar preferito da Hemingway, sempre pieno di gente e rallegrato dalla musica cubana, presente in ogni locale Proseguiamo sul lungo mare fino a “El Morro” un piccolo castello che aveva lo scopo di difendere la città dagli attacchi esterni, tutto intorno una muraglia e dei cannoni che puntano verso il mare aperto. Dopo pranzo andiamo a visitare una fabbrica di sigari in cui la guida ci spiega come avviene la produzione e ci mostra i passaggi e facciamo tappa nell’altro locale cubano famoso: “la bodeguita del medio” e mentre sorseggiamo il Mojito più buono della nostra vita ci guardiamo intorno e cerchiamo di riconoscere i visi dei famosi che sono stati lì, le pareti, infatti, sono piene di foto delle personalità che hanno scelto di bere un cocktail nel locale più copiato del mondo. Dopo un paio d’ore di libertà per perdersi nelle vie della città ricolma di musica e colori torniamo (con un altro volo che potrebbe tranquillamente essere inserito in un film comico) a Cayo Largo, lasciando nella capitale di quest’isola che sembra appartenere al passato, un pezzettino del nostro cuore

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